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Entro il 2030 l’UE quadruplicherà la capacità di accumulo energetico. Batterie, auto elettriche e pompe di calore ridurranno il ricorso al gas

L’Europa potrebbe ridurre in modo significativo la dipendenza dal gas naturale per mantenere stabile la propria rete elettrica. La chiave sarà una combinazione di batterie di accumulo, auto elettriche, pompe di calore e sistemi intelligenti capaci di spostare i consumi nei momenti in cui sole e vento producono più energia.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato da Ember, think tank internazionale specializzato nell’analisi del sistema energetico europeo. Secondo lo studio, entro il 2030 la capacità di accumulo elettrico dell’Unione Europea passerà dagli attuali 37 GW previsti per il 2025 a ben 178 GW, quasi cinque volte tanto.

Una crescita che potrebbe cambiare profondamente il funzionamento del mercato elettrico europeo, riducendo il ricorso alle centrali alimentate a gas, oggi utilizzate soprattutto per compensare le oscillazioni della produzione da fonti rinnovabili.

Più batterie, meno gas: come cambierà il sistema elettrico europeo

La sfida delle energie rinnovabili non riguarda soltanto la produzione, ma soprattutto la capacità di gestire i momenti in cui il sole non splende o il vento si ferma. Per questo motivo i sistemi di accumulo stanno assumendo un ruolo sempre più strategico.

Secondo Ember, entro la fine del decennio le batterie saranno in grado di immagazzinare l’energia prodotta durante le ore di maggiore produzione da fotovoltaico ed eolico per restituirla nelle fasce serali, quando la domanda cresce.

Il risultato sarà: riduzione dei picchi di domanda; minore congestione della rete; diminuzione dell’utilizzo delle centrali a gas come riserva

Auto elettriche e pompe di calore diventeranno una risorsa per la rete

Lo studio evidenzia come la flessibilità dei consumatori rappresenterà uno degli elementi decisivi della transizione energetica.

Entro il 2030 circa una vettura su sei circolante nell’Unione Europea potrebbe essere elettrica. Di queste, circa la metà potrebbe ricaricarsi automaticamente nelle ore in cui l’energia rinnovabile è più abbondante e il prezzo dell’elettricità è più basso.

Anche le pompe di calore avranno un ruolo importante. Secondo le stime, una famiglia europea su cinque potrebbe utilizzarne una entro il 2030, spostando fino al 15% dei consumi elettrici verso le ore di maggiore disponibilità di energia rinnovabile senza compromettere il comfort domestico.

Una gestione intelligente dei consumi permetterebbe quindi di alleggerire il carico sulla rete e ridurre ulteriormente il ricorso ai combustibili fossili.

Le batterie su larga scala saranno il motore della crescita

A trainare il mercato saranno soprattutto i grandi impianti di accumulo. Nel 2025 l’Unione Europea disporrà di circa 3 GW di batterie ogni 100 GW di capacità eolica e solare installata, pari a un rapporto del 3%.

Entro il 2030 questa quota salirà al 12%, quadruplicando il peso dell’accumulo nel sistema energetico.

Secondo Ember, le batterie di grande capacità potranno offrire servizi di bilanciamento della rete con costi inferiori di circa il 20% rispetto alla costruzione di nuove centrali alimentate a gas naturale.

Crescono anche le batterie domestiche

Non saranno soltanto i grandi impianti a espandersi. Anche le batterie installate nelle abitazioni e negli edifici commerciali sono destinate a raddoppiare entro il 2030.

Questi sistemi consentono di conservare l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici durante il giorno per utilizzarla nelle ore serali, aumentando l’autoconsumo e riducendo la pressione sulla rete.

Secondo il rapporto, nel 2025 tali batterie saranno in grado di spostare circa il 9% della produzione giornaliera dei pannelli solari installati sui tetti. Entro il 2030 la quota potrebbe raggiungere il 17%.

Servono regole chiare per accelerare la transizione

Le tecnologie, sottolinea Ember, sono ormai mature. La loro diffusione dipenderà però soprattutto dalle decisioni politiche.

Un passaggio fondamentale arriverà nel gennaio 2027, quando tutti gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno presentare per la prima volta obiettivi nazionali dedicati allo sviluppo dello stoccaggio energetico e della flessibilità della domanda.

Per gli analisti sarà inoltre necessario: semplificare le autorizzazioni per l’installazione delle batterie; incentivare la partecipazione attiva dei consumatori; accelerare la diffusione dei contatori intelligenti; garantire un quadro normativo stabile.

Solo così sarà possibile evitare investimenti eccessivi in nuovi impianti di backup alimentati da combustibili fossili.

Ember: “Le batterie diventeranno una vera alternativa al gas”

Per Beatrice Petrovich, Senior Analyst di Ember, la trasformazione è ormai avviata. “Le batterie e l’utilizzo intelligente della crescente flotta di veicoli elettrici e delle pompe di calore diventeranno una vera alternativa al gas per il bilanciamento della rete. L’automazione, supportata anche dall’intelligenza artificiale, consentirà di spostare i consumi verso le ore in cui l’energia rinnovabile è più abbondante.”

Secondo l’analista, entro il 2030 le batterie potranno raggiungere una capacità di scarica pari a oltre l’80% della produzione oraria delle centrali a gas, contro circa il 20% stimato nel 2025, contribuendo a rendere il sistema elettrico europeo più efficiente, flessibile e meno dipendente dai combustibili fossili.

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