Tralicci e linee elettriche ad alta tensione della rete di trasmissione italiana
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Terna prevede 16,6 miliardi di investimenti nella rete elettrica tra 2024 e 2028. Secondo un report IEEFA, il piano può migliorare sicurezza energetica e integrazione delle rinnovabili senza aumentare le bollette

Investire nella rete elettrica può rendere l’Italia più sicura dal punto di vista energetico, accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e migliorare la competitività del Paese. E tutto questo senza far aumentare le bollette.

È quanto emerge da una nuova analisi pubblicata dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), secondo cui il piano di investimenti del gestore della rete di trasmissione nazionale Terna può essere realizzato mantenendo stabile l’impatto delle tariffe sulle bollette dei cittadini.

L’azienda ha previsto 16,6 miliardi di euro di investimenti tra il 2024 e il 2028, con l’obiettivo di rafforzare l’infrastruttura elettrica nazionale, ridurre le inefficienze del sistema e facilitare l’integrazione dell’energia rinnovabile.

Perché la rete elettrica è cruciale per la sicurezza energetica

Secondo il report, la solidità della rete di trasmissione sarà uno degli elementi chiave per la competitività energetica dell’Italia nei prossimi anni.

“La competitività e la sicurezza energetica a lungo termine dell’Italia dipenderanno dalla solidità della sua rete elettrica”, ha spiegato Jonathan Bruegel, analista energetico dell’IEEFA e coautore dello studio.

Gli investimenti nella rete di trasmissione servono in particolare a:

  • ridurre la congestione nei punti critici della rete

  • facilitare il trasporto di energia rinnovabile

  • diminuire i tagli alla produzione rinnovabile quando la rete non riesce ad assorbire tutta l’energia prodotta.

Molti di questi benefici, sottolinea il rapporto, sono di lungo periodo e spesso poco visibili nell’immediato, ma fondamentali per la transizione energetica.

Il nodo Nord-Sud dell’energia rinnovabile

Uno dei problemi strutturali del sistema elettrico italiano riguarda la distribuzione geografica di produzione e consumi.

Gran parte della produzione di energia rinnovabile si concentra infatti nel Sud Italia, mentre la domanda di elettricità è più forte nel Nord industriale.

Questa situazione genera congestioni nella rete e limita il flusso di energia pulita verso le aree dove è più richiesta. Il risultato sono costi di sistema più alti e una minore efficienza complessiva.

Per questo il rapporto invita Terna a dare priorità a:

Rafforzamento del corridoio elettrico Nord-Sud

Potenziare le linee di trasmissione tra le due aree del Paese per facilitare il trasporto dell’energia rinnovabile.

Maggiori interconnessioni internazionali

Collegamenti più efficienti con le reti elettriche europee per migliorare stabilità e sicurezza del sistema.

Secondo Bruegel, senza una realizzazione tempestiva di queste infrastrutture:

  • l’integrazione delle rinnovabili rallenterà

  • aumenteranno i tagli alla produzione

  • le inefficienze del sistema continueranno a pesare sui costi energetici.

Bollette stabili nonostante gli investimenti

Una delle principali preoccupazioni legate agli investimenti nelle infrastrutture energetiche riguarda l’impatto sulle bollette.

Secondo le stime dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis, tuttavia, le tariffe di trasmissione di Terna potrebbero rimanere vicine al livello storico, pari a circa il 4% della bolletta elettrica totale dei clienti almeno fino al 2028.

Questo significa che il piano di investimenti potrebbe essere sostenuto senza un aumento significativo dei costi per i consumatori.

Come finanziare la modernizzazione della rete

Per realizzare il piano di investimenti mantenendo una struttura finanziaria solida, il rapporto suggerisce una strategia di finanziamento diversificata.

Le attività regolamentate rappresentano già una parte dominante dei ricavi di Terna: nel 2024 hanno costituito circa l’84% del totale. Il sistema regolatorio italiano, inoltre, collega i rendimenti agli investimenti che generano valore per il sistema energetico.

Secondo Kevin Leung, analista di finanza sostenibile dell’IEEFA e coautore dello studio, la sfida finanziaria è impegnativa ma gestibile.

“Il quadro regolatorio garantisce visibilità sui ricavi, i mercati dei capitali restano accessibili e gli strumenti obbligazionari verdi europei stanno ampliando le opportunità di finanziamento”.

Il ruolo dei green bond e dei fondi pubblici

Tra gli strumenti chiave per finanziare la modernizzazione della rete elettrica ci sono:

Green bond europei

Terna ha già emesso 1,6 miliardi di euro di debito secondo lo standard europeo per le obbligazioni verdi, con una forte domanda da parte degli investitori.

Capitale pubblico e privato

Il rapporto suggerisce una combinazione di finanziamenti provenienti sia dal mercato sia da interventi pubblici mirati.

Supporto per progetti strategici

I fondi pubblici potrebbero essere utilizzati per limitare l’indebitamento nei progetti infrastrutturali di maggiore valore strategico.

Un sistema energetico più stabile e accessibile

Il report sottolinea anche il ruolo delle autorità di regolazione nel garantire che la modernizzazione della rete avvenga senza pesare sui consumatori.

Tra le possibili misure:

  • separare le bollette dalla volatilità del prezzo del gas

  • riformare i meccanismi di prezzo del carbonio

  • migliorare la tassazione ambientale, per riflettere meglio i benefici economici e sociali dell’energia pulita.

Se accompagnati da politiche adeguate, gli investimenti nella rete elettrica potrebbero quindi trasformarsi in uno dei pilastri della transizione energetica italiana, migliorando sicurezza energetica, competitività industriale e sviluppo delle rinnovabili.

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