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Lucart presenta il XXI Rapporto di Sostenibilità: emissioni CO₂ in calo del 4%, target climatici validati da SBTi, record EcoVadis e acquisizione di Cartindustria Eurocarta

Riduzione delle emissioni, maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse, crescita industriale e nuovi investimenti strategici. È questa la fotografia del 2025 scattata da Lucart nel suo XXI Rapporto di Sostenibilità, presentato oggi a Lucca durante l’evento “Trasparenti per scelta, responsabili per natura”.

In uno scenario economico ancora caratterizzato da volatilità dei costi energetici e pressione sui mercati industriali, il gruppo cartario multinazionale ha chiuso l’anno con un fatturato di 677 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, confermando una strategia che punta a integrare crescita economica e sostenibilità ambientale.

Tra i risultati più significativi emerge la validazione dei target climatici da parte della Science Based Targets initiative (SBTi), passaggio considerato cruciale per le aziende che intendono allineare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni agli impegni internazionali previsti dall’Accordo di Parigi.

Decarbonizzazione: emissioni in calo e consumi idrici sotto gli obiettivi

Ridotte del 4% le emissioni specifiche di CO₂

Il percorso di decarbonizzazione del gruppo registra un nuovo avanzamento. Nel corso del 2025 le emissioni specifiche di gas serra sono scese a 370,47 chilogrammi di CO₂ equivalente per tonnellata di carta prodotta e trasformata, rispetto ai 385,85 chilogrammi registrati nel 2024.

Una diminuzione del 4% che testimonia l’efficacia delle iniziative adottate per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi.

Anche sul fronte della gestione delle risorse idriche arrivano risultati superiori alle attese. Lucart ha infatti raggiunto e superato il target fissato per il 2025, registrando un consumo pari a 9,38 metri cubi d’acqua per tonnellata di carta prodotta, leggermente inferiore all’obiettivo di 9,40 metri cubi.

Economia circolare: quasi il 96% dei rifiuti viene recuperato

Obiettivi 2030 già superati

Tra gli indicatori che meglio rappresentano il modello industriale adottato dal gruppo spiccano quelli legati all’economia circolare.

Nel 2025 il 95,7% dei rifiuti prodotti è stato avviato a recupero, un valore che supera ampiamente il target del 90% fissato per il 2030.

Parallelamente continua il miglioramento degli imballaggi sostenibili: l’85% delle confezioni utilizza oggi una quota di materiale riciclato superiore al 30%, in crescita rispetto all’82% registrato l’anno precedente.

Un approccio che si riflette anche nella gestione delle materie prime. Il modello produttivo di Lucart si basa infatti su un equilibrio tra cellulosa vergine certificata e carta da riciclare, che rappresentano rispettivamente il 46% e il 54% delle risorse utilizzate.

Crescita industriale: l’acquisizione di Eurocarta rafforza la presenza europea

Un’operazione strategica per il mercato Away From Home

Il 2025 è stato anche un anno di espansione industriale. L’operazione più rilevante è stata l’acquisizione di Cartindustria Eurocarta, completata a dicembre, che ha consentito al gruppo di rafforzare ulteriormente la propria presenza nei mercati europei e ampliare le proprie competenze produttive e commerciali nel segmento Away From Home.

Oggi Lucart conta oltre 1.700 dipendenti, 11 stabilimenti produttivi, 12 macchine da carta e una capacità produttiva complessiva di circa 400 mila tonnellate annue.

Secondo l’amministratore delegato Francesco Pasquini, sostenibilità e competitività non rappresentano due percorsi distinti ma elementi sempre più integrati della strategia industriale.

“Per Lucart la sostenibilità non è un capitolo separato dalla crescita, ma il modo in cui costruiamo competitività industriale nel lungo periodo”, ha dichiarato il CEO del gruppo.

Sicurezza sul lavoro e responsabilità sociale: meno infortuni e partnership confermata con Save the Children

Nel corso del 2025 il gruppo ha ulteriormente rafforzato le iniziative dedicate alla salute e sicurezza sul lavoro, dopo aver ottenuto la certificazione ISO 45001 per tutti gli stabilimenti produttivi.

I risultati si sono tradotti in una diminuzione degli infortuni sia per frequenza sia per gravità. Tre siti produttivi — Torre di Mosto, Nyergesújfalu in Ungheria e Blackmore Park nel Regno Unito — hanno raggiunto l’obiettivo “Zero Infortuni” durante tutto l’anno.

Sul fronte sociale prosegue inoltre la collaborazione con Save the Children attraverso il sostegno ai programmi Fiocchi in Ospedale, Spazi Mamme e Punti Luce. La partnership è stata rinnovata anche per il triennio 2026-2028.

EcoVadis Platinum per il quarto anno consecutivo

Punteggio record: 89 su 100

Un altro elemento che emerge dal Rapporto di Sostenibilità riguarda il rafforzamento della governance ESG.

Per il quarto anno consecutivo Lucart ha ottenuto la medaglia Platinum EcoVadis, il massimo riconoscimento assegnato dall’agenzia internazionale di rating ESG.

Il gruppo ha raggiunto un punteggio record di 89 punti su 100, in netto miglioramento rispetto ai 75 punti ottenuti nel 2022.

Nel corso dell’anno è stata inoltre conseguita la certificazione ISO 14064 per la quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas serra, mentre il superamento dell’audit BSCI ha confermato l’attenzione dell’azienda verso gli standard di responsabilità sociale lungo tutta la filiera.

Una sostenibilità sempre più integrata nella strategia industriale

Il XXI Rapporto di Sostenibilità conferma come la transizione ecologica stia diventando un fattore sempre più centrale nelle strategie delle grandi realtà manifatturiere europee.

Nel caso di Lucart, la sostenibilità appare sempre meno come un’attività parallela e sempre più come uno strumento di competitività industriale, capace di combinare innovazione, efficienza operativa, gestione responsabile delle risorse e crescita internazionale.

Una direzione che il gruppo intende proseguire anche nei prossimi anni, puntando su decarbonizzazione, economia circolare e creazione di valore condiviso lungo tutta la catena del valore.

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