- 24/12/2025
- Simone Martino
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Nuovo accordo RAEE dal 2026: più efficienza, capillarità e 7,6 milioni per la comunicazione per aumentare la raccolta dei rifiuti elettronici
Dal 1° gennaio 2026 la raccolta dei rifiuti elettronici in Italia cambia passo. È stato infatti firmato il nuovo Accordo di Programma che ridefinisce le regole della gestione dei RAEE domestici nei punti vendita e nei magazzini della distribuzione, con un obiettivo ambizioso: aumentare in modo significativo i volumi di raccolta e avvicinare l’Italia ai target europei.
Al tavolo ci sono tutti gli attori della filiera: il Centro di Coordinamento RAEE, le associazioni del retail fisico e online, i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e le aziende della raccolta rifiuti.
Un’intesa che punta su efficienza operativa, maggiore presenza sul territorio e, soprattutto, su un investimento senza precedenti nella comunicazione ai cittadini: 7,6 milioni di euro in due anni.
Un sistema più semplice ed efficiente
Il nuovo accordo interviene innanzitutto sull’organizzazione del servizio. Per la prima volta vengono uniformate le soglie di “buona operatività” tra distribuzione e centri di raccolta comunali, creando un sistema omogeneo tra i due principali canali di raccolta dei RAEE.
Un passaggio chiave riguarda l’abbassamento delle soglie minime per richiedere il ritiro: per i raggruppamenti R1, R2, R3 e R4 basteranno 200 chilogrammi. Una scelta pensata per favorire i punti vendita medio-piccoli, spesso penalizzati da spazi ridotti e da quantitativi difficili da accumulare in tempi rapidi.
Più capillarità: 150 nuovi luoghi di raccolta
Per rendere il servizio più vicino ai cittadini, l’accordo conferma anche un Fondo per lo sviluppo infrastrutturale da 300mila euro nel biennio 2026-2027. Le risorse serviranno ad aprire 150 nuovi luoghi di raggruppamento della distribuzione su tutto il territorio nazionale, rafforzando la rete e la prossimità del servizio.
I fondi saranno assegnati alle associazioni di categoria che si impegneranno a promuovere l’attivazione di nuovi punti di raccolta presso i propri associati.
Premialità più chiare e maggior valore economico
Cambia anche il sistema degli incentivi economici riconosciuti ai retailer dai produttori. Le classi di premio scendono da tre a due – base e massima – con una struttura più semplice e orientata ai risultati.
I nuovi luoghi di raggruppamento iscritti al portale del Centro di Coordinamento RAEE accederanno automaticamente alla classe massima, un incentivo pensato per ampliare rapidamente la rete. Aumenta inoltre il valore dei premi anche per i ritiri che non raggiungono la soglia di buona operatività, ma superano comunque il livello minimo di premialità.
Elemento centrale resta la tracciabilità: chi non renderà analiticamente la provenienza dei RAEE non potrà accedere ad alcun incentivo.
Comunicazione ai cittadini: 7,6 milioni per cambiare abitudini
Il vero salto di qualità dell’accordo è però nella comunicazione. I firmatari riconoscono che senza cittadini informati e coinvolti non è possibile aumentare la raccolta dei RAEE. Da qui uno stanziamento complessivo di 7,6 milioni di euro nel biennio 2026-2027.
Tre le linee di intervento:
3 milioni di euro per un Fondo Comunicazione destinato a campagne nazionali coordinate da un Tavolo dedicato;
3,6 milioni di euro per bandi annuali rivolti ai retailer che realizzeranno campagne informative nei confronti dei consumatori;
1 milione di euro per un concorso nazionale destinato direttamente ai cittadini, per incentivare il conferimento dei RAEE nei punti vendita attraverso i servizi “1 contro 1” e “1 contro 0”.
Le voci della filiera
Per Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento RAEE, l’intesa segna “un passo fondamentale per l’intero sistema”, perché rafforza il ruolo della distribuzione e consolida un modello di collaborazione indispensabile per centrare gli obiettivi europei.
Soddisfazione anche da parte dell’industria. “Questo accordo rivoluziona il modo di raccogliere i RAEE”, sottolinea Carlo Samori, rappresentante dei produttori di AEE, evidenziando l’investimento sulla comunicazione, l’aumento dei premi e il rafforzamento della tracciabilità.
Più cauto il giudizio della distribuzione. Andrea Scozzoli, presidente di Aires Confcommercio, parla di “un importante passo nella giusta direzione”, ma ricorda che restano necessarie modifiche normative per alleggerire il peso della gestione dei RAEE sui rivenditori, guardando alla riforma europea attesa nel 2026.
Dal lato delle aziende della raccolta, Elisabetta Perrotta (Assoambiente) auspica una maggiore coerenza tra i diversi accordi e uno sforzo condiviso per intercettare più rifiuti elettronici, a beneficio dell’industria del riciclo e dell’economia circolare.
Con questo accordo, la raccolta dei RAEE entra dunque in una nuova fase: più semplice, più diffusa e più visibile agli occhi dei cittadini. Una scommessa che passa dalla distribuzione e dalla comunicazione, per trasformare un obbligo ambientale in un’abitudine quotidiana.






























































































































































































































