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Entro il 31 dicembre 2024 la Commissione europea dovrà definire le regole dei sistemi di responsabilità estesa del produttore per l’industria tessile

A chiederlo è la commissione ENVI del Parlamento europeo nel rapporto con le proposte emendative sullo schema di revisione della direttiva quadro rifiuti. Entro il 31 dicembre di quest’anno la Commissione Europea dovrà adottare l’atto delegato sulle regole dei sistemi EPR e gli Stati membri avranno 18 mesi e non 30 per attuare i sistemi EPR.

Con EPR viene indicato un sistema che definisce responsabilità, compiti e ruoli del produttore nella gestione dei rifiuti. E’ pensato come strategia per favorire l’economia circolare e ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale, incoraggiando le imprese a progettare prodotti riciclabili.

Cosa prevedono le modifiche su tessile e sprechi alimentari?

La commissione ENVI chiede di estendere la portata dei regimi EPR, oltre a chi immette sul mercato prodotti di consumo come articoli di abbigliamento e accessori, coperte, biancherie da letto, tende, cappelli, calzature anche ai produttori di materassi e tappeti.

Per queste ultime due categorie entro il 31 dicembre 2027 gli Stati membri dovranno garantire che tutti i nuovi prodotti immessi sul mercato dell’Ue siano coperti dalle regole EPR.

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E’ confermata, inoltre, dal 1 gennaio 2025 la partenza della raccolta differenziata dei tessili ai fini del riuso, della preparazione per il riutilizzo e del riciclo.

Per quanto riguarda gli sprechi alimentari la Commissione chiede entro il 2030 di raddoppiare dal 10 ad almeno il 20% l’obiettivo di riduzione nelle filiere produttive, e di portare dal 30 al 40% il taglio del ‘food waste’ pro capite generato dal consumo domestico, dalla ristorazione o dalla distribuzione.

Con lo stesso obiettivo gli Stati membri dovranno garantire, tra l’altro, l’adozione di sistemi di etichettatura capaci di fornire informazioni chiare sulle date di scadenza dei prodotti.

Rifiuti urbani residui: un primo successo

Tra gli emendamenti di compromesso che hanno ottenuto il via libera degli eurodeputati è quello che “incoraggia” gli Stati membri “dove opportuno” a introdurre sistemi di selezione dei rifiuti urbani residui “per evitare che i rifiuti che possono essere preparati per il riuso o riciclati vengano inviati a incenerimento o discarica”.

Fonte: Commissione Europea

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