- 28/11/2025
- Simone Martino
- 0
Italia, stime emissioni gas serra 2025: lieve aumento (+0,3%) ma cala l’intensità emissiva grazie a una crescita del PIL superiore
Nel terzo trimestre del 2025 le emissioni nazionali di gas serra mostrano un lieve incremento: +0,3% rispetto al 2024. Un dato che, preso da solo, potrebbe far pensare a un peggioramento della situazione ambientale, ma che in realtà si inserisce in un quadro più complesso.
Nello stesso periodo infatti il PIL cresce dello 0,5%, una dinamica che porta a una riduzione dell’intensità emissiva – cioè delle emissioni prodotte per ogni unità di ricchezza – pari allo 0,5%. In altre parole, il Paese continua lentamente a produrre inquinando un po’ meno.
Energia elettrica: più gas, meno idroelettrico
La variazione principale arriva dal settore energetico. Nel 2025 aumenta il ricorso al gas naturale per la produzione di elettricità, con un +2,5%. Una crescita legata soprattutto alla riduzione della produzione idroelettrica, penalizzata dalle condizioni climatiche sfavorevoli.
Allo stesso tempo continua a diminuire l’uso del carbone, in linea con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione. Nel complesso le emissioni del comparto energetico crescono dell’1,2%.
Trasporti in calo, ma con differenze
Le emissioni del settore dei trasporti registrano invece una leggera flessione (-0,5%). Il calo è dovuto soprattutto alla diminuzione dei consumi nel trasporto navale.
Sulle strade, la riduzione del consumo di gasolio è quasi del tutto bilanciata da un aumento dell’uso di benzina, segno che la transizione verso veicoli meno impattanti procede lentamente.
Riscaldamento e industria: piccoli incrementi
Il settore civile mostra un aumento dello 0,9% delle emissioni legate al riscaldamento, complice un maggiore uso di gas naturale nelle abitazioni. Anche l’industria vede una crescita, seppur contenuta, pari allo 0,3%.
Meno domanda di elettricità, rinnovabili al 42,7%
Nel 2025 la domanda di energia elettrica scende a 233.264 GWh, cioè -1,2% rispetto al 2024. La produzione è stata coperta per il 42,7% da fonti rinnovabili e per il 42,2% da fonti non rinnovabili, mentre il restante 15,1% deriva dal saldo estero.
Agricoltura e rifiuti stabili
Per i settori agricolo e della gestione dei rifiuti non si registrano variazioni significative nelle emissioni rispetto all’anno precedente.
Leggi anche: Clima, il Parlamento UE punta a una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040
Perché questi dati contano
La stima trimestrale delle emissioni di gas serra è uno strumento fondamentale per capire come evolve il rapporto tra economia e ambiente.
Monitorare questi numeri consente di seguire in tempo reale la traiettoria delle politiche energetiche e climatiche, valutando se il Paese sta davvero percorrendo una strada verso una maggiore sostenibilità.
































































































































































































































































































































