- 07/10/2025
- Redazione
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Il GSE ha pubblicato le Linee guida per la decarbonizzazione di siderurgia e vetro, supportando la transizione green delle imprese energivore italiane
Il processo di transizione energetica dell’industria italiana compie un passo avanti concreto. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha infatti pubblicato le prime Linee guida per la decarbonizzazione dei settori cosiddetti “hard to abate”, ovvero quelli che presentano maggiori difficoltà nel ridurre le proprie emissioni a causa della natura dei loro processi produttivi. Le prime due pubblicazioni sono dedicate ai settori siderurgico e del vetro, consultabili direttamente sul sito del GSE.
Questa iniziativa rientra in una strategia più ampia per sostenere la competitività del tessuto produttivo italiano, accompagnando le imprese nei loro investimenti legati alla transizione energetica.
Le Linee guida offrono strumenti tecnici e operativi, nonché un orientamento sull’utilizzo dei meccanismi di incentivazione pubblica gestiti dal GSE in ambiti chiave come energie rinnovabili, biometano, autoconsumo, economia circolare e riqualificazione energetica.
Un sostegno concreto alle imprese energivore
“In un contesto in cui il costo dell’energia pesa fortemente sulla competitività delle imprese, le Linee guida del GSE rappresentano un tassello concreto a supporto del tessuto produttivo italiano”, ha dichiarato Vinicio Mosè Vigilante, Amministratore Delegato del GSE. L’obiettivo è duplice: rimuovere le barriere agli investimenti e garantire al contempo sicurezza negli approvvigionamenti energetici.
Il lavoro svolto dal GSE nasce da un dialogo costante con le associazioni di categoria e dalle visite dirette agli stabilimenti industriali, per recepire i reali fabbisogni delle aziende. Il risultato è una serie di documenti che parlano la lingua delle imprese e mirano a rendere attuabili gli obiettivi di decarbonizzazione senza compromettere la competitività.
Siderurgia verso l’acciaio green
Il settore siderurgico, già protagonista di importanti investimenti in sostenibilità, punta a produrre acciaio completamente green entro il 2030.
Per raggiungere questo traguardo, le imprese del comparto stanno lavorando su due fronti: da un lato le “quick win” (come l’efficientamento energetico e l’uso di combustibili low carbon), dall’altro le strategie di lungo periodo, tra cui l’elettrificazione dei consumi, l’impiego di green fuels e la cattura e stoccaggio della CO₂.
Il settore è uno dei pilastri dell’industria nazionale e la sua trasformazione è considerata prioritaria a livello europeo, anche alla luce delle sfide poste dal mercato ETS e dalla necessità di accesso a vettori energetici verdi a costi sostenibili.
Il comparto del vetro: tra innovazione e costi crescenti
Anche l’industria del vetro è chiamata a una trasformazione profonda. L’Italia, che contribuisce per circa il 15% alla produzione europea di vetro (pari a quasi 6 milioni di tonnellate nel 2022), dovrà affrontare investimenti stimati in almeno 15 miliardi di euro entro il 2050 per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero.
Le imprese del settore, rappresentate da Assovetro, hanno già presentato proposte articolate per rendere il processo di decarbonizzazione sostenibile anche dal punto di vista economico. Tra le richieste principali: incentivi per l’adozione di tecnologie pulite, accesso facilitato all’energia verde, riforma del sistema EU ETS, protezione dalla concorrenza sleale internazionale e sviluppo infrastrutturale per CCS e idrogeno.
Secondo le stime, il percorso verso il net zero potrebbe comportare un aumento dei costi di produzione tra i 75 e i 122 euro per tonnellata di vetro, con un impatto economico annuo compreso tra 620 milioni e 1 miliardo di euro. Tuttavia, l’adozione di tecnologie come la cattura della CO₂ (CCS/CCUS) e l’utilizzo di materie prime a basse emissioni sono già parte dei piani industriali del comparto.
Programmazione, incentivi e regole chiare per il futuro
Affinché la transizione abbia successo, è necessario che venga accompagnata da politiche industriali stabili e regole chiare, da semplificazioni burocratiche, e da un rafforzamento degli strumenti di sostegno pubblico come il Piano Transizione 5.0 e il Fondo per la transizione industriale. Cruciale sarà anche la creazione di infrastrutture energetiche moderne e capillari, allineate con i tempi dell’industria.
Il GSE, da parte sua, continuerà il lavoro di affiancamento alle imprese. Nei prossimi giorni sono attese le Linee guida per i settori della carta e del cemento, mentre in futuro saranno coinvolti anche i comparti meno energivori.
Con questa iniziativa, il GSE si conferma un partner pubblico strategico per il sistema produttivo italiano, capace di offrire certezze normative, strumenti pratici e una visione di lungo periodo indispensabile per affrontare con successo la sfida della decarbonizzazione.






























































































































































































































































































































































