- 23/07/2025
- Redazione
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La catena del valore della plastica è un pilastro strategico della base industriale italiana, che genera 57 miliardi di euro di ricavi (seconda nell’UE-27), 15,3 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene 164.000 posti di lavoro
E’ quanto emerge dallo Studio “L’industria della plastica in Italia: strategia e piano d’azione per sostenere la competitività e la circolarità” realizzato da TEHA Group, in collaborazione con Federchimica-PlasticsEurope Italia.
Lo studio, che si propone di fornire un’analisi strategica e di scenario di alto livello sull’evoluzione dell’industria della plastica in Italia, aggiorna e amplia il quadro delineato nello Studio del 2022, “La circolarità della plastica: opportunità industriali, innovazione e ricadute economico-occupazionali per l’Italia”.
Un contesto europeo in evoluzione
In un contesto europeo in rapida evoluzione, caratterizzato da una crescente spinta normativa verso la sostenibilità e da dinamiche di mercato sempre più sfidanti, lo Studio cerca di identificare chiaramente le strategie e le azioni chiave necessarie per migliorare la competitività e la circolarità della catena del valore nazionale della plastica.
Il contesto normativo europeo è particolarmente importante per lo sviluppo della sua catena del valore; i recenti provvedimenti della Commissione Europea – il Clean Industrial Deal e il Pacchetto Omnibus – rappresentano passi importanti per il recupero della competitività industriale. Il prossimo Pacchetto Industria Chimica sarà un’occasione fondamentale per riequilibrare le ambizioni con la fattibilità.
Circolarità e Competitività
In particolare, lo studio evidenzia come la complementarietà tra riciclo meccanico e chimico potrebbe aumentare significativamente la circolarità, sostenendo al contempo la competitività dell’industria.
A livello europeo, la valorizzazione della complementarità tra riciclo meccanico, chimico e organico consentirebbe di recuperare fino all’80% dei rifiuti plastici entro il 2040.
In Italia, in uno scenario “best‑case”, un investimento di circa 2,6 miliardi di Euro attiverebbe una filiera di riciclo chimico in grado di trattare il 13,6% dei rifiuti plastici che, congiuntamente al riciclo meccanico, coprirebbe fino al 45% della domanda di materia prima per il ciclo produttivo nazionale della plastica.
Un ulteriore elemento di complementarità per massimizzare la circolarità è costituito dal riciclo organico delle bioplastiche, potenziale leva strategica per promuovere e valorizzare la raccolta differenziata dei rifiuti organici.
Proposte di policy
Nel contesto europeo, le crescenti sfide che le aziende devono affrontare per conformarsi alle normative e gestire i crescenti costi energetici hanno riportato la competitività al centro delle priorità politiche dell’UE.
Lo studio identifica 15 proposte politiche volte a liberare il potenziale della circolarità della plastica all’interno del rinnovato quadro politico europeo, con l’obiettivo finale di bilanciare circolarità e competitività.
Le proposte sono classificate in base al loro orizzonte temporale e all’entità dell’intervento in tre diversi cluster: Quick-win: azioni a basso costo e di rapido impatto che possono essere attuate senza grandi riforme legislative o investimenti; Con portafoglio: politiche che forniscono incentivi economici per stimolare i
comportamenti desiderati; Strutturali: interventi a lungo termine che richiedono riforme sistemiche e grandi investimenti.
Leggi anche: Economia circolare e plastica, le azioni dell’UE
Gli scenari “WHAT-IF” collegati
Alla luce della rinnovata attenzione alla competitività e alla produttività nell’ambito del dibattito politico europeo, TEHA ha sviluppato un’analisi “what-if” per stimare i potenziali benefici associati alla promozione di misure di sostegno volte a migliorare la competitività della catena del valore della plastica.
Aumentando la produttività dell’industria italiana della plastica, si potrebbero generare fino a 3 miliardi di Euro (+20%) di Valore Aggiunto aggiuntivo, potenzialmente in grado di generare quasi 10 miliardi di Euro di Valore Aggiunto nell’intera economia nazionale.
Inoltre, potrebbero essere creati fino a 30.000 posti di lavoro diretti all’interno della catena del valore della plastica italiana (+18%) e oltre 83.000 posti di lavoro totali in tutto il Paese.

















































































































































































































































