- 30/05/2026
- Redazione
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Le rinnovabili crescono ma l’Italia è in ritardo sugli obiettivi 2030. Legambiente: senza prezzo zonale bollette ancora troppo alte
Le energie rinnovabili avanzano, ma non abbastanza. In Italia la produzione elettrica da fonti pulite è cresciuta negli ultimi dieci anni passando dal 33,9% dei consumi nel 2015 al 41,1% nel 2025. Un progresso importante che avvicina il Paese alle fonti fossili, ancora ferme al 43,8%, ma che secondo Legambiente resta troppo lento per raggiungere gli obiettivi climatici europei.
Il rischio, denuncia l’associazione ambientalista nel nuovo report “Italia Rinnovabile”, è quello di arrivare con quasi sei anni di ritardo ai target fissati al 2030. E nel frattempo famiglie e imprese continuano a pagare bollette tra le più alte d’Europa.
Per questo Legambiente chiede al Governo di accelerare su autorizzazioni, reti elettriche, sistemi di accumulo e soprattutto sull’attuazione del prezzo zonale, il meccanismo che potrebbe abbassare il costo dell’energia nelle aree dove le rinnovabili sono più diffuse.
Fotovoltaico protagonista: supera l’idroelettrico per la prima volta
A trainare la crescita italiana sono soprattutto i pannelli solari. Nel 2025 il fotovoltaico ha prodotto 44.294 GWh, diventando la prima fonte rinnovabile del Paese davanti all’idroelettrico.
I dati Terna aggiornati al 2026 confermano il boom: la potenza installata solare ha raggiunto quota 44.878 MW, pari al 53,9% di tutta la capacità rinnovabile italiana.
Per la prima volta il fotovoltaico ha superato anche l’idroelettrico nel contributo ai consumi nazionali: 14,2% contro il 13,3%.
Cresce anche il sistema degli accumuli energetici, considerato decisivo per stabilizzare la rete elettrica: a marzo 2026 in Italia risultano installati oltre 918mila sistemi di accumulo per una potenza complessiva di 7.803 MW.
Bollette italiane tra le più care d’Europa
In Spagna l’energia costa tre volte meno grazie alle rinnovabili
Secondo il report di Legambiente, il vero nodo resta il peso del gas fossile sulla formazione del prezzo dell’elettricità. Oggi il gas incide sull’89% delle ore che determinano il prezzo finale dell’energia in Italia.
Il risultato è una bolletta media arrivata a 130,5 euro/MWh nei primi mesi del 2026. Un dato molto più alto rispetto a Germania e Francia, ma soprattutto rispetto alla Spagna, dove il costo si ferma a 42,5 euro/MWh grazie agli investimenti massicci nelle tecnologie pulite.
Da qui la richiesta di introdurre pienamente il prezzo zonale, il sistema che consentirebbe di calcolare il costo dell’energia in base all’area geografica e alla disponibilità locale di rinnovabili, premiando territori e cittadini con tariffe più basse.
Per Legambiente si tratta anche di una questione sociale oltre che energetica, considerando che in Italia oltre 2,4 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà energetica.
Il grande ritardo italiano: mancano oltre 53mila MW entro il 2030
Con il ritmo attuale il traguardo slitterà di quasi sei anni
Nonostante la crescita delle rinnovabili, l’Italia resta molto lontana dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea.
A fine marzo 2026 il Paese ha raggiunto appena il 33,2% del target previsto al 2030. Per centrare l’obiettivo mancano ancora 53.469 MW di nuova capacità installata nei prossimi cinque anni e mezzo.
Secondo Legambiente, mantenendo l’attuale ritmo di installazioni accumulato tra il 2021 e il 2025, l’Italia arriverebbe al traguardo con circa 5,7 anni di ritardo.
Il principale ostacolo continua a essere la burocrazia: autorizzazioni lente, vincoli territoriali e conflitti normativi stanno rallentando nuovi impianti e investimenti.
La partita occupazionale: 73mila posti di lavoro potenziali nel Sud
La transizione energetica non riguarda solo il clima. Secondo uno studio Svimez citato nel report, il raggiungimento degli obiettivi 2030 potrebbe creare nel Mezzogiorno circa 73mila nuovi posti di lavoro, di cui 15mila destinati agli under 35.
Un’opportunità importante soprattutto per contrastare la fuga dei giovani dal Sud, che tra il 2022 e il 2024 ha coinvolto oltre 106mila persone.
L’Italia, intanto, è già il terzo Paese europeo per occupati nelle rinnovabili con quasi 229mila addetti. Di questi, oltre 135mila lavorano nel settore delle pompe di calore, comparto in cui il Paese detiene il primato europeo.
Dalle ex centrali nucleari ai piccoli comuni: le storie che cambiano i territori
Nel report trovano spazio anche undici esempi concreti di trasformazione energetica.
A Trino, in Piemonte, il più grande parco solare del Nord Italia è nato nell’area di una ex centrale nucleare. In Campania, il piccolo comune di Lacedonia ha costruito attorno all’eolico un nuovo modello di occupazione giovanile.
In Abruzzo, nella zona di Torre San Rocco, grandi impianti fotovoltaici garantiscono forniture elettriche agevolate alla comunità locale. In Toscana, invece, un impianto industriale recupera e ricicla pannelli fotovoltaici a fine vita trasformandoli in nuove materie prime.
Esperienze che, secondo Legambiente, dimostrano come le rinnovabili possano generare benefici diretti per territori, imprese e cittadini.
Legambiente: “Il Governo continua a puntare troppo sulle fossili”
Nel report l’associazione ambientalista critica apertamente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusato di continuare a sostenere gas e nucleare invece di accelerare sulle fonti pulite.
“Le rinnovabili possono dare un contributo sostanziale al sistema energetico italiano, ma servono procedure più rapide, investimenti sulle reti e meno ostacoli ideologici”, ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.
Sulla stessa linea anche Katiuscia Eroe, responsabile energia dell’associazione: “Il caro bollette dimostra quanto l’Italia sia ancora troppo dipendente dalle fonti fossili. Il prezzo zonale può rendere le bollette più eque e ridurre le diseguaglianze”.





























































































































































































































































































































































































