- 26/07/2025
- Redazione
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Gli italiani conoscono sempre di più i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), ma permane una preoccupante lacuna nelle nuove generazioni
È quanto emerge dall’ “Osservatorio RAEE”, realizzato da Ipsos per Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei RAEE Domestici, che a distanza di due anni dalla prima rilevazione è tornato a testare il livello di informazione degli italiani sulla categoria di rifiuti con il più alto tasso di crescita al mondo.
Il 2025 anno di svolta positiva
La svolta positiva rilevata dai dati di luglio 2025 si riferisce alla conoscenza dell’acronimo RAEE che raggiunge il 58% della popolazione, tornando al picco già toccato a marzo 2024 e confermando che il calo del 2024 (53%) era stato solo una fluttuazione temporanea.
Ancora più significativo il risultato sulla comprensione del significato di RAEE, che tocca il nuovo massimo storico del 45% (+5% rispetto al 2024), dimostrando che la comunicazione sta riuscendo a sedimentare una conoscenza più profonda del tema.
Migliora la qualità dei comportamenti
Per quanto riguarda la qualità dei comportamenti, gli italiani hanno fatto un passo in avanti. I conferimenti scorretti di RAEE nella plastica o nell’indifferenziata, infatti, sono scesi al 10%, il livello più basso mai registrato dal monitoraggio.
Ci sono però alcune categorie che generano ancora molti dubbi sul loro effettivo conferimento. Tra di esse ci sono gli spazzolini elettrici (il 27% finirebbe, erroneamente, nella plastica o nell’indifferenziata), i giocattoli elettrici (17%) e gli smartwatch (14%).
Altro dato interessante che emerge è quello che riguarda la conoscenza del servizio “1 contro 0”, che per la prima volta supera la soglia del 50% (51%), mentre si conferma elevata (80%) la consapevolezza dei rischi ambientali legati a uno scorretto smaltimento.
Centro al primo posto e Sud in crescita
A livello territoriale si registrano dinamiche molto positive: il Centro Italia segna una crescita eccezionale, portandosi al 65% di conoscenza dell’acronimo RAEE e superando tutte le altre aree del Paese.
Anche il Sud continua la sua crescita costante, raggiungendo il 55% e toccando il suo massimo storico, riducendo progressivamente il divario con le aree più virtuose.
I giovani la nota dolente
L’unica nota dolente arriva dai giovani (18-26 anni), per i quali si registra una stagnazione preoccupante.
Resta ferma al 40% (contro il 58% nazionale) la percentuale di quelli che hanno già sentito la parola RAEE, così come la conoscenza della definizione che rimane stabile al 27%, con un divario di 18 punti percentuali rispetto alla media nazionale – il gap più ampio mai registrato. Anche nei comportamenti i giovani mostrano maggiori difficoltà, con il 16% che ancora conferisce scorrettamente i RAEE (contro il 10% nazionale).
“La stagnazione registrata tra i giovani ci impone una riflessione urgente. È fondamentale intercettare gli adulti di domani sui loro canali preferiti e con linguaggi a loro familiari, perché senza il loro coinvolgimento attivo rischiamo di non raggiungere l’obiettivo di una sostenibilità ambientale, economica e sociale” ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.
RAEE come risorsa strategica
Resta da consolidare la percezione dei RAEE come risorsa strategica per l’economia circolare: solo il 47-48% degli italiani riconosce la presenza di materie prime recuperabili nei dispositivi elettronici.
Preoccupa, inoltre, la persistenza di comportamenti illeciti. Il 26% dei cittadini ha fatto ricorso a svuota cantine non autorizzati nell’ultimo anno, mentre il 29% è stato avvicinato da soggetti non autorizzati presso i centri di raccolta.




















































































































































































































































