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Il CITE approva sette progetti italiani sulle materie prime critiche nell’ambito del CRM Act UE. Focus su riciclo, innovazione e autonomia strategica europea

L’Italia rafforza la propria posizione nella partita europea sulle materie prime critiche. Il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) ha infatti approvato sette proposte progettuali presentate da imprese italiane nell’ambito della seconda call della Commissione europea prevista dal Critical Raw Materials Act (CRM Act).

Le iniziative, che ora passano al vaglio dell’esecutivo europeo per la valutazione del carattere strategico, puntano a rafforzare la capacità produttiva e industriale dell’Unione, con un focus particolare su riciclo, trasformazione e recupero delle risorse.

Cosa ha deciso il CITE

Nel corso della riunione presieduta dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, il Comitato ha dato il via libera a un pacchetto di progetti che confermano la centralità dell’Italia nella filiera europea delle materie prime strategiche.

«L’Italia prosegue nel posizionamento nelle filiere strategiche delle materie prime critiche, tassello fondamentale per la sicurezza economica ed energetica», ha dichiarato Pichetto, sottolineando come il riciclo continui a rappresentare uno dei pilastri principali della strategia nazionale ed europea.

Il ministro ha evidenziato inoltre l’obiettivo di «massimizzare la capacità produttiva interna di materie prime derivanti dal riciclo», in linea con la strategia europea di autonomia e sicurezza economica.

I 7 progetti italiani approvati

Le proposte approvate dal CITE si articolano in tre grandi aree: riciclo, trasformazione e progetti integrati.

  • 5 progetti dedicati al riciclo
  • 1 progetto di trasformazione
  • 1 progetto integrato (riciclo + trasformazione)

Ecco le principali iniziative:

  • CRM4Defence – promosso da Leonardo S.p.A., dedicato al riciclo delle materie prime critiche per il settore difesa e distribuito in più regioni italiane
  • Neodymium Circular Magnets – progetto integrato di RarEarth S.r.l nelle Marche, focalizzato su riciclo e trasformazione di magneti
  • REW-ITA green HUB – di OMCD TEK HUB S.p.A in Piemonte
  • 9PV-up – sviluppato da 9-Tech in Veneto, per il recupero di materiali dai pannelli fotovoltaici a fine vita
  • Alkeemia PureGraph – di Alkeemia S.p.A. in Veneto, dedicato alla trasformazione di materiali
  • Relith – del Massaro Group nel Lazio
  • ReSuPLIR – progetto di Italrecycling & Investment S.r.l. in Toscana, incentrato su estrazione e riciclo

Le dichiarazioni: “Italia protagonista in Europa”

Sulla stessa linea anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa in un contesto geopolitico complesso.

«L’Italia può assumere la leadership in Europa nelle materie prime critiche», ha dichiarato Urso, evidenziando la necessità di contribuire all’autonomia strategica del continente e alla resilienza del sistema industriale europeo.

Un messaggio chiaro: le materie prime critiche non sono solo una questione industriale, ma un nodo centrale della competizione globale tra grandi potenze.

Il contesto europeo: il Critical Raw Materials Act

I progetti italiani si inseriscono nel quadro del Critical Raw Materials Act (CRM Act), il piano dell’Unione europea per ridurre la dipendenza da Paesi terzi e rafforzare la sicurezza delle forniture strategiche.

La Commissione europea valuterà ora i progetti approvati dal CITE per stabilirne il carattere strategico. Si tratta di un passaggio decisivo per l’accesso a eventuali canali preferenziali di finanziamento e supporto europeo.

Già nella prima call del 2025, l’Italia aveva ottenuto il riconoscimento di quattro progetti nel settore del riciclo, confermando un trend in crescita.

Riciclo e autonomia: la nuova sfida industriale europea

Il filo conduttore delle iniziative italiane è chiaro: ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare il recupero interno delle risorse.

Il riciclo emerge come leva strategica non solo ambientale, ma anche economica e geopolitica. In un contesto globale segnato da tensioni sulle catene di approvvigionamento, l’Europa punta infatti a costruire una maggiore indipendenza industriale.

L’Italia si candida così a giocare un ruolo da protagonista, soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica come energia, difesa e digitale.

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