- 08/10/2026
- Redazione
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Esprinet e Ogyre collaborano in sei progetti tra Italia, Brasile, Indonesia e Senegal: già raccolti 2.965 kg di rifiuti marini e costieri, con l’obiettivo di arrivare a 6.500 kg entro l’estate del 2027
Ci sono quasi tre tonnellate di rifiuti già tolte da mari e coste grazie alla collaborazione tra Esprinet e Ogyre, ed all’iniziativa nata con l’obiettivo di arrivare a 6.500 chilogrammi di rifiuti raccolti entro l’estate del 2027.
Il progetto coinvolge sei aree geografiche molto diverse, da Santa Margherita Ligure e Cetara fino alla baia di Guanabara, in Brasile, passando per Indonesia e Senegal. A raccogliere i rifiuti sono anche i pescatori, chiamati a recuperare ciò che incontrano in mare durante il proprio lavoro. Un’attività che, nel modello di Ogyre, diventa così parte di un sistema più ampio di tutela dell’ambiente.
Finora sono stati recuperati 2.965 kg di rifiuti marini e costieri. Di questi, 591 kg provengono direttamente dal mare, mentre complessivamente 2.581 kg sono già stati avviati al recupero. Sono 35 i pescatori attualmente coinvolti nelle attività.
Dai rifiuti trovati in mare alla raccolta lungo le coste
Il meccanismo è quello del Fishing for Litter, un modello che in questi anni ha trovato spazio in diversi progetti di contrasto all’inquinamento marino. I pescatori, oltre alla normale attività di pesca, recuperano i rifiuti che finiscono nelle reti o che incontrano durante le uscite in mare. Una volta riportati a terra, i materiali vengono selezionati e gestiti dai partner locali.
Non tutto ciò che viene raccolto può naturalmente essere riciclato. Per questo il progetto prevede una fase di smistamento, con l’avvio al recupero dei materiali valorizzabili e lo smaltimento responsabile di quelli che non possono invece essere recuperati.
La raccolta non si ferma però all’acqua. Una parte del lavoro viene svolta sulla terraferma, lungo le coste e nelle aree in cui i rifiuti rischiano di essere trasportati in mare. È un approccio che prova quindi ad agire sia sul problema già presente sia sulla possibilità che nuovi materiali raggiungano gli ecosistemi marini.
Per il tempo dedicato alla raccolta, i pescatori e gli altri soggetti coinvolti ricevono un compenso. In questo modo la tutela ambientale entra anche nelle attività economiche delle comunità locali.
Sei progetti, dall’Italia al Senegal
La mappa degli interventi racconta bene la dimensione internazionale dell’iniziativa. In Italia le attività si svolgono a Santa Margherita Ligure e Cetara. In Brasile il progetto interessa la baia di Guanabara, mentre in Indonesia sono coinvolte Batu Lumbang, a Bali, e Bekasi, a Giava. L’ultimo intervento si trova in Africa, nella baia di Hann, in Senegal.
Nonostante le differenze tra questi territori, il problema affrontato è lo stesso: la presenza di rifiuti che possono compromettere gli ambienti costieri e marini.
Ogyre tiene traccia delle attività attraverso la propria piattaforma. I rifiuti vengono pesati, fotografati e registrati, consentendo di seguire l’andamento della raccolta e la quantità di materiale effettivamente recuperata.
Foto: Giulia Perfetti, Investor Relations & Sustainability Esprinet
Per Esprinet, la collaborazione si inserisce nel percorso intrapreso dall’azienda sui temi della sostenibilità. «I mari sono una fonte di vita per l’intero pianeta. La loro salute riguarda tutti noi: la biodiversità, le comunità che vivono e lavorano lungo le coste e il nostro stesso futuro», spiega Giulia Perfetti, Investor Relations & Sustainability Manager del Gruppo Esprinet.
La scelta di sostenere Ogyre, aggiunge Perfetti, nasce dalla volontà di unire «la tutela degli ecosistemi marini al sostegno delle comunità di pesca e delle realtà locali», puntando su un progetto nel quale sia possibile misurare concretamente i risultati.
Il riconoscimento dell’ONU
A rafforzare il valore dell’iniziativa c’è anche il patrocinio dell’Ocean Decade dell’ONU, il Decennio delle Nazioni Unite delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile, che copre il periodo 2021-2030 ed è coordinato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO.
Il riconoscimento riguarda le attività di Fishing for Litter di Ogyre e il loro contributo alla riduzione dell’inquinamento marino, alla protezione degli ecosistemi e della biodiversità e alla costruzione di un’economia del mare più sostenibile.
La raccolta continuerà nei prossimi mesi nei sei progetti coinvolti. Il punto di arrivo è già fissato: 6.500 kg di rifiuti marini e costieri entro l’estate del 2027, partendo dai 2.965 kg già recuperati.



















































































































































































































































































































