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Nucleare, Pichetto Fratin rilancia: più autonomia energetica e prezzi competitivi. “Nuovi reattori decisivi per il futuro dell’Italia”

Trent’anni che segnano un cambiamento profondo. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a margine dell’anniversario di Arpa Piemonte, ha ricordato come la nascita dell’agenzia abbia rappresentato una svolta nella gestione ambientale del Paese.

Un percorso iniziato anche con una presa di coscienza politica: “C’era la consapevolezza della necessità di affrontare i grandi temi ambientali con monitoraggio continuo”. In questo contesto, Arpa ha svolto un ruolo centrale non solo nel controllo, ma anche nell’indirizzo delle politiche regionali.

La chiave, secondo il ministro, resta la responsabilità condivisa: cittadini, istituzioni e gruppi di interesse devono contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, alla tutela dell’ambiente.

Decarbonizzazione e competitività: “Prodotti migliori e più valore”

Pichetto Fratin lega strettamente ambiente ed economia. L’Italia, sottolinea, è riconosciuta nel mondo per la qualità dei suoi prodotti, non per il prezzo. E oggi questa qualità passa anche dalla sostenibilità.

“La riduzione delle emissioni – oggi pari allo 0,6% globale – è un indicatore fondamentale: abbassarle significa aumentare il valore dei prodotti e migliorare la salubrità dell’ambiente”. Una visione che unisce crescita economica e transizione ecologica.

Nessun rischio razionamenti imminenti

Sul fronte dell’emergenza energetica, il ministro ridimensiona gli allarmi: non ci sono rischi immediati di razionamenti. Le ipotesi ventilate nei giorni scorsi riguardavano esclusivamente scenari europei e piani di prevenzione.

Il nodo energetico: “Italia dipendente all’80% dall’estero”

Il punto centrale resta però la fragilità strutturale del sistema energetico nazionale. L’Italia importa circa l’80% dell’energia: gas come materia prima o elettricità dall’estero, in particolare dalla Francia.

Le tensioni internazionali, come quelle nel Golfo Persico, rendono evidente la necessità di rafforzare l’autonomia energetica. Le rinnovabili, pur in crescita, non bastano da sole.

“Possiamo aumentare fotovoltaico ed eolico, ma tecnologie e componenti arrivano dall’estero. E la domanda di energia è destinata a crescere, anche per data center, elettrificazione industriale ed efficientamento”.

La svolta nucleare: “Necessaria una nuova produzione”

È qui che il ministro introduce il punto più netto: il ritorno al nucleare.

“Non riusciamo a mantenere il passo senza una nuova forma di produzione che avevamo abbandonato 40 anni fa: il nucleare”. Una scelta che guarda a tecnologie diverse dal passato, più moderne e sicure.

Il riferimento è agli SMR (Small Modular Reactor), reattori modulari di piccole dimensioni, considerati più flessibili e gestibili. Il governo sta lavorando a una legge quadro, attualmente all’esame del Parlamento, per definire il perimetro giuridico.

Prezzi e competitività: il confronto con Francia e Spagna

Il tema non è solo ambientale, ma anche economico. L’Italia paga energia più cara rispetto ad altri Paesi europei. “Il confronto con Francia e Spagna va fatto considerando che utilizzano anche il nucleare”, sottolinea il ministro.

Secondo questa impostazione, il nucleare potrebbe contribuire a stabilizzare i prezzi e rendere più competitivo il sistema produttivo nazionale.

La prossima legislatura decisiva

Il percorso, tuttavia, non sarà immediato. L’obiettivo dell’attuale governo è costruire il quadro normativo. Le decisioni operative – inclusa la realizzazione degli impianti – spetteranno alla prossima legislatura.

“La priorità oggi è dare le regole. Poi chi governerà dopo potrà attivare concretamente il sistema”.

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