- 21/12/2025
- Redazione
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Con MEDWISE, progetto UE da 2,5 milioni, ENEA guida soluzioni innovative per ridurre le discariche e migliorare la gestione dei rifiuti organici nel Mediterraneo
Ridurre il peso delle discariche e trasformare i rifiuti in una risorsa: è questo l’obiettivo di MEDWISE – Mediterranean Waste Innovations for Sustainable Environments, il progetto europeo che punta ad accelerare la transizione verso un’economia circolare più efficiente nei Paesi del Mediterraneo.
L’iniziativa è cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg NEXT MED e può contare su un budget complessivo di 2,5 milioni di euro, di cui 2,2 milioni coperti dai fondi UE.
MEDWISE mette in rete realtà molto diverse tra loro – dall’Italia alla Spagna, dal Libano alla Giordania, fino a Turchia e Palestina – con l’obiettivo di affrontare una criticità comune: in molte aree del Mediterraneo la maggior parte dei rifiuti urbani finisce ancora in discarica, con effetti negativi sull’ambiente, sull’economia e sulla qualità della vita dei cittadini.
Ricerca e imprese unite per l’economia circolare
Il progetto riunisce centri di ricerca, università e attori privati per testare e ampliare soluzioni innovative di economia circolare. L’idea di fondo è dimostrare che una gestione più intelligente dei rifiuti può portare benefici concreti, consentendo di risparmiare risorse naturali, ridurre le emissioni climalteranti e allo stesso tempo creare nuove opportunità di lavoro legate alla sostenibilità.
MEDWISE non si limita alla sperimentazione in laboratorio, ma punta a soluzioni applicabili nella vita reale, adattandole ai diversi contesti territoriali e sociali dei Paesi coinvolti.
Come cambierà la gestione dei rifiuti organici
Al centro del progetto c’è l’ottimizzazione della gestione delle risorse organiche, una delle frazioni più problematiche dei rifiuti urbani. MEDWISE affronterà questa sfida lavorando su più fronti complementari.
Da un lato, verranno sviluppati modelli di simbiosi industriale, capaci di trasformare gli scarti di un’attività produttiva in risorse utili per un’altra, riducendo sprechi e costi. Dall’altro, il progetto introdurrà sistemi di selezione dei rifiuti alla fonte basati sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della raccolta differenziata e rendere più efficiente l’intero ciclo dei rifiuti.
Accanto a queste soluzioni, sarà sperimentato anche il compostaggio decentralizzato, una risposta concreta per gestire l’organico a livello locale e restituirlo al territorio sotto forma di fertilizzante naturale.
Queste innovazioni saranno mappate, testate e implementate tenendo conto delle differenze tra i Paesi del Mediterraneo settentrionale e meridionale, favorendo un confronto continuo tra esperienze e buone pratiche.
Un approccio condiviso tra Paesi e competenze
Un elemento chiave di MEDWISE è la forte dimensione di cooperazione transnazionale. Il progetto promuove la condivisione delle conoscenze tecnologiche attraverso un approccio a tripla elica, che mette in relazione mondo della ricerca, imprese e istituzioni pubbliche. Questo modello mira ad accelerare il trasferimento delle innovazioni, rendendole più facilmente replicabili in contesti diversi.
Durante il kick-off meeting ospitato dall’Università di Catania, capofila del progetto, i partner hanno condiviso visioni e obiettivi comuni e definito la tabella di marcia delle azioni pilota transfrontaliere. «Sono stati condivisi visioni e obiettivi comuni ed è stata definita la roadmap per le azioni pilota», ha spiegato Antonella Luciano, responsabile ENEA del progetto.
Il ruolo strategico di ENEA in MEDWISE
All’interno di MEDWISE, ENEA svolge un ruolo centrale nel guidare l’innovazione e l’implementazione delle soluzioni di economia circolare a livello mediterraneo. Grazie alla sua esperienza nella ricerca applicata, nello sviluppo tecnologico e nella simbiosi industriale, l’Agenzia contribuirà in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Un impegno che conferma come la transizione verso un’economia più circolare non sia soltanto una necessità ambientale, ma anche una leva strategica di sviluppo sostenibile e cooperazione tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.






























































































































































































































