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La Commissione UE chiarisce le regole per utilizzare la clausola di salvaguardia nazionale anche negli interventi sulla sicurezza energetica. Pichetto Fratin guarda al nucleare

La sicurezza energetica entra a pieno titolo tra gli ambiti per i quali gli Stati membri dell’UE possono valutare l’utilizzo della cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale (CSN), il meccanismo che consente, in determinate circostanze, una maggiore flessibilità rispetto alle regole del Patto di stabilità e crescita.

La novità arriva da una nota esplicativa approvata dalla Commissione europea, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, che chiarisce le modalità operative per i governi interessati a utilizzare questo margine di flessibilità per finanziare interventi legati alla sicurezza energetica.

Il passaggio è rilevante in quanto offre agli Stati membri la possibilità di valutare misure straordinarie in un settore strategico, mantenendo però un quadro di controllo sugli effetti delle decisioni di spesa sui conti pubblici.

Patto di stabilità, come funziona la clausola di salvaguardia

Il Patto di stabilità e crescita rappresenta il quadro di regole europee che disciplina i conti pubblici degli Stati membri, fissando, tra gli altri, limiti di riferimento per il deficit e il debito pubblico.

La clausola di salvaguardia nazionale consente invece, quando ricorrono determinate condizioni, di applicare queste regole con maggiore flessibilità. In questo modo gli Stati possono sostenere alcune spese straordinarie senza incorrere automaticamente nei vincoli ordinari previsti dal Patto.

La Commissione con la nuova nota chiarisce che questo strumento può essere utilizzato anche per politiche finalizzate alla sicurezza energetica.

Gli Stati dovranno indicare misure e costi

Non si tratta, tuttavia, di un via libera indistinto alla spesa in quanto i governi che intenderanno avvalersi della flessibilità sono invitati a presentare alla Commissione europea un elenco iniziale delle misure di sicurezza energetica pianificate, indicando anche la relativa stima dei costi di bilancio.

L’obiettivo prefissato è rendere trasparente e tracciabile l’utilizzo della flessibilità. Pertanto, gli Stati membri dovranno fornire un quadro dettagliato degli interventi che intendono finanziare, indicando anche il loro possibile impatto sui conti pubblici.

Sicurezza energetica, quali interventi possono rientrare

Per sicurezza energetica si intendono, in generale, tutte quelle politiche che puntano a garantire approvvigionamenti di energia stabili e affidabili, limitando il rischio di interruzioni e di improvvisi shock sui prezzi.

Tra gli interventi possono rientrare: misure infrastrutturali, programmi per diversificare le fonti di approvvigionamento e iniziative destinate a rafforzare la resilienza dei sistemi energetici nazionali.

La richiesta di indicare preventivamente le singole misure e i relativi costi permette a Bruxelles di valutare con maggiore precisione l’utilizzo dello strumento e l’impatto delle deroghe sulle finanze pubbliche.

Pichetto Fratin: “Significativo” il riconoscimento del nucleare

È proprio sul fronte delle opportunità per l’Italia che interviene il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Il ministro fa sapere che sono già state individuate alcune potenziali misure in linea con i requisiti e gli ambiti di intervento indicati dalla Commissione europea. Sono ora in corso gli approfondimenti sugli aspetti tecnici e sull’ammissibilità delle singole misure, anche in relazione ai profili di finanza pubblica.

L’obiettivo, sottolinea Pichetto Fratin, è arrivare a una valutazione completa delle opportunità offerte dalla nuova clausola per l’energia.

Il ministro: il nucleare può rafforzare sicurezza e resilienza

Il passaggio che il ministro considera particolarmente importante riguarda il nucleare. Pichetto Fratin sottolinea infatti come la Commissione europea abbia esplicitamente incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli che possono rientrare nell’ambito delle misure finanziabili.

Per il ministro si tratta di un riconoscimento significativo della rilevanza che questa fonte può assumere nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema energetico europeo, oltre che nel percorso di transizione energetica.

La posizione del governo italiano, nelle parole di Pichetto Fratin, è quindi quella di utilizzare concretamente il nuovo quadro europeo, valutando tutte le possibilità disponibili.

“L’Italia sta lavorando per cogliere, con concretezza e responsabilità, tutte le opportunità che questo nuovo quadro europeo può offrire”, dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica commentando le indicazioni operative pubblicate dalla Commissione Ue.

La partita italiana sulla flessibilità europea

In conclusione, la novità europea apre dunque un nuovo spazio di valutazione per gli Stati membri e  per l’Italia, in particolare, il punto centrale sarà ora individuare le misure concretamente ammissibili, quantificarne i costi e verificarne la compatibilità con i vincoli di finanza pubblica.

Il riconoscimento degli investimenti nel nucleare rappresenta un passaggio importante. La nuova flessibilità prevista da Bruxelles consente infatti agli Stati di sostenere maggiori investimenti per rafforzare la sicurezza energetica, cercando al tempo stesso di contenere l’impatto di queste spese sui conti pubblici.

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