Condividi questo articolo

A Milano le capsule di caffè in alluminio possono essere conferite nel sacco giallo della raccolta differenziata. Ecco come funziona il sistema, perché è possibile e quali vantaggi porta al riciclo

Le capsule di caffè in alluminio possono essere conferite direttamente nel sacco giallo della raccolta differenziata di Milano, insieme agli imballaggi in plastica e metalli. Una possibilità resa concreta dall’adeguamento tecnologico dell’impianto di selezione di Muggiano e dalla collaborazione tra Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (CIAL) e Nespresso.

L’iniziativa rappresenta un esempio di come innovazione tecnologica e collaborazione tra pubblico e privato possano tradursi in una gestione più efficiente dei rifiuti, favorendo il recupero di un materiale prezioso come l’alluminio e semplificando, allo stesso tempo, le operazioni di raccolta differenziata per i cittadini.

Perché ora le capsule possono essere riciclate

La possibilità di conferire le capsule nel sacco giallo non dipende soltanto da un cambiamento delle regole, ma soprattutto dall’evoluzione degli impianti di selezione.

Nel sito di A2A Ambiente di Muggiano, alle porte di Milano, è infatti operativo un sistema basato sulla tecnologia Eddy Current Separator (ECS), capace di intercettare e separare anche gli oggetti in alluminio di piccole dimensioni che normalmente rischiano di andare dispersi durante il trattamento dei rifiuti.

Non solo capsule di caffè, ma anche tappi, blister e altri piccoli componenti metallici vengono così recuperati e avviati al riciclo anziché finire negli scarti.

Una tecnologia che consente di valorizzare anche la frazione più fine dei materiali raccolti, aumentando la quantità di alluminio effettivamente recuperata.

Un materiale riciclabile all’infinito

L’alluminio è considerato una delle materie prime più strategiche nell’ambito dell’economia circolare.

Può essere riciclato al 100% e riutilizzato infinite volte senza perdere le proprie caratteristiche. Inoltre, il riciclo consente di risparmiare fino al 95% dell’energia necessaria per produrre nuovo alluminio a partire dalla materia prima.

Per un Paese come l’Italia, che non dispone di giacimenti di bauxite e dipende dalle importazioni, incrementare il recupero dell’alluminio significa ridurre il consumo di risorse e rafforzare la filiera nazionale del riciclo.

Il collegamento con il regolamento europeo PPWR

L’iniziativa si inserisce nel percorso di adeguamento alle nuove norme europee sul packaging.

Da agosto 2026 entrerà infatti pienamente in vigore il regolamento Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), che riconoscerà le capsule di caffè come imballaggi e ne consentirà il conferimento nella raccolta differenziata.

Tuttavia, affinché il riciclo sia realmente efficace, sarà necessario disporre di impianti in grado di recuperare questi oggetti di piccole dimensioni. Milano rappresenta uno dei primi esempi italiani in cui la tecnologia è già in grado di garantire questo risultato.

Fino a oggi, infatti, le capsule non erano considerate imballaggi a causa della presenza dei residui di caffè al loro interno e venivano generalmente destinate al rifiuto indifferenziato.

Un sistema che semplifica la raccolta domestica

Secondo l’assessora comunale all’Ambiente e Verde, Elena Grandi, la possibilità di conferire le capsule direttamente nel sacco giallo rende più semplice la gestione dei rifiuti domestici e permette di recuperare quantità significative di alluminio che in passato andavano perse.

L’obiettivo è migliorare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata, facendo leva sia sul comportamento dei cittadini sia sulle innovazioni tecnologiche che consentono di ridurre la quota di rifiuti destinati allo smaltimento.

Anche l’amministratore delegato di Amsa, Marcello Milani, sottolinea come iniziative di questo tipo possano contribuire ad aumentare ulteriormente le performance della raccolta differenziata di Milano, che supera il 63%, confermando il capoluogo lombardo tra le grandi città europee più virtuose.

Una collaborazione tra pubblico e privato

Il progetto è il risultato della collaborazione tra istituzioni, aziende e consorzi di filiera.

A2A Ambiente ha sviluppato il sistema di selezione che rende possibile il recupero dell’alluminio di piccole dimensioni, mentre CIAL ha contribuito alla verifica dell’efficacia del processo, evidenziando come l’aumento del recupero dell’alluminio rappresenti un vantaggio strategico per il sistema industriale italiano.

Nespresso, impegnata da oltre quindici anni nello sviluppo di programmi dedicati al recupero delle capsule, considera l’iniziativa un’evoluzione naturale delle attività già avviate sul territorio. Dal 2011 i progetti dell’azienda hanno consentito di recuperare oltre 3.500 tonnellate di capsule nel Comune di Milano e circa 6.000 tonnellate in Lombardia.

Il modello Milano guarda all’economia circolare

La possibilità di conferire le capsule di caffè in alluminio nella raccolta domestica rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa anticipare e accompagnare l’evoluzione delle normative europee.

Ridurre gli errori di conferimento, aumentare il recupero di materie prime e semplificare la raccolta differenziata sono gli obiettivi di un modello che potrebbe diventare un riferimento anche per altri territori dotati di impianti analoghi.

Condividi questo articolo