Condividi questo articolo

Accordo provvisorio tra Consiglio e Parlamento UE sulla revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti. Fissati gli obiettivi al 2030

La presidenza del Consiglio EU e i rappresentanti del Parlamento EU hanno raggiunto, il 19 febbraio, un accordo provvisorio sulla revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti, stabilendo obiettivi europei per la riduzione dello spreco alimentare entro il 2030 e misure a favore di un settore tessile che sia più sostenibile e produca meno rifiuti.

L’accordo deve ancora essere confermato dalle due istituzioni prima che si possa passare alla procedura di adozione formale.

Nuove norme sui rifiuti tessili

L’UE genera 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno. L’abbigliamento e le calzature rappresentano da soli 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a 12 kg di rifiuti per persona ogni anno.

L’accordo provvisorio stabilisce norme armonizzate sulla responsabilità estesa del produttore per le industrie tessili e i marchi di moda; questi ultimi saranno resi responsabili dei loro rifiuti e saranno tenuti a pagare una tariffa per contribuire a finanziare la raccolta e il trattamento dei rifiuti, che dipenderà da quanto la progettazione del loro prodotto è circolare e sostenibile.

I colegislatori hanno convenuto di contrastare la sovrapproduzione di rifiuti tessili e le pratiche di moda rapida e ultrarapida (ultra-fast and fast fashion), al fine di evitare lo scarto di prodotti tessili che non sono ancora giunti al termine del loro ciclo di vita potenziale. Gli Stati membri possono adeguare le tariffe pagate dai produttori in funzione della durata di utilizzo dei prodotti tessili e della loro durabilità.

L’accordo provvisorio assicura condizioni di parità, includendo tutte le imprese nell’ambito di applicazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore. Secondo tale quadro armonizzato, tutte le imprese, comprese quelle più piccole, avrebbero accesso alle risorse e alle infrastrutture necessarie per un adeguato trattamento dei rifiuti tessili.

Al fine di ridurre gli oneri amministrativi, per conformarsi a tali obblighi le microimprese disporranno di un anno supplementare dall’istituzione dei regimi di responsabilità estesa del produttore (in totale, tre anni e mezzo dall’entrata in vigore delle nuove norme).

Per Paulina Hennig-Kloska, ministra polacca del Clima e dell’ambiente “L’accordo odierno sui rifiuti tessili rappresenta un significativopasso avanti verso un’economia dell’UE solida, circolare e competitiva, nel rispetto del principio “chi inquina paga”. Inoltre, l’UE fissa per la prima volta obiettivi ambiziosi di riduzione degli sprechi alimentari, per una maggiore sostenibilità dei sistemi alimentari dell’UE”.

Riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030

Ogni anno nell’UE vengono generati oltre 59 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, il che rappresenta una perdita stimata di 132 miliardi di euro.

I due colegislatori hanno concordato, in materia di rifiuti alimentari, obiettivi ambiziosi per il 2030 ma al tempo stesso realistici:

  • riduzione del 10% dei rifiuti di trasformazione e fabbricazione rispetto alla quantità media di sprechi alimentari generata in questi settori nel periodo 2021-2023;
  • riduzione del 30% pro capite dei rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici rispetto alla quantità media di sprechi alimentari generata in questi settori nel periodo 2021-2023.

Questi obiettivi sono i primi in assoluto ad essere fissati a livello dell’UE. L’accordo prevede inoltre, come aspetto importante della riduzione degli sprechi alimentari, la donazione volontaria dei prodotti alimentari invenduti che sono sicuri per il consumo umano.

Prossime tappe

L’accordo provvisorio è stato raggiunto dalla presidenza del Consiglio e dai rappresentanti del Parlamento europeo, sulla base dei mandati conferiti dalle rispettive istituzioni. L’accordo provvisorio dovrà ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento, prima di essere sottoposto alla messa a punto giuridico-linguistica.

Dopo l’adozione formale, gli Stati membri dell’UE avranno fino a 20 mesi per aggiornare le rispettive legislazioni nazionali in modo da attenersi alle nuove norme.

La Commissione sarà incaricata di riesaminare e valutare diversi aspetti della direttiva quadro sui rifiuti, tra cui il finanziamento dei regimi di responsabilità estesa del produttore e possibili obiettivi in materia di rifiuti tessili (entro il 2029) nonché il ruolo della produzione primaria nella generazione di rifiuti alimentari, l’impatto dei cambiamenti nei livelli di produzione ed eventuali obiettivi aggiornati in materia di riduzione degli sprechi alimentari per il 2030 e il 2035 (entro il 2027).

Condividi questo articolo