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Nel 2025 l’efficienza energetica globale accelera: +1,8%. L’AIE avverte: bene i progressi, ma serve più impegno per centrare gli obiettivi 2030

Il mondo torna a correre — almeno un po’ — sul fronte dell’efficienza energetica. Dopo anni di miglioramenti modesti, il nuovo rapporto Energy Efficiency 2025 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) segnala un’accelerazione importante: nel 2025 l’intensità energetica globale, cioè quanto consumiamo per ogni unità di ricchezza prodotta, migliorerà dell’1,8%, quasi il doppio rispetto al 2024.

Un risultato in controtendenza rispetto al rallentamento degli ultimi anni e che arriva mentre i governi cercano nuove strategie per garantire bollette più leggere, maggiore sicurezza energetica e un’economia più competitiva.

Un cambio di passo dopo anni di rallentamento

Tra il 2019 e il 2024 il mondo aveva visto progressi molto deboli: appena +1,3% l’anno, ben al di sotto della media del decennio precedente (+2% tra 2010 e 2019). Ora, secondo l’AIE, grandi economie come India e Cina stanno finalmente mostrando segnali di miglioramento superiori alla loro media recente.

L’efficienza energetica migliora la vita delle persone: riduce le bollette, rafforza la sicurezza energetica, abbassa le emissioni”, ha ricordato il direttore esecutivo della AIE, Fatih Birol, invitando i governi a fare molto di più.

L’obiettivo del 2030 è ancora lontano

Nonostante il progresso, il mondo è ancora lontano dal traguardo fissato alla COP28 di Dubai: raddoppiare entro il 2030 il tasso di miglioramento annuale, arrivando a un +4%.

Il +1,8% previsto per quest’anno è un passo avanti, ma ancora troppo poco per centrare quel target.

Industria e clima: perché si fa ancora fatica

Secondo l’AIE, sono due i fattori principali che stanno frenando i progressi.

L’industria consuma sempre di più: Dal 2019, quasi i due terzi della crescita della domanda di energia arrivano dal settore industriale. Ed è proprio qui che i miglioramenti dell’efficienza sono rallentati più di tutto.

Le politiche non tengono il passo della tecnologia: Un esempio su tutti: i condizionatori d’aria. Sono sempre più diffusi — migliorando la qualità della vita di milioni di persone — ma la maggior parte dei modelli venduti è molto meno efficiente rispetto ai migliori prodotti disponibili. Risultato: bollette più alte e più consumo di elettricità.

Cosa possono fare i governi: aggiornare le norme e colmare le lacune

L’AIE indica due strade immediate: aggiornare le politiche esistenti e colmare le lacune, soprattutto negli edifici.

Le tecnologie migliorano rapidamente, ma molte norme restano indietro. Le differenze tra Paesi sono enormi, con alcuni che impongono standard elevati e altri che non li hanno affatto.

Circa la metà dei Paesi del mondo non ha ancora standard minimi di efficienza per i nuovi edifici. Una mancanza grave proprio mentre molte regioni stanno crescendo e costruendo rapidamente.

Nuovi strumenti AIE per accelerare: dati aggiornati e casi di studio

Per dare una spinta ai governi, l’AIE ha aggiornato l’Energy Efficiency Progress Tracker, che include dati regionali aggiornati e analisi dettagliate.
Il Toolkit dell’AIE si arricchisce anche di nuovi casi di studio con le migliori politiche adottate in tutto il mondo, per aiutare i decisori a replicare i modelli di successo.

Leggi anche: Efficienza energetica al centro della conferenza globale dell’International Energy Agency

Un 2025 più efficiente, ma serve continuità

Il 2025 segna un’inversione di tendenza importante: più politiche — oltre 250 nuove misure adottate nel mondo — e un miglioramento dell’efficienza energetica che non si vedeva da anni.

Ma l’avvertimento dell’AIE è chiaro: senza un impegno più deciso, soprattutto nell’industria e negli edifici, l’obiettivo del 2030 resterà fuori portata.
Il percorso verso un’energia più economica, sicura e pulita è tracciato. Ora serve accelerare.

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