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L’industria cartaria francese migliora ancora le proprie performance ambientali: riciclo al 77%, fibre recuperate al 64%, emissioni di CO₂ in calo e biomassa sempre più centrale

L’industria cartaria francese continua a rafforzare il proprio percorso verso un modello produttivo sempre più sostenibile. A confermarlo è il Rapporto statistico 2025 pubblicato da COPACEL, che fotografa un settore capace di migliorare le proprie performance ambientali mantenendo stabile il ricorso alle materie prime riciclate e riducendo progressivamente il proprio impatto sul clima.

I dati mostrano come la transizione verso l’economia circolare non rappresenti più una semplice strategia di sviluppo, ma costituisca ormai il pilastro della filiera cartaria francese.

Il riciclo raggiunge il 77%: le fibre recuperate diventano la principale materia prima

Nel 2025 le cartiere francesi hanno utilizzato 5,03 milioni di tonnellate di carta e cartone destinati al riciclo, un quantitativo sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2024.

Il dato più significativo riguarda però il tasso di riciclo, che sale al 77%, contro il 66,3% del 2015. Una crescita costante che conferma come le fibre riciclate abbiano ormai assunto un ruolo centrale nella produzione cartaria.

Oggi infatti le fibre recuperate rappresentano il 64% delle materie prime impiegate dalle cartiere francesi, mentre dieci anni fa si fermavano al 55%. La pasta di legno resta una componente fondamentale del processo produttivo, ma proviene prevalentemente da risorse biologiche e rinnovabili, contribuendo anch’essa a un modello produttivo orientato alla sostenibilità.

Il packaging continua a trainare il mercato

A sostenere questa crescita è soprattutto il comparto degli imballaggi.

Nel corso del 2025 la produzione di carta e cartone destinati al packaging ha impiegato 4,23 milioni di tonnellate di materiale riciclato, pari all’84% del consumo complessivo di fibre recuperate.

Ancora più rilevante è il tasso di utilizzo delle fibre riciclate, che raggiunge il 93,7%, confermando come gli imballaggi rappresentino il motore dell’economia circolare del settore cartario.

Anche il comparto delle carte grafiche continua ad aumentare l’impiego di materiale riciclato, arrivando a un tasso del 67,8%. Tuttavia, il volume complessivo di produzione resta in diminuzione, riflettendo il progressivo calo della domanda di carta da stampa e scrittura e la trasformazione dei consumi.

Riciclo elevato, ma servono nuovi sbocchi industriali

Il rapporto evidenzia inoltre che il tasso complessivo di riciclo della carta e del cartone raggiunge l’87,4% nel 2025, mantenendosi su livelli tra i più elevati in Europa.

Si registra una lieve flessione rispetto al 2024, ma secondo COPACEL questo andamento è influenzato da fattori congiunturali. I valori eccezionalmente elevati registrati negli ultimi due anni erano infatti legati alla riduzione dei consumi di carta e all’utilizzo delle scorte accumulate durante il periodo precedente. Nel lungo periodo, spiegano gli analisti, il trend di crescita rimane solido.

Export in calo: cresce la necessità di valorizzare il riciclo all’interno della Francia

Un altro elemento interessante riguarda il commercio estero della carta da riciclare. La Francia continua a essere un esportatore netto, ma il saldo commerciale si riduce passando da 1,38 milioni di tonnellate nel 2024 a 1,27 milioni nel 2025.

Le esportazioni diminuiscono del 4,3%, mentre le importazioni rimangono sostanzialmente stabili.

Per il settore questo rappresenta un segnale importante: diventa sempre più strategico rafforzare la capacità dell’industria nazionale di utilizzare internamente le materie prime raccolte, riducendo la dipendenza dai mercati esteri.

Emissioni di CO₂ in diminuzione e minore consumo d’acqua

Anche sul fronte ambientale arrivano segnali incoraggianti. Gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2024, mostrano una riduzione delle emissioni dirette di anidride carbonica, scese a 1,35 milioni di tonnellate.

Ancora più significativo è il miglioramento dell’intensità carbonica della produzione, che passa a 0,19 tonnellate di CO₂ per tonnellata di carta prodotta, con una riduzione del 7,5% in un solo anno.

Parallelamente diminuiscono anche le emissioni indirette legate all’energia elettrica acquistata.

Prosegue inoltre il miglioramento nella gestione delle risorse idriche. Il prelievo d’acqua scende a 22,2 metri cubi per tonnellata prodotta, rispetto ai 23,8 metri cubi registrati nel 2023.

Ridotte anche le emissioni atmosferiche di sostanze inquinanti: il biossido di zolfo (SO₂) cala del 27,6%, mentre gli ossidi di azoto (NOx) diminuiscono dell’8,4%.

La biomassa resta il cuore della transizione energetica

Il rapporto conferma infine il progressivo cambiamento del mix energetico utilizzato dall’industria cartaria francese.

Nel 2024 la biomassa rappresenta ormai il 64% del consumo di energia primaria, contro il 56% registrato dieci anni prima.

Il ricorso ai combustibili fossili resta pressoché stabile, mentre continua ad aumentare l’impiego delle fonti rinnovabili, rafforzando il percorso di decarbonizzazione del comparto.

Una filiera sempre più circolare, ma le sfide restano aperte

Il quadro delineato dal Rapporto statistico 2025 racconta un settore che continua a investire nell’economia circolare e nella sostenibilità ambientale.

L’utilizzo crescente di fibre riciclate, il mantenimento di tassi di recupero tra i più elevati del continente e il miglioramento degli indicatori climatici e ambientali confermano la direzione intrapresa dall’industria cartaria francese.

Le prossime sfide riguarderanno soprattutto il consolidamento del mercato interno del riciclo, l’ulteriore riduzione dell’intensità carbonica e il mantenimento dei progressi ottenuti nella gestione delle emissioni atmosferiche e delle risorse idriche. Un percorso che potrebbe rappresentare un modello di riferimento anche per le altre filiere europee impegnate nella transizione verso un’economia sempre più circolare.

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