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Acireale ripulisce il mare: recuperati 400 kg di pneumatici dai fondali. PFU Zero dimostra che l’economia circolare è già realtà

Quattrocento chilogrammi di pneumatici fuori uso riportati in superficie raccontano una realtà ancora poco visibile ma estremamente diffusa: quella dei rifiuti nascosti nei fondali marini. È il risultato dell’ultima operazione del progetto “PFU Zero”, promosso da EcoTyre insieme alla Fondazione Marevivo, che questa volta ha interessato il porto di Stazzo, ad Acireale.

Un intervento che va oltre il semplice recupero e diventa simbolo di una battaglia più ampia contro l’inquinamento marino, soprattutto in contesti portuali dove l’impatto umano è costante e spesso sottovalutato.

Tre ore sott’acqua per ripulire un’area vasta quanto un quartiere

L’operazione ha richiesto uno sforzo coordinato e complesso, reso possibile grazie al lavoro dei subacquei dei Cacciatori di Reti Fantasma e al supporto di Faro Diving, Croce Rossa Italiana, Guardia Costiera – Capitaneria di Porto, CDRF ASD Onlus e Futuro Mare ASD.

I subacquei si sono immersi per quasi tre ore, operando in due aree distinte del litorale: una all’interno del porto grande di Stazzo, a una profondità massima di 9,8 metri, e l’altra nell’area della Gurna, a circa 18 metri. In questo tempo hanno bonificato una superficie di circa 5.000 metri quadrati.

EcoTyre: “Rinnoviamo il nostro impegno nella lotta all’inquinamento marino”

“Con questo ritiro straordinario prosegue la collaborazione con Marevivo per prenderci cura dell’ambiente e dei nostri mari” – ha dichiarato Enrico Ambrogio, Presidente EcoTyre. – “Rinnoviamo il nostro impegno nella lotta all’inquinamento marino, promuovendo azioni di recupero, sensibilizzazione e tutela del patrimonio naturale. Il lavoro di questi anni conferma che stiamo andando nella direzione giusta, stanno aumentando i comportamenti virtuosi e l’economia circolare dei PFU è realtà concreta: con il progetto ‘Da Gomma a Gomma’ è già operativa una nuova filiera di prodotti realizzati con gomma a fine vita”.

Una discarica invisibile tra nylon, plastica e vetroresina

Ciò che è emerso dal mare non si limita ai pneumatici. Insieme ai PFU, che verranno avviati al corretto recupero da EcoTyre, sono stati recuperati oltre 1.500 metri di lenze da pesca in nylon, circa 50 frammenti di vetroresina di varie dimensioni e numerosi quantitativi di cordame e materiali plastici.

Si tratta di rifiuti che rappresentano una minaccia concreta per la fauna marina e per l’equilibrio degli ecosistemi, spesso invisibili ma altamente impattanti.

Marevivo: “Rifiuti invisibili ma altamente impattanti sulla biodiversità”

“L’iniziativa conferma l’importanza di effettuare interventi mirati per la salvaguardia degli ecosistemi marini, soprattutto in aree portuali dove la pressione antropica favorisce l’accumulo di rifiuti, spesso invisibili ma altamente impattanti sulla biodiversità – ha dichiarato Carmen Di Penta, Direttrice Fondazione Marevivo. – Oltretutto, l’area oggetto dell’operazione, alla fine di febbraio, è stata devastata dal ciclone Harry che ha causato la distruzione di gran parte della costa e un enorme quantitativo di rifiuti che sono stati portati in mare.”

PFU Zero cresce: centinaia di tonnellate rimosse in tutta Italia

Il progetto PFU Zero, giunto alla quattordicesima edizione, continua a espandere il proprio raggio d’azione. Solo nel 2025 sono state rimosse circa 200 tonnellate di pneumatici fuori uso attraverso 38 interventi, la maggior parte dei quali in Sicilia, Puglia e Calabria.

Un impegno che conferma come la lotta all’inquinamento marino passi anche da azioni concrete e continuative sul territorio.

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