- 03/07/2026
- Simone Martino
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Scapigliato investe 26 milioni fino al 2030 per rafforzare l’economia circolare: meno discarica, più recupero di materia con compost, RAEE e landfill mining in Toscana
Meno smaltimento in discarica, più recupero di materia. È questa la direzione intrapresa da Scapigliato, società pubblica del Comune di Rosignano Marittimo, che rafforza il ruolo del proprio polo impiantistico come infrastruttura strategica per l’economia circolare della Toscana.
Un percorso che si inserisce nel piano industriale da 26 milioni di euro al 2030, presentato lo scorso settembre dall’Amministratore Unico Francesco Girardi, in linea con il Piano regionale dell’economia circolare (PREC), tema che avevamo approfondito con lui in un’intervista pubblicata poco tempo fa.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un sistema basato sullo smaltimento in un modello industriale fondato sul recupero, sulla rigenerazione dei materiali e sulla riduzione dell’impatto ambientale.
Discarica in calo, cresce il trattamento dei rifiuti
I numeri del 2025 mostrano già un’inversione di tendenza: conferimenti in discarica in calo a 263.073 tonnellate, rispetto alle 331.010 del 2024 e trattamento meccanico biologico (TMB) in crescita a 51.525 tonnellate, contro le 46.814 dell’anno precedente.
Un segnale di progressiva riduzione del ricorso alla discarica tradizionale e di rafforzamento delle attività di trattamento e valorizzazione dei rifiuti.
Compost: la filiera più consolidata dell’economia circolare locale
Uno dei pilastri più solidi del modello Scapigliato è la produzione di compost, ottenuto dal recupero di sfalci e potature.
Dal 2018 ad oggi sono stati prodotti oltre 90mila sacchi di “Terriccio Buono”, un fertilizzante naturale destinato al miglioramento dei suoli agricoli e urbani.
Nel solo 2025 sono state trattate 6.207 tonnellate di verde con un rendimento pari all’80,13% dei lotti conformi (il miglior dato degli ultimi anni).
Con gli investimenti previsti, la capacità impiantistica salirà fino a 15mila tonnellate annue.
Perché il compost è strategico oggi
Il compost non è solo un prodotto: è una leva ambientale e agricola. Restituisce sostanza organica ai terreni, migliora la fertilità, aumenta la capacità di trattenere acqua e riduce l’erosione.
In un contesto segnato dalla crisi climatica, la gestione della qualità dei suoli diventa un elemento chiave per la resilienza agricola e territoriale.
RAEE: le “miniere urbane” dei materiali critici
Il secondo asse strategico riguarda i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), considerati sempre più come “miniere urbane” di materie prime strategiche.
In Italia nel 2025 sono state raccolte 366.891 tonnellate con una crescita del +2,4% rispetto al 2024 e una media pro capite di 6,22 kg per abitante.
Tuttavia, il Paese resta ancora lontano dagli obiettivi europei: il tasso complessivo di raccolta si ferma al 29,64%, contro il target del 65%.
La scelta industriale di Scapigliato
Per contribuire a colmare questo gap, Scapigliato ha inserito nel piano una nuova linea per il trattamento RAEE da 10mila tonnellate annue.
L’obiettivo è intercettare materiali oggi dispersi, ma fondamentali per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare il recupero di metalli e componenti strategici.
In Toscana, alcune aree mostrano già performance elevate: le province di Livorno e Lucca sono tra le prime in Italia per raccolta pro capite.
Landfill mining: scavare nel passato per recuperare risorse
Il fronte più innovativo è quello del cosiddetto landfill mining, una tecnologia che punta a trasformare le vecchie discariche in vere e proprie miniere urbane.
Il principio è semplice quanto complesso nella pratica: recuperare materiali ancora utili da discariche esaurite, tra cui: metalli; plastiche; inerti e terreni recuperabili.
Con un doppio vantaggio: ridurre il consumo di nuovo suolo e recuperare spazio utile per nuovi conferimenti non riciclabili.
Un progetto ancora raro in Italia
In Italia gli esempi di landfill mining sono ancora limitati. Per questo Scapigliato sta concentrando l’analisi sulle aree più datate del proprio impianto, attive dagli anni Ottanta, quando la raccolta differenziata non era ancora sviluppata.
In quei vecchi lotti potrebbero essere presenti materiali oggi recuperabili grazie alle nuove tecnologie di selezione e trattamento.
Ma il progetto richiede una fase preliminare decisiva: studi di fattibilità tecnica, ambientale ed economica per valutare sostenibilità e resa dell’intervento.
Dalla discarica alla fabbrica di materia
Compost, RAEE e landfill mining raccontano una stessa trasformazione: il passaggio da un modello di smaltimento a una vera e propria “fabbrica di materia”.
Un cambio di paradigma che non riguarda solo la gestione dei rifiuti, ma una strategia industriale pubblica più ampia: ridurre dipendenze esterne, rigenerare suolo, aumentare il recupero di risorse e rafforzare la resilienza dei territori.










































































































































































































































































