Il ministro Gilberto Pichetto Fratin interviene sugli scenari energetici italiani agli Energy Days di Torino
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Decreto Energia, gas, nucleare e Intelligenza artificiale: il ministro Pichetto Fratin annuncia la possibile chiusura a febbraio e delinea la strategia energetica dell’Italia tra competitività, prezzi e transizione

Il decreto Energia è ormai un cantiere avanzato, ma ancora non chiuso. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine degli Energy Days in corso a Torino. Un provvedimento atteso dalle imprese, che continuano a fare i conti con costi dell’energia elevati e con una competitività sotto pressione, soprattutto rispetto ai grandi partner europei.

“Siamo nella fase finale, quella del concerto tra i ministeri. Tutta la parte tecnica è praticamente conclusa”, spiega il ministro. “Febbraio può essere il mese decisivo”.

Decreto Energia: un “treno con tanti vagoni” verso la chiusura

Il decreto Energia, ammette Pichetto Fratin, è diventato nel tempo un testo complesso: “Stiamo andando avanti articolo per articolo, è come un treno con tantissimi vagoni”.

La scelta di non anticiparne l’uscita nasce dalla volontà di evitare nuovi fronti di scontro su singole misure tecniche. Ora il dossier è al centro di un confronto interministeriale serrato: un passaggio necessario per arrivare alla versione finale del provvedimento.

Il nodo centrale: la competitività delle imprese energivore

Le imprese, soprattutto quelle manifatturiere e ad alta intensità energetica, chiedono risposte rapide. Il ministro non nasconde la criticità: “La sfida energetica è la vera sfida del Paese: riguarda il PIL, l’occupazione e il benessere degli italiani”.

Il riferimento è alle aziende che utilizzano contratti di media tensione, oltre i 16,5 kilowatt, cuore produttivo del sistema industriale italiano. Il confronto non può che essere con la Germania, vero benchmark europeo.

“Non possiamo distanziarci troppo dai tedeschi. Loro hanno messo sul tavolo un piano da 26 miliardi di euro”.

Francia e Spagna restano modelli difficilmente replicabili: Parigi grazie al nucleare, Madrid per la combinazione di nucleare e rinnovabili a basso costo.

Gas, stop alla Russia e prezzi: perché l’Italia resta esposta

Sullo stop definitivo al gas russo previsto dal 2027, Pichetto Fratin è netto: “Per noi non cambia nulla sul piano quantitativo. Già oggi l’impatto è minimo”.

L’Italia può contare su un sistema di approvvigionamento diversificato: dallAlgeria (primo fornitore, oltre 20 miliardi di metri cubi) all’Azerbaijan, dalla Libia (pipeline da 12,5 miliardi, utilizzata solo in parte) ai Rigassificatori (28 miliardi di metri cubi di capacità).

Il vero problema resta il prezzo, legato al meccanismo europeo del TTF, la borsa olandese del gas. “Indipendentemente dal costo del gas nel mondo, quando arriva in Europa prende il prezzo del TTF”.

ETS e paradossi italiani: quando l’elettricità costa più della legna

A pesare ulteriormente è il sistema ETS (Emission Trading System), che penalizza l’Italia più di altri Paesi: “Da noi il prezzo dell’energia elettrica è determinato dal gas, che è un fossile e quindi soggetto a ETS. Francia e Spagna no”.

Il risultato è un effetto boomerang: “Una tassa nata per scoraggiare i fossili finisce per scoraggiare l’uso dell’elettricità e incentivare la legna”.

Nucleare: “Confronto aperto, senza ideologie”

Il percorso sul nucleare è ufficialmente avviato. Sono in corso consultazioni e audizioni parlamentari. Per il Ministro “è fondamentale ascoltare tutti e discutere nel merito, non sulle ideologie”. L’obiettivo politico è chiaro: “Chiudere l’iter prima della fine della legislatura”.

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: tutta l’Italia è in gioco

Sul deposito nazionale, spesso oggetto di tensioni territoriali, Pichetto Fratin chiarisce: “Tutta l’Italia è in gioco. Serve un interesse dei territori”. Il ministro critica il modello originario: “Un unico deposito per alta, media e bassa intensità oggi non ha più senso”. La quantità di rifiuti ad alta intensità è minima, mentre quelli a bassa e media intensità derivano quotidianamente anche da attività sanitarie. “O decidiamo dove metterli o facciamo finta che non esistano. Ma li produciamo ogni giorno”.

Intelligenza artificiale e data center: una nuova domanda energetica

L’Intelligenza artificiale apre un fronte inedito per la politica energetica. Per la prima volta, lo Stato interviene direttamente sul consumo di energia. “A giorni usciremo con una norma sui data center” annuncia il Ministro.

I data center sono grandi consumatori di energia ma anche produttori di calore: la loro localizzazione non potrà essere casuale. Secondo le stime, entro il 2040-2045 la domanda potrebbe arrivare a 20 terawatt.

Il ruolo strategico del Piemonte

Il Piemonte, insieme a Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, può giocare un ruolo centrale: “È una delle principali aree produttive d’Europa”.

Anche la Puglia può giocare un ruolo importante in quanto il suo territorio  è attraversato dai grandi cavi internazionali delle comunicazioni digitali, dall’Inghilterra all’India.

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