- 02/07/2026
- Simone Martino
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Nel 2025 gli impianti italiani hanno trattato quasi 589 mila tonnellate di RAEE, con un aumento del 9%. Crescono recupero e riciclo oltre i target europei, ma il tasso di raccolta si ferma al 32,5%
Nel 2025 la filiera italiana del trattamento dei RAEE continua a crescere. Gli impianti presenti sul territorio nazionale hanno gestito complessivamente 588.689 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, registrando un incremento del 9% rispetto al 2024.
Un risultato che conferma la capacità del sistema di intercettare quantità sempre maggiori di rifiuti tecnologici e di valorizzarli attraverso processi di recupero e riciclo sempre più efficienti.
I dati emergono dal Report Gestione RAEE 2025, pubblicato dal Centro di Coordinamento RAEE sulla base delle dichiarazioni degli impianti di trattamento previste dal D.Lgs. 49/2014.
Cresce il tasso di raccolta, ma l’Italia è ancora lontana dal target europeo
L’aumento dei quantitativi trattati ha avuto un effetto positivo anche sul tasso nazionale di raccolta, che sale al 32,5%, tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.
Il dato rappresenta un segnale incoraggiante, ma evidenzia anche il ritardo dell’Italia rispetto all’obiettivo fissato dall’Unione Europea, che prevede il raggiungimento del 65%.
Il tasso di raccolta misura il rapporto tra i rifiuti elettronici effettivamente raccolti e la quantità media di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Si tratta dell’indicatore utilizzato dalla Commissione europea per valutare l’efficacia dei sistemi nazionali di raccolta.
Credit: CDC RAEE
Longoni: “La vera sfida resta aumentare la raccolta”
Secondo Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, la crescita registrata nel 2025 conferma la solidità dell’intera filiera.
Credit: CDC RAEE – Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE
«Gli impianti italiani hanno gestito quasi 589 mila tonnellate di RAEE, dimostrando la capacità del sistema di trattare quantità sempre maggiori di rifiuti elettronici. I risultati ottenuti in termini di recupero e riciclo testimoniano l’efficienza della filiera nel trasformare questi rifiuti in nuove risorse, massimizzando il recupero delle materie prime». Il direttore sottolinea però come il principale nodo da affrontare rimanga la raccolta.
«Il tasso nazionale del 32,5% rappresenta un miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma evidenzia anche quanto sia ancora ampia la distanza dall’obiettivo europeo del 65%».
RAEE domestici e professionali: aumentano entrambi
La crescita interessa sia i rifiuti elettronici provenienti dalle abitazioni sia quelli prodotti dalle attività professionali.
Nel dettaglio: 387.370 tonnellate riguardano i RAEE domestici (+4,5%); 201.319 tonnellate sono RAEE professionali (+18,2%).
Credit: CDC RAEE
L’incremento maggiore riguarda gli apparecchi destinati allo scambio di temperatura con fluidi, come frigoriferi e congelatori, insieme ai grandi e piccoli elettrodomestici. In calo, invece, i volumi degli apparecchi dotati di schermo, una dinamica che riflette l’evoluzione naturale del mercato elettronico.
Recupero e riciclo superano gli obiettivi europei
Se la raccolta rappresenta ancora il principale punto debole della filiera italiana, le prestazioni degli impianti raccontano invece una realtà molto diversa.
Per quanto riguarda i RAEE domestici, gli impianti accreditati hanno raggiunto livelli di recupero e riciclo superiori ai target previsti dall’Unione Europea.
In particolare: il tasso medio di riciclaggio supera l’85%, indicando la quota di materiali recuperati destinati a diventare nuove materie prime; il tasso medio di recupero supera il 90%, includendo anche i materiali valorizzati attraverso il recupero energetico.
Risultati che assumono un peso ancora maggiore considerando che gli impianti certificati dal Centro di Coordinamento RAEE trattano circa il 95% dei rifiuti elettronici domestici gestiti in Italia e sono sottoposti a verifiche periodiche per garantire il rispetto degli standard ambientali previsti dal sistema nazionale.
Economia circolare: la sfida è intercettare più rifiuti elettronici
I numeri del 2025 mostrano un sistema industriale sempre più efficiente nel recuperare materiali preziosi contenuti nei dispositivi elettronici a fine vita. Rame, alluminio, ferro, plastica e numerose materie prime critiche possono infatti essere reimmesse nei cicli produttivi, riducendo il consumo di nuove risorse naturali.
La vera sfida, tuttavia, non riguarda più la capacità degli impianti di trattare i RAEE, bensì quella di intercettare una quota sempre maggiore dei rifiuti elettronici prodotti ogni anno da cittadini e imprese. Solo aumentando la raccolta sarà possibile avvicinarsi agli obiettivi europei e rafforzare concretamente il modello di economia circolare.





























































































































































































































































































