Pneumatici fuori uso accatastati per il riciclo ambientale
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È aperta la consultazione pubblica sull’aggiornamento del decreto che regola la gestione degli pneumatici fuori uso. L’obiettivo è rafforzare l’economia circolare e la legalità nel settore

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha aperto una consultazione pubblica sull’aggiornamento del decreto 19 novembre 2019, n. 182, che disciplina la responsabilità estesa del produttore (EPR) nella gestione degli pneumatici fuori uso (PFU).

Un passaggio chiave per adeguare la normativa all’evoluzione del settore e rendere il sistema più efficiente, trasparente e sostenibile.

Perché il decreto sui PFU viene aggiornato

Negli ultimi anni il comparto degli pneumatici e della gestione dei rifiuti ha conosciuto profondi cambiamenti, sia sul piano industriale sia su quello normativo europeo.

L’aggiornamento del decreto nasce proprio dall’esigenza di rafforzare le regole esistenti, correggere le criticità emerse e rendere più efficace il principio della responsabilità estesa del produttore, secondo cui chi immette un prodotto sul mercato è responsabile anche della sua corretta gestione a fine vita.

Cos’è la responsabilità estesa del produttore

La responsabilità estesa del produttore è uno dei pilastri dell’economia circolare: obbliga produttori e importatori a farsi carico dei costi e dell’organizzazione della raccolta, del recupero e del riciclo dei PFU, evitando dispersioni illegali e danni ambientali.

L’obiettivo: più legalità ed economia circolare

Secondo il Ministero, la consultazione pubblica rappresenta un’occasione concreta per migliorare l’intero sistema.

«La consultazione pubblica rappresenta uno strumento fondamentale per raccogliere il contributo degli operatori del settore e migliorare l’efficacia del sistema di gestione degli pneumatici fuori uso, contrastando inefficienze e distorsioni e rafforzando la legalità. L’obiettivo è sostenere un’economia circolare concreta, in grado di generare benefici ambientali e industriali», ha dichiarato la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.

Un messaggio chiaro: il nuovo assetto normativo punta non solo alla tutela ambientale, ma anche allo sviluppo di una filiera industriale più solida e competitiva.

Chi può partecipare alla consultazione pubblica

La consultazione è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati:

  • operatori del settore

  • aziende produttrici e importatrici

  • enti locali

  • associazioni di categoria

  • cittadini interessati

Chiunque potrà inviare contributi, osservazioni e proposte sullo schema di decreto attraverso le modalità indicate dal Ministero.

Come inviare osservazioni

I contributi possono essere trasmessi seguendo le istruzioni disponibili sul sito istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso il link dedicato alla consultazione pubblica.

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