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Nel 2025 raccolti in Italia quasi 9 milioni di kg di batterie esauste. Il rapporto CDCNPA evidenzia crescita della rete e nuove sfide europee

Nel 2025 in Italia sono stati raccolti 8.868.248 chilogrammi di batterie portatili esauste, un dato che racconta la portata di un gesto quotidiano tanto semplice quanto cruciale: liberarsi correttamente di pile scariche, batterie a bottone o accumulatori di smartphone e computer.

A coordinare questo sistema è il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), che nel Rapporto Annuale 2025 offre una fotografia dettagliata di una filiera ormai capillare e strutturata su tutto il territorio nazionale. Un sistema che non solo funziona, ma che si prepara ad affrontare una trasformazione profonda legata alle nuove regole europee.

Il calo rispetto al 2024? Un effetto delle nuove regole

A prima vista, il confronto con il 2024 segnala una flessione del 14,6%. Un dato che potrebbe far pensare a un rallentamento della raccolta, ma che in realtà ha una spiegazione tecnica.

Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1542, recepito in Italia nel 2026, è stata introdotta una classificazione più precisa delle batterie. Questo ha comportato una ricollocazione di alcune tipologie di rifiuti fuori dal perimetro delle “batterie portatili”, riducendo così il totale conteggiato rispetto agli anni precedenti.

Non si tratta quindi di una diminuzione reale della raccolta, ma di un cambiamento nei criteri di calcolo. A dimostrarlo è il fatto che la raccolta coordinata direttamente dal CDCNPA ha continuato a crescere anche nel corso del 2025.

La sfida europea: un sistema solido ma ancora lontano dagli obiettivi

Il 2025 rappresenta uno spartiacque. Da un lato consolida i risultati raggiunti dal sistema italiano; dall’altro segna l’inizio di una nuova fase, più complessa e ambiziosa, dettata dalla normativa europea.

Per Laura Castelli, presidente del CDCNPA, “il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento di un sistema che ha dimostrato solidità e capacità di crescita, dall’altro l’apertura di una nuova fase, più esigente, dettata dal Regolamento europeo sulle batterie”.

Castelli sottolinea come il recente decreto legislativo rafforzi il ruolo del Centro di Coordinamento, chiamato a garantire ancora più uniformità ed efficienza. Ma evidenzia anche il nodo principale: “I numeri parlano chiaro: con un tasso di raccolta che oggi si attesta intorno al 31%, il nostro Paese è ancora molto distante dagli obiettivi europei e deve migliorare sensibilmente le proprie performance”.

Una rete sempre più estesa su tutto il territorio

Mentre il quadro normativo cambia, la rete fisica della raccolta continua ad ampliarsi. Nel 2025 i punti iscritti al CDCNPA hanno superato quota 15mila, arrivando a 15.053 unità. Si tratta di un incremento costante, che negli ultimi cinque anni ha portato a una crescita complessiva superiore al 37%.

Questa rete è composta da una pluralità di soggetti: dai punti vendita ai centri di raccolta comunali, passando per impianti di trattamento, grandi utilizzatori e centri di assistenza tecnica. Anche se la maggior parte dei punti è rappresentata dalla distribuzione commerciale, sono soprattutto i centri comunali a garantire i volumi più consistenti di raccolta.

Dal punto di vista geografico, il Nord Italia continua a distinguersi per la capillarità della rete, concentrando oltre 7.300 punti. Tuttavia, è nel Sud e nelle Isole che si registra la crescita più dinamica, segno di un progressivo riequilibrio territoriale e di una maggiore diffusione delle infrastrutture di raccolta.

La raccolta regione per regione: Nord in testa, Lazio primo al Centro

Analizzando i dati territoriali, emerge chiaramente il predominio del Nord Italia, che da solo raccoglie oltre 6,4 milioni di chilogrammi di batterie esauste. In particolare, il Piemonte si conferma la regione più virtuosa, seguito da Lombardia e Veneto, che mantengono volumi molto elevati.

Nel Centro Italia la raccolta supera 1,4 milioni di chilogrammi, con il Lazio in posizione di rilievo: da solo genera più di un terzo dei quantitativi dell’area. Toscana e Marche seguono con contributi significativi, pur su scala inferiore.

Nel Sud e nelle Isole i volumi complessivi si avvicinano al milione di chilogrammi. In questo contesto è la Campania a guidare la classifica, seguita da Sardegna e Puglia, che mostrano comunque segnali di crescita.

Oltre le pile domestiche: il ruolo delle batterie industriali e per veicoli

Il Rapporto non si limita alle batterie portatili, ma prende in considerazione anche quelle industriali e quelle utilizzate per l’avviamento dei veicoli. In questo segmento, nel 2025 sono stati raccolti oltre 43 milioni di chilogrammi.

Si tratta di un dato in lieve calo rispetto all’anno precedente, ma ancora parziale. Fino al 2025, infatti, l’obbligo di rendicontazione riguardava solo i soggetti aderenti al CDCNPA. Con l’estensione dell’obbligo a tutti gli operatori, prevista dal 2026, il quadro informativo sarà più completo e affidabile.

Il futuro della raccolta: più collaborazione e crescita strutturale

Guardando ai prossimi anni, la priorità sarà rendere il sistema più efficace e capace di crescere in modo stabile. Questo significa rafforzare il coordinamento tra tutti gli attori della filiera e migliorare la qualità dei dati, oltre che la quantità della raccolta.

“L’intenzione è quella di creare le condizioni perché il sistema cresca in modo costante e sostenibile”, ha aggiunto Castelli. “Intendiamo svolgere il nostro ruolo in modo più incisivo, sia sul piano dell’indirizzo operativo e della solidità dei dati sia su quello del dialogo istituzionale, costruendo accordi stabili con tutti gli attori della filiera”.

Una sfida che coinvolge Comuni, gestori dei servizi pubblici, distributori e anche le piattaforme digitali, chiamati a contribuire a un obiettivo comune: aumentare la raccolta e rendere il sistema italiano all’altezza delle ambizioni europee.

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