- 01/02/2026
- Redazione
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Con il progetto europeo FREDMANS, ENEA lavora a nuovi combustibili nucleari riutilizzabili per ridurre i rifiuti e rendere il nucleare più sostenibile
Ridurre i rifiuti, recuperare risorse, ripensare i processi industriali in chiave sostenibile. Principi ormai centrali nel dibattito su energia e ambiente che oggi trovano applicazione anche in uno dei settori più complessi e controversi: il nucleare.
È in questa direzione che si muove ENEA, impegnata nello sviluppo di nuovi combustibili nucleari progettati fin dall’origine per essere riutilizzati, con l’obiettivo di diminuire la quantità di scorie da gestire e rendere più efficiente l’intera filiera. Il lavoro si inserisce nel progetto europeo FREDMANS, dedicato alla ricerca su materiali e processi avanzati per il nucleare del futuro.
Combustibili di nuova generazione: più sicurezza e meno rifiuti
Al centro del progetto ci sono i combustibili nucleari di ultima generazione, come i nitruri, materiali in grado di migliorare sicurezza, sostenibilità e costi dell’energia nucleare. A differenza dei combustibili tradizionali, questi nuovi materiali offrono prestazioni superiori e una gestione più efficiente del ciclo di vita.
Presso il Centro Ricerche ENEA di Bologna è in corso la progettazione degli impianti di fabbricazione di questi combustibili, una fase cruciale per il funzionamento di qualsiasi impianto nucleare. Parallelamente, ENEA è attiva anche sul fronte della formazione, con programmi di education e training rivolti alle nuove generazioni di ricercatori europei.
Manifattura avanzata e stampa 3D per il nucleare del futuro
L’ambizione del progetto va oltre il semplice sviluppo di nuovi materiali. Come spiega Francesco Lodi, responsabile del progetto per ENEA e ricercatore del Dipartimento Nucleare, l’obiettivo è ripensare l’intero processo industriale: “Vogliamo creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare la fabbricazione, il riprocessamento e la rifabbricazione del combustibile, utilizzando tecniche avanzate come la manifattura additiva e la stampa 3D”.
Tecnologie che, oltre a innovare la produzione, potrebbero facilitare il recupero e la gestione del combustibile a fine ciclo, rafforzando concretamente l’approccio dell’economia circolare anche nel nucleare.
La collaborazione europea e il ruolo delle start-up
Il progetto FREDMANS si inserisce in una più ampia strategia di cooperazione europea.

Credit Immagine: ENEA – Organizzazione scientifica del progetto FREDMANS
ENEA ha lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla per definire il layout di un impianto industriale dedicato alla fabbricazione di nitruri, basato su tecnologie e metodologie innovative.
Un esempio di come ricerca pubblica, industria e nuove imprese possano convergere per costruire una filiera nucleare più efficiente e sostenibile.
Formare le competenze per la sicurezza del nucleare
Oltre all’innovazione tecnologica, ENEA ha contribuito in modo significativo alle attività formative, organizzando scuole specialistiche e training sul campo. Un investimento sulle competenze che attinge alla lunga esperienza dell’Agenzia nella progettazione di reattori nucleari avanzati e nello sviluppo dei combustibili.
“I risultati del progetto – sottolinea Lodi – mirano a creare una filiera nucleare europea più efficiente nell’uso delle risorse. La sicurezza del nucleare del futuro si basa su professionisti preparati e consapevoli dell’importanza di integrare la sostenibilità nel sistema nucleare”.




















































































































































































































































