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I Paesi membri dell’AIE hanno annunciato il più grande rilascio di riserve petrolifere della storia: 400 milioni di barili per fronteggiare la crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz

L’Agenzia internazionale per l’energia ha annunciato il più grande rilascio coordinato di riserve petrolifere mai effettuato. I 32 Paesi membri hanno deciso all’unanimità di mettere sul mercato 400 milioni di barili di petrolio provenienti dalle scorte strategiche, nel tentativo di arginare le tensioni sui mercati energetici causate dal conflitto in Medio Oriente.

La decisione arriva dopo giorni di forte instabilità nei flussi globali di greggio, provocata in particolare dalle interruzioni delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio di energia.

L’azione è stata deliberata durante una riunione straordinaria dei governi membri dell’Agenzia, convocata per valutare l’impatto della crisi sulle forniture globali e individuare possibili contromisure per sostenere il mercato.

Il ruolo dell’AIE e la risposta coordinata dei governi

A sottolineare la portata della decisione è stato il direttore esecutivo dell’International Energy Agency, Fatih Birol.

Secondo Birol, le condizioni del mercato petrolifero attuali non hanno precedenti nella loro portata.

“La risposta deve essere globale, perché globali sono i mercati energetici”, ha spiegato il direttore dell’Agenzia. “La sicurezza energetica rappresenta il mandato fondativo dell’AIE, e questa decisione dimostra una forte solidarietà tra i Paesi membri nel prendere misure decisive”.

Le scorte saranno rilasciate progressivamente, in base alle modalità operative e alle condizioni nazionali di ciascun Paese partecipante. Alcuni governi potrebbero inoltre affiancare al rilascio delle riserve ulteriori misure di emergenza.

Quanto petrolio hanno le riserve strategiche

I Paesi membri dell’Agenzia dispongono complessivamente di oltre 1,2 miliardi di barili di petrolio nelle riserve di emergenza, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili detenuti dal settore privato sotto obblighi governativi.

Il rilascio annunciato rappresenta la sesta azione coordinata nella storia dell’Agenzia, istituita nel 1974 proprio per rispondere alle crisi energetiche globali.

Interventi simili sono stati effettuati in passato:

  • durante la prima guerra del Golfo nel 1991

  • dopo l’uragano Katrina nel 2005

  • durante la crisi libica nel 2011

  • due volte nel 2022, nel contesto della crisi energetica globale

Mai, però, con volumi di questa entità.

Lo Stretto di Hormuz: il collo di bottiglia del petrolio mondiale

Alla base della decisione c’è l’escalation del conflitto in Medio Oriente iniziato il 28 febbraio 2026, che ha fortemente limitato il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz.

Attualmente i flussi di esportazione di greggio e prodotti raffinati attraverso il passaggio marittimo sono scesi a meno del 10% dei livelli precedenti al conflitto, costringendo numerosi operatori regionali a ridurre o sospendere parte della produzione.

Il dato è particolarmente significativo se si considera che nel 2025 attraverso Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno, pari a un quarto del commercio mondiale di petrolio trasportato via mare.

Le alternative logistiche per bypassare questo passaggio restano limitate, motivo per cui ogni interruzione ha effetti immediati sui mercati globali.

L’obiettivo: evitare uno shock energetico globale

Con il rilascio delle scorte strategiche, l’Agenzia punta a immettere rapidamente liquidità petrolifera nel sistema energetico globale, riducendo il rischio di carenze improvvise e di forti oscillazioni dei prezzi.

Il segretariato dell’Agenzia continuerà a monitorare da vicino l’andamento dei mercati del petrolio e del gas e, se necessario, potrà proporre ulteriori misure ai governi membri.

In uno scenario internazionale sempre più fragile, la stabilità energetica torna così a essere una delle leve centrali della sicurezza economica globale.

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