- 05/06/2026
- Simone Martino
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Distrutto dall’incendio del 2020, il Rifugio Loa rinasce nell’Adamello con materiali locali, efficienza energetica e accessibilità
A sei anni dal rogo che ne aveva decretato la chiusura, il Rifugio Loa torna a vivere nel cuore del Parco dell’Adamello con un progetto che va oltre la semplice ricostruzione edilizia.
La nuova struttura, completata nelle scorse settimane a quota 1.170 metri nel territorio di Berzo Demo, in Valle Camonica, rappresenta infatti un esempio concreto di come l’economia circolare possa essere applicata anche in contesti alpini particolarmente delicati dal punto di vista ambientale.
L’intervento, realizzato da City Green Light in collaborazione con il Comune di Berzo Demo e la Comunità Montana di Valle Camonica, ha richiesto un investimento superiore ai 917 mila euro e ha permesso di restituire al territorio uno dei suoi punti di riferimento storici per l’escursionismo e il turismo naturalistico.
Un rifugio ricostruito seguendo i principi dell’economia circolare
Il nuovo Rifugio Loa nasce da un approccio progettuale che ha messo al centro il recupero delle risorse e la riduzione dell’impatto ambientale.
Dopo la demolizione dell’edificio danneggiato dall’incendio del gennaio 2020, parte dei materiali esistenti è stata recuperata e reimpiegata all’interno del nuovo progetto. Una scelta che ha consentito di ridurre la produzione di rifiuti e limitare il consumo di nuove risorse, applicando i principi dell’economia circolare a un cantiere in alta quota.
La nuova struttura è stata realizzata con sistemi prefabbricati in legno XLAM, una tecnologia che garantisce elevate prestazioni energetiche e tempi di costruzione più contenuti rispetto ai sistemi tradizionali.
Materiali locali e filiera corta per ridurre l’impronta ambientale
Uno degli aspetti più innovativi dell’intervento riguarda la scelta dei materiali.
Per garantire continuità con il paesaggio alpino e ridurre l’impatto legato ai trasporti, il progetto ha privilegiato esclusivamente legno e pietra locale. Una decisione che non risponde soltanto a esigenze estetiche, ma che rappresenta una precisa strategia di sostenibilità.
L’utilizzo di materiali provenienti dal territorio consente infatti di ridurre le emissioni associate alla logistica e di valorizzare le filiere locali, contribuendo allo sviluppo economico dell’area.
Il risultato è una struttura che si integra naturalmente nel contesto montano, senza alterarne l’identità paesaggistica.
Efficienza energetica e gestione intelligente delle risorse
La sostenibilità del nuovo Rifugio Loa passa anche attraverso l’innovazione impiantistica. City Green Light ha progettato ex novo tutti gli impianti elettrici e meccanici della struttura con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza energetica e ottimizzare l’utilizzo delle risorse in un contesto dove ogni consumo assume un valore strategico.
L’intervento punta a garantire elevati standard di comfort per gli ospiti riducendo al minimo gli sprechi energetici e l’impatto ambientale della gestione quotidiana del rifugio.
Una sfida particolarmente rilevante in un’area protetta come il Parco dell’Adamello, dove la tutela dell’ecosistema rappresenta una priorità assoluta.
Una montagna più inclusiva
La ricostruzione del Rifugio Loa ha posto attenzione anche al tema dell’accessibilità. L’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di un montascale consentono oggi l’accesso alla struttura anche alle persone con disabilità, rendendo la montagna più inclusiva e aperta a tutti.
Il rifugio dispone di una sala ristorante da circa cinquanta posti, spazi esterni dedicati alla ristorazione, una cucina con servizio bar e camere in grado di ospitare fino a quindici persone.
Un simbolo che torna a vivere
Più che una semplice struttura ricettiva, il Rifugio Loa rappresenta un luogo identitario per la comunità della Valle Camonica.
Situato lungo gli itinerari che attraversano il Sentiero della Memoria, tra trincee, fortificazioni e testimonianze della Prima Guerra Mondiale, il rifugio costituisce un presidio culturale oltre che turistico.
La conclusione dei lavori e l’affidamento della nuova gestione segnano così l’inizio di una nuova fase per questo storico punto di riferimento dell’Adamello: un esempio di come la rigenerazione del patrimonio montano possa coniugare tutela ambientale, innovazione e sviluppo sostenibile.










































































































































































































































































