- 11/05/2026
- Redazione
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Parte il Programma di Ricerca Nucleare: investimenti su SMR, fusione e nuove tecnologie per sicurezza energetica e decarbonizzazione
L’Italia riapre ufficialmente il dossier nucleare e lo fa puntando su ricerca, innovazione e tecnologie avanzate. Con l’avvio del nuovo Programma di Ricerca Nucleare (PRN), il Governo accelera su sicurezza energetica, indipendenza dalle fonti fossili e decarbonizzazione, cercando di riportare il Paese al centro della strategia energetica europea.
Il piano triennale, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e coordinato da ENEA insieme al Cnr e al Consorzio RFX, nasce con l’obiettivo di sviluppare tecnologie nucleari di nuova generazione e rafforzare una filiera industriale nazionale capace di competere a livello internazionale.
Il progetto si inserisce in un contesto europeo sempre più segnato dalla necessità di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e accelerare la transizione verso fonti a basse emissioni.
Dai mini reattori alla fusione: il nucleare italiano guarda avanti
Al centro del programma ci sono soprattutto gli Small Modular Reactor (SMR) e gli Advanced Modular Reactor (AMR), tecnologie considerate strategiche per il futuro dell’energia.
Gli SMR sono reattori modulari di piccole dimensioni progettati per garantire maggiore flessibilità, costi ridotti e standard di sicurezza più elevati rispetto alle centrali tradizionali. Gli AMR, invece, rappresentano l’evoluzione più avanzata del nucleare di quarta generazione e promettono livelli ancora più elevati di efficienza, sostenibilità e capacità produttiva.
Secondo il piano, queste tecnologie potrebbero avere un ruolo chiave nella decarbonizzazione del mix energetico italiano entro il 2035 e il 2050, integrandosi con le energie rinnovabili e contribuendo alla stabilità della rete elettrica nazionale.
Ma il PRN guarda anche oltre la produzione di energia. Le applicazioni previste coinvolgono infatti la medicina nucleare, con la produzione di radiofarmaci, il settore aerospaziale e persino la produzione di idrogeno.
Fusione nucleare, l’Italia punta sui grandi progetti europei
Uno dei pilastri del programma è rappresentato dalla fusione nucleare, la tecnologia considerata da molti esperti il possibile punto di svolta energetico del futuro.
L’Italia punta a consolidare il proprio ruolo nei grandi progetti internazionali legati alla fusione attraverso infrastrutture strategiche già in sviluppo.
Tra queste c’è il Divertor Tokamak Test facility (DTT), il grande impianto in costruzione a Frascati che dovrà affrontare uno dei problemi più complessi della fusione: la gestione del calore estremo prodotto dal plasma.
Immagine: Credit ENEA – Rappresentazione grafica DTT
Grande attenzione anche al progetto Breeding Blanket nel centro ENEA del Brasimone, fondamentale per la produzione del trizio necessario ai futuri reattori a fusione, e al Neutral Beam Test Facility del Consorzio RFX di Padova, collegato direttamente al progetto ITER in costruzione in Francia.
Il programma include inoltre RFX-mod2, uno dei più avanzati esperimenti europei sul confinamento magnetico del plasma.
Venti dottorati per formare la nuova generazione del nucleare
Accanto alla ricerca tecnologica, il Governo punta anche sulla formazione. Il Programma di Ricerca Nucleare finanzierà infatti venti borse di dottorato per l’anno accademico 2026-2027, cofinanziate insieme alle università.
Le attività saranno concentrate su settori considerati strategici come ingegneria nucleare, fisica dei reattori, materiali avanzati, automazione, sistemi energetici e accettabilità sociale del nucleare.
La raccolta delle candidature da parte degli atenei resterà aperta fino al 15 maggio 2026.
Secondo ENEA, il rafforzamento delle competenze sarà decisivo per costruire una nuova generazione di esperti in grado di sostenere lo sviluppo del settore nei prossimi decenni.
ENEA: “Passo strategico per indipendenza energetica e clima”
Per Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA, il nuovo programma rappresenta un passaggio strategico per il futuro energetico del Paese.
Secondo Dodaro, il nucleare può contribuire a diversificare il mix energetico nazionale, integrandosi con le fonti rinnovabili e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
Anche il Cnr sottolinea il valore strategico della fusione nucleare come tecnologia sicura e sostenibile a basse emissioni, mentre il Consorzio RFX evidenzia le ricadute industriali e occupazionali delle infrastrutture di ricerca già attive in Italia.
Non solo energia: il piano punta anche su informazione e consenso
Uno dei temi centrali del PRN riguarda anche il rapporto con i cittadini. Il programma prevede infatti attività di divulgazione, visite ai centri di ricerca e iniziative pubbliche rivolte a scuole, studenti e stakeholder.
L’obiettivo dichiarato è costruire un dibattito pubblico più informato sul nucleare, basato su dati scientifici, trasparenza e partecipazione.
In un momento in cui il ritorno al nucleare divide ancora politica e opinione pubblica, il Governo punta dunque non solo sulla tecnologia, ma anche sulla costruzione di consenso attorno a una delle scelte energetiche più delicate dei prossimi anni.

































































































































































































































































































































































