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L’idrogeno svolge un ruolo centrale nella decarbonizzazione del nostro sistema energetico, in particolare nei settori dove l’elettrificazione non è ancora un’opzione praticabile

La Commissione europea ha ribadito il suo impegno a sostenere lo sviluppo del mercato dell’idrogeno introducendo una metodologia completa per le emissioni di gas serra relative all’idrogeno e ai carburanti a basse emissioni di carbonio, come stabilito dalla Direttiva sul mercato dell’idrogeno e del gas.

Si tratta di un passo fondamentale che fornisce un quadro normativo chiaro, sbloccando la certezza degli investimenti e accelerando l’espansione della produzione di idrogeno pulito in tutta Europa.

Come si è arrivati all’approvazione dell’atto delegato 

La direttiva sul mercato dell’idrogeno e del gas definisce un quadro completo di certificazione per i combustibili a basse emissioni di carbonio, integrando le norme sui combustibili rinnovabili stabilite dalla direttiva sulle energie rinnovabili.

L’articolo 9 della direttiva imponeva alla Commissione di adottare una metodologia per valutare la riduzione delle emissioni dei combustibili a basse emissioni di carbonio entro il 5 agosto 2025.

L’avvenuta adozione dell’atto delegato è il risultato, dunque, di un intenso processo di consultazione con le principali parti interessate e gli Stati membri. Una prima bozza dell’atto delegato era stata pubblicata per ricevere commenti dal 27 settembre al 25 ottobre 2024. L’atto delegato è stato poi discusso con gli esperti degli Stati membri due volte in seno al gruppo di esperti sui combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, il 7 novembre 2024 e il 19 maggio 2025.

All’inizio di questo mese, la Commissione ha inoltre avviato il meccanismo per l’idrogeno nell’ambito della nuova piattaforma UE per l’energia e le materie prime, in una mossa strategica volta a rafforzare la competitività dell’industria europea e a orientare il mercato dell’Unione verso una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento, la diversificazione e la decarbonizzazione.

L’atto delegato integra le normative esistenti sull’idrogeno rinnovabile e sui carburanti rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), completando il quadro normativo dell’UE per l’idrogeno.

Il ruolo chiave dell’idrogeno 

Come sottolineato nel Clean Industrial Deal, la certezza del diritto e la coerenza sono fondamentali per promuovere gli investimenti e consentire ai produttori di espandersi, accelerando in definitiva la crescita del settore.

L’idrogeno a basse emissioni di carbonio sosterrà gli sforzi per decarbonizzare i settori in cui l’elettrificazione non è attualmente un’opzione praticabile, come l’aviazione, il trasporto marittimo e alcuni processi industriali.

Questa iniziativa contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica dell’UE entro il 2050, garantendo al contempo che il settore europeo dell’idrogeno e l’industria europea mantengano il loro ruolo di leadership e la loro competitività.

Per Dan Jørgensen, Commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa “L’idrogeno svolgerà un ruolo chiave nella decarbonizzazione della nostra economia. Con una definizione pragmatica di idrogeno a basse emissioni di carbonio, che rispetti il ​​mix energetico di tutti i paesi dell’UE, offriamo la certezza necessaria agli investitori. In questo modo, sosteniamo la crescita di un settore fondamentale sia per la nostra competitività che per i nostri obiettivi climatici”.

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Riconusciuta la diversità dei mix energetici negli Stati membri

Per essere considerati a basse emissioni di carbonio, l’idrogeno e i combustibili correlati dovranno raggiungere una soglia di riduzione delle emissioni di gas serra del 70% rispetto all’uso di combustibili fossili non abbattuti.

La metodologia riconosce la diversità dei mix energetici negli Stati membri, offrendo un quadro flessibile e pragmatico. L’atto delegato non stabilisce la quota di energia rinnovabile che può essere contabilizzata per l’idrogeno prodotto dall’elettricità.

Ciò significa che l’idrogeno a basse emissioni di carbonio può essere prodotto in vari modi, ad esempio utilizzando gas naturale con cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) – una tecnologia che previene le emissioni derivanti dal processo di produzione dell’idrogeno – nonché da fonti elettriche a basse emissioni di carbonio.

Metano e Nucleare: l’impegno della Commissione 

La Commissione sta intensificando, inoltre, i suoi sforzi per facilitare un’attuazione pragmatica del regolamento sul metano, concentrandosi su soluzioni pratiche, semplici e che raggiungano gli obiettivi di riduzione delle emissioni di metano.

In prospettiva, la Commissione europea valuterà l’impatto dell’introduzione di percorsi alternativi sul sistema energetico e sulla riduzione delle emissioni, nonché la necessità di mantenere condizioni di parità nell’approvvigionamento di energia elettrica interamente rinnovabile.

Nel 2026, avvierà una consultazione pubblica su una bozza di metodologia per l’utilizzo dei Power Purchase Agreement (PPA) per l’energia nucleare, migliorando la chiarezza sulla produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio da fonti nucleari dirette.

I prossimi passi

A seguito dell’adozione, l’atto sarà trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio, che hanno 2 mesi di tempo per esaminarlo e per accettare o respingere le proposte. Su loro richiesta, il periodo di esame può essere prorogato di 2 mesi. Il Parlamento o il Consiglio non hanno la possibilità di modificare le proposte.

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