- 24/06/2026
- Redazione
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Energia cara e crisi di Hormuz: gli italiani sono tra i più propensi in Europa ad acquistare auto elettriche e pompe di calore. Ecco cosa rivela il sondaggio
L’impennata delle preoccupazioni sulla sicurezza energetica e il timore di nuovi rincari stanno cambiando le scelte dei consumatori europei. E tra tutti i Paesi analizzati, l’Italia emerge come uno dei mercati più orientati ad abbracciare le tecnologie della transizione energetica, dalle auto elettriche alle pompe di calore.
È quanto emerge dalla prima fase di un programma di ricerca paneuropeo realizzato da Verian su incarico della European Climate Foundation (ECF), che ha coinvolto sei Paesi: Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito.
Lo studio analizza in che modo l’andamento dei prezzi dell’energia e le pressioni stagionali influenzino gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti dell’elettrificazione.
Tre europei su quattro prevedono energia cara anche in futuro
La fotografia che emerge dall’indagine è chiara: circa tre quarti degli europei ritengono che i prezzi dell’energia resteranno elevati anche nel lungo periodo. Una prospettiva che sta già incidendo concretamente sui bilanci delle famiglie e che alimenta la ricerca di soluzioni in grado di garantire maggiore stabilità e indipendenza energetica.
In questo scenario, l’elettrificazione assume un ruolo sempre più centrale. Un numero crescente di cittadini associa infatti tecnologie come i veicoli elettrici e le pompe di calore non soltanto agli obiettivi climatici, ma anche alla necessità di rafforzare la sicurezza energetica e ridurre l’esposizione alle turbolenze dei mercati internazionali.
Italia tra i Paesi più favorevoli all’abbandono dei combustibili fossili
Nel confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia si distingue nettamente. Il 62% degli italiani sostiene la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, una delle percentuali più elevate registrate nell’indagine.
Non solo. L’interesse verso veicoli elettrici e pompe di calore risulta superiore rispetto a quello rilevato in altri mercati europei. Una quota significativa di cittadini italiani afferma inoltre di essere oggi più incline a valutare l’acquisto di un’auto elettrica proprio a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti.
Credit: Verian
Il vero ostacolo resta il costo
Se la propensione all’adozione cresce, permane però un freno che accomuna gran parte dei consumatori europei: l’accessibilità economica.
Secondo la ricerca, il 70% degli intervistati chiede veicoli elettrici più accessibili dal punto di vista dei prezzi. Per quanto riguarda le pompe di calore, il principale ostacolo continua a essere rappresentato dall’investimento iniziale necessario per l’installazione.
L’interesse, dunque, non manca. A pesare sono soprattutto i costi che rendono più difficile il passaggio alle tecnologie pulite.
Ampio consenso per incentivi e infrastrutture
Lo studio evidenzia però anche un consenso molto ampio sulle misure considerate utili per accelerare la transizione.
In tutti i Paesi coinvolti, raccolgono un forte sostegno il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, il supporto alla ricarica domestica, gli incentivi all’acquisto e gli strumenti finanziari capaci di facilitare l’accesso a veicoli elettrici e pompe di calore.
Si tratta di interventi percepiti come concreti e immediatamente efficaci per ridurre le difficoltà economiche che ancora frenano molte famiglie.
L’esperienza diretta cambia la percezione dei benefici
La ricerca mette, inoltre, in luce un importante divario di percezione. Chi utilizza già tecnologie elettriche tende infatti a riconoscerne più chiaramente i vantaggi, soprattutto in termini di protezione dall’instabilità dei prezzi energetici.
Al contrario, tra il pubblico che non ha ancora adottato queste soluzioni permane una maggiore incertezza. Un elemento che, secondo i ricercatori, dimostra come l’esperienza diretta rappresenti uno dei fattori più efficaci nel modificare opinioni e atteggiamenti.
Verian: “Gli italiani più sensibili agli effetti delle tensioni geopolitiche”
Particolarmente significativo il commento dei ricercatori di Verian, che collegano il risultato italiano anche alla crescente attenzione verso i rischi geopolitici legati alle forniture energetiche.
“I consumatori italiani si stagliano su tutti i loro omologhi di altri Paesi UE”, spiegano i ricercatori. “Un atteggiamento probabilmente legato anche alla posizione geopolitica di un Paese pesantemente dipendente da forniture estere, oggi sempre più esposte alle tensioni geopolitiche come si è visto ad Hormuz”.
Lo studio non si fermerà a questa prima rilevazione. Verian ha infatti annunciato nuove rilevazioni del sondaggio in autunno e successivamente dopo l’inverno.
“Andremo avanti a misurare questi spostamenti, con altre rilevazioni del sondaggio in autunno e poi ancora dopo l’inverno, per vedere gli effetti dell’onda lunga di Hormuz. Vogliamo capire quanto la crisi abbia inciso sulle percezioni”, concludono i ricercatori.
L’obiettivo sarà verificare se le tensioni internazionali e la persistente incertezza sui mercati energetici continueranno a influenzare le scelte dei consumatori e ad accelerare la diffusione delle tecnologie della transizione energetica.





































































































































































































































































































































































































