- 15/04/2026
- Redazione
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Il packaging ora decide cosa compriamo: sostenibilità, praticità e nuove abitudini stanno rivoluzionando la spesa degli italiani
Per anni è rimasto sullo sfondo, quasi irrilevante rispetto al prodotto. Oggi, invece, il packaging è entrato a pieno titolo nelle decisioni d’acquisto degli italiani. Non solo per una questione estetica o funzionale, ma soprattutto per il suo impatto ambientale.
A dirlo è l’indagine Ipsos Doxa per Comieco, presentata alla Paper Week 2026 di Parma: circa 7 italiani su 10 dichiarano che la sostenibilità dell’imballaggio influenza ciò che finisce nel carrello. Un cambio di paradigma netto, che racconta una maggiore consapevolezza ma anche nuove aspettative nei confronti delle aziende.
Una cucina che esce sempre più di casa
Nonostante la centralità della cucina domestica — il 98% degli italiani continua a preparare pasti in casa — il modo di consumare cibo si è fatto più fluido. Le abitudini si stanno adattando a ritmi di vita più veloci, dove il tempo è spesso una risorsa limitata.
È qui che entrano in gioco delivery, take-away e cibo pronto. Quasi un italiano su due utilizza servizi di consegna a domicilio, una quota che tra i più giovani cresce in modo evidente. Il take-away è ormai una pratica diffusa e il consumo “al volo” è diventato parte della quotidianità.
Non è una rivoluzione che cancella il passato, ma una trasformazione che affianca nuove abitudini a quelle tradizionali. E in questo contesto, il packaging diventa fondamentale: deve proteggere, conservare, essere pratico e, sempre più, sostenibile.
Sostenibilità sì, ma anche comodità
Quando si fa la spesa, qualità e prezzo restano i criteri principali. Ma subito dopo entrano in gioco altri fattori, sempre più determinanti.
La sostenibilità del packaging pesa per oltre tre quarti degli italiani. Subito dietro c’è la praticità: confezioni richiudibili, porzioni adeguate, facilità d’uso. Anche il materiale fa la differenza, con una preferenza crescente per soluzioni percepite come più ecologiche.
Carta e cartone, in questo scenario, guadagnano terreno. Piacciono perché riciclabili, leggeri e associati a un minore impatto ambientale. Ma soprattutto perché comunicano in modo immediato un’idea di sostenibilità.
Etichette decisive: vince la semplicità
C’è un dato che racconta meglio di altri questo cambiamento: quasi tutti gli italiani leggono le indicazioni sulla raccolta differenziata presenti sulle confezioni.
L’etichetta è diventata la prima fonte di informazione, superando persino le ricerche online. Ma attenzione: i consumatori non cercano messaggi complessi. Vogliono chiarezza.
Funziona “100% riciclabile”. Funzionano meno le diciture tecniche o i claim più sofisticati. In altre parole, meno marketing e più comprensibilità.
Raccolta differenziata: bravi, ma con qualche scorciatoia
Gli italiani si considerano attenti alla raccolta differenziata, e in molti casi lo sono davvero. Tuttavia, nella pratica emergono alcune contraddizioni.
Capita spesso che, di fronte a un dubbio, si scelga la strada più semplice: buttare tutto nell’indifferenziato. Succede per fretta, per comodità o perché le informazioni non sono abbastanza chiare.
I punti più critici restano gli imballaggi sporchi di cibo e quelli composti da più materiali. Eppure le regole, nella maggior parte dei casi, sono più semplici di quanto si pensi: carta e cartone, se non contaminati da residui evidenti, possono essere riciclati senza problemi.
Un equilibrio tra consumo e sostenibilità
Il rapporto tra cibo e packaging non è solo una questione di abitudini quotidiane. È anche un nodo centrale per l’economia e per la transizione ecologica.
L’industria alimentare è uno dei pilastri della manifattura europea e, allo stesso tempo, uno dei principali utilizzatori di imballaggi. Questo significa che ogni scelta, anche la più piccola — dal materiale di una confezione a una scritta in etichetta — può avere un impatto significativo.
Il vero cambiamento è già iniziato
Il packaging non è più un dettaglio. È diventato un linguaggio, uno strumento di scelta, un indicatore di valore.
Nel carrello degli italiani convivono tradizione e innovazione, attenzione all’ambiente e ricerca di praticità. E proprio su questo equilibrio si giocherà la partita dei consumi nei prossimi anni.





























































































































































































































