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Terre rare a rischio: filiere fragili e dominio Cina minacciano 6,5 trilioni di dollari. L’allarme AIE scuote mercati e industria globale

Le terre rare sono sempre più al centro degli equilibri economici globali, ma la loro catena di approvvigionamento resta vulnerabile. A lanciare l’allarme è l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che in un nuovo rapporto evidenzia un pericoloso disallineamento tra la crescita della domanda e la capacità globale di diversificare l’offerta.

Questi 17 elementi chimici sono ormai indispensabili per tecnologie chiave come veicoli elettrici, data center per l’intelligenza artificiale, robotica e sistemi di difesa. Il loro utilizzo è esploso negli ultimi anni, trainato soprattutto dai magneti permanenti ad alte prestazioni.

Domanda in forte aumento: +30% entro il 2030

Secondo il report, la domanda di magneti a base di terre rare – in particolare neodimio, praseodimio, disprosio e terbio – è raddoppiata dal 2015 e continuerà a crescere rapidamente. Entro il 2030 si prevede un aumento superiore al 30%, destinato a proseguire anche oltre con l’accelerazione della digitalizzazione e dell’automazione.

“Le terre rare sono fondamentali per l’economia elettrica e digitale, ma le loro filiere restano tra le più concentrate al mondo”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol. Un dato che espone l’economia globale a rischi concreti in caso di interruzioni.

Il nodo Cina: dominio quasi totale sulla filiera

Uno degli aspetti più critici riguarda la concentrazione geografica della produzione. Oggi la Cina controlla circa:

  • il 60% della produzione globale di terre rare
  • oltre il 90% della raffinazione
  • quasi il 95% della produzione di magneti permanenti

Un dominio che si è rafforzato negli ultimi vent’anni e che rende le catene di approvvigionamento particolarmente esposte.

Nel 2025, i controlli alle esportazioni introdotti da Pechino hanno causato interruzioni significative, costringendo alcune aziende fuori dalla Cina a rallentare o fermare la produzione. Anche se temporanei, questi episodi hanno dimostrato la fragilità del sistema.

Secondo le stime dell’AIE, fino a 6,5 trilioni di dollari di attività economiche globali potrebbero essere a rischio ogni anno in caso di blocchi prolungati, con impatti pesanti su automotive, elettronica e trasporti.

Investimenti insufficienti: il rischio di un gap crescente

Nonostante la crescente consapevolezza, gli sforzi per diversificare l’offerta procedono troppo lentamente. I progetti attuali e pianificati al di fuori della Cina non sono sufficienti a coprire la domanda futura.

Entro il 2035:

  • solo il 50% del fabbisogno minerario sarà coperto
  • appena il 25% della raffinazione necessaria sarà disponibile
  • meno del 20% della domanda di magneti sarà soddisfatta fuori dalla Cina

Particolarmente critico è il ritardo nei progetti legati alla produzione di magneti, vero collo di bottiglia della filiera.

Servono 60 miliardi di dollari e nuove strategie

Per colmare questo divario, l’AIE stima che saranno necessari circa 60 miliardi di dollari di investimenti entro il prossimo decennio. Una cifra significativa, ma modesta rispetto alle potenziali perdite economiche legate a interruzioni della supply chain.

Accanto agli investimenti, emergono due leve fondamentali:

  • riciclo, che potrebbe ridurre la domanda di nuove estrazioni fino al 35% entro il 2050
  • innovazione tecnologica, per sviluppare materiali alternativi e processi più efficienti

La sfida è globale: nessun Paese può farcela da solo

Il rapporto sottolinea come la diversificazione delle terre rare non sia solo una questione industriale, ma sistemica. Servono competenze, tecnologie, macchinari e un ecosistema completo per rendere competitivi i nuovi progetti.

Soprattutto, sarà indispensabile una cooperazione internazionale più stretta. Nessun Paese, da solo, può costruire una filiera completa e resiliente.

Per questo l’AIE propone otto azioni strategiche, tra cui:

  • rafforzare la preparazione alle emergenze
  • aumentare gli investimenti nelle fasi critiche
  • migliorare la trasparenza dei prezzi
  • accelerare innovazione e ricerca

Un tema centrale per il futuro dell’economia globale

Le terre rare non sono più una questione di nicchia industriale, ma un elemento chiave per il futuro energetico e digitale. La loro disponibilità influenzerà direttamente la transizione ecologica, lo sviluppo tecnologico e la sicurezza economica globale.

Il messaggio dell’AIE è chiaro: senza interventi rapidi e coordinati, il mondo rischia di trovarsi impreparato di fronte a una crisi delle materie prime strategiche.

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