- 10/02/2026
- Simone Martino
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L’Unione Europea dice basta alla distruzione di vestiti e calzature invenduti: nuove regole per ridurre sprechi, emissioni di CO₂ e favorire l’economia circolare
Ogni anno, milioni di vestiti e scarpe nuovi finiscono distrutti senza essere mai stati indossati. Una pratica diffusa, silenziosa e altamente inquinante che l’Unione Europea ha deciso di fermare. Ieri la Commissione Europea ha adottato nuove misure per vietare la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti, nell’ambito del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR).
L’obiettivo è chiaro: ridurre gli sprechi, limitare i danni ambientali e spingere il settore tessile verso modelli di business più sostenibili e circolari.
I numeri dello spreco: milioni di capi buttati ogni anno
Secondo le stime della Commissione Europea, tra il 4% e il 9% dei prodotti tessili invenduti in Europa viene distrutto prima ancora di arrivare ai consumatori. Un’enorme quantità di rifiuti che genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un dato paragonabile alle emissioni annuali nette della Svezia nel 2021.
Il problema non riguarda solo i grandi magazzini o il fast fashion. Anche lo shopping online contribuisce in modo significativo: in Germania, ogni anno, vengono scartati quasi 20 milioni di articoli resi. In Francia, la distruzione di prodotti invenduti vale circa 630 milioni di euro all’anno.
Cosa prevedono le nuove regole europee
Il nuovo quadro normativo introdotto dall’ESPR impone alle aziende maggiore trasparenza e responsabilità. Da un lato, le imprese saranno obbligate a comunicare pubblicamente quanta merce invenduta viene smaltita come rifiuto. Dall’altro, arriva il divieto vero e proprio di distruggere abiti, accessori e scarpe invenduti.
Per aiutare le aziende ad adeguarsi, la Commissione ha adottato due strumenti chiave:
Chiarimento delle deroghe
Un atto delegato definisce con precisione i casi eccezionali in cui la distruzione sarà ancora consentita, ad esempio per motivi di sicurezza o per danni irreparabili ai prodotti. Saranno le autorità nazionali a vigilare sul rispetto delle regole.
Un formato standard per la trasparenza
Un atto di esecuzione introduce un modello unico per dichiarare i volumi di prodotti invenduti eliminati. L’obbligo scatterà da febbraio 2027, lasciando alle aziende il tempo necessario per riorganizzare i processi interni.
Quando entrano in vigore i divieti
Il calendario di applicazione sarà graduale. Il divieto di distruzione degli invenduti riguarderà le grandi aziende a partire dal 19 luglio 2026. Le medie imprese seguiranno dal 2030. Le norme sulla trasparenza sono già valide per le grandi aziende e diventeranno obbligatorie anche per le medie entro la fine del decennio.
Verso un nuovo modello di business nella moda
L’Unione Europea non chiede semplicemente di smettere di buttare via i vestiti. Le aziende sono incoraggiate a ripensare l’intera gestione delle scorte: migliorare le previsioni di vendita, ridurre i resi e puntare su alternative come rivendita, rigenerazione, donazioni o riutilizzo.
Secondo la Commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, il settore tessile è già in movimento verso la sostenibilità, ma i dati sugli sprechi dimostrano che serve un cambio di passo deciso. Le nuove misure, ha spiegato, permetteranno di ridurre l’impatto ambientale, rafforzare la competitività delle imprese europee e diminuire la dipendenza dalle risorse.
Perché l’ESPR è una svolta per il settore tessile
Il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili è uno dei pilastri della strategia europea per l’economia circolare. Renderà i prodotti immessi sul mercato UE più durevoli, riutilizzabili e riciclabili, spingendo l’intero comparto verso un modello meno inquinante e più efficiente.
In un’epoca in cui la moda è tra i settori più impattanti dal punto di vista ambientale, lo stop alla distruzione degli invenduti rappresenta un segnale forte: produrre meno, meglio e più a lungo non è più un’opzione, ma una necessità.
















































































































































































































































