- 31/10/2025
- Simone Martino
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RenOils registra +2,4% nella raccolta oli esausti 2024 e rafforza la rete con oltre 63mila punti in tutta Italia
RenOils, il Consorzio nazionale che si occupa della raccolta e del recupero di oli e grassi vegetali e animali esausti, torna protagonista all’edizione 2025 di Ecomondo. L’occasione sarà sfruttata per presentare i risultati 2024, che confermano la crescita della filiera del riciclo nel settore.
“Siamo molto soddisfatti di questi risultati – commenta Ennio Fano, presidente di RenOils – perché confermano il valore del circuito virtuoso dell’economia circolare. Dagli oli esausti si producono biocarburanti, lubrificanti biodegradabili, cosmetici, detergenti e altri prodotti a basso impatto ambientale”.
Raccolta oli esausti in aumento
Lo scorso anno sono state raccolte circa 60.000 tonnellate di oli esausti, con un aumento di 1.148 tonnellate rispetto al 2023, pari a un +2,4%. La rete di raccolta si consolida ulteriormente, con oltre 63.600 punti di prelievo distribuiti su tutto il territorio nazionale, registrando un incremento del 3,6% rispetto all’anno precedente.
Le regioni leader nella raccolta
Tra le regioni più attive, spiccano il Veneto con 8.832 tonnellate, la Lombardia con 8.536 tonnellate e l’Emilia-Romagna con 6.210 tonnellate. Queste cinque regioni – che includono anche Campania e Toscana – rappresentano oltre il 68% della raccolta nazionale.
In termini di densità di punti di raccolta, la Campania guida la classifica con 12.807 postazioni, seguita da Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna.
Iniziative per il coinvolgimento dei cittadini
Per favorire la partecipazione dei cittadini, sono stati attivati protocolli speciali per i piccoli comuni nel Lazio e in Liguria e siglato un accordo con Amazon: dal 1° gennaio 2026, il gigante dell’e-commerce renderà conto degli oli venduti sulla piattaforma e verserà direttamente il contributo ambientale a RenOils per conto dei rivenditori.
Un futuro sostenibile anche in volo
Una novità significativa riguarda il trasporto aereo: cresce l’interesse per i SAF (Sustainable Aviation Fuels), carburanti sostenibili contenenti oli esausti riciclati che permettono di ridurre fino all’80% le emissioni di CO₂ rispetto al cherosene tradizionale, senza modifiche ai motori. “Gli oli che raccogliamo oggi – conclude Fano – possono letteralmente far volare gli aerei di domani”.










































































































































































































































































