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Alla Camera dei Deputati i risultati della ricerca Project Tempo: italiani divisi sul nucleare, ma aperti agli SMR

Il nucleare torna al centro del dibattito energetico italiano, ma la vera sfida non è solo tecnologica o politica: è sociale. Se n’è discusso alla Camera dei Deputati durante l’evento “Piattaforma nucleare sostenibile: costruire la fiducia sociale”, organizzato da WEC Italia con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e associazioni

L’incontro ha affrontato i nodi centrali per l’avvio di una piattaforma nazionale sul nucleare sostenibile, evidenziando come informazione, trasparenza, innovazione e investimenti siano elementi fondamentali per creare consenso e superare le diffidenze.

Italia pronta dal punto di vista tecnico, ma serve un quadro regolatorio e sociale

“L’Italia ha competenze e capacità industriali pronte a sostenere l’attuazione della piattaforma nazionale del nucleare sostenibile”, ha dichiarato Marco Margheri, Presidente di WEC Italia, in collegamento da Washington. Il Paese – ha aggiunto – può giocare un ruolo da protagonista sia sul fronte della fissione nucleare avanzata, sia su quello, ancora più promettente, della fusione, in cui esistono eccellenze riconosciute.

Tuttavia, ha sottolineato Margheri, “è importante che le istituzioni sviluppino fin da subito quadri regolatori chiari e favorevoli agli investimenti”, e che si lavori alla costruzione della fiducia nelle comunità locali.

Squeri: “Il percorso passerà da un referendum”

Il tema della fiducia è stato ripreso anche dall’On. Luca Squeri, Segretario della Commissione Attività Produttive alla Camera: “Nei prossimi giorni arriverà in Parlamento il disegno di legge per il ritorno del nucleare. Il percorso passerà inevitabilmente da un referendum e dovrà superare l’effetto NIMBY (Not In My Back Yard)”.

Squeri ha ricordato come negli anni ’60 il nucleare fosse visto positivamente anche da molti ambientalisti, salvo poi subire un rallentamento per interessi legati ai combustibili fossili. “Oggi – ha concluso – stiamo riprendendo quel cammino. Serve una cittadinanza consapevole del ruolo chiave del nucleare”.

Project Tempo: italiani divisi, ma pronti a valutare i benefici

Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati della ricerca condotta da Project Tempo, centro indipendente di analisi sociale e politica. L’indagine, svolta a settembre 2025 su un campione di oltre 48.000 cittadini italiani ed europei, mostra un’Italia spaccata sull’energia nucleare: il 40% si dichiara favorevole, il 40% contrario.

Il dato assume un significato particolare considerando che il nucleare è assente dal mix energetico italiano da decenni. Secondo lo studio, il giudizio degli italiani migliora quando emergono benefici diretti sul territorio: aria più pulita, bollette più basse, nuovi posti di lavoro e investimenti in infrastrutture. L’opposizione, quindi, non è ideologica, ma legata alla percezione di rischi e all’assenza di garanzie concrete.

Interessante il dato relativo ai reattori modulari di piccola taglia (SMR), che raccolgono il 64% dei consensi, contro il 47% dei reattori tradizionali. Inoltre, il 56% degli italiani immagina per il futuro un sistema energetico ibrido, che combini rinnovabili e nucleare per raggiungere la neutralità climatica.

Leggi anche: Transizione energetica: tra conservazione e innovazione. Si può?

Fiducia, sicurezza, sostenibilità: le condizioni per l’accettazione

La ricerca mette in luce come la sicurezza, la sostenibilità e l’allineamento con gli obiettivi climatici siano condizioni fondamentali per l’accettazione pubblica del nucleare. Di contro, la percezione di rischi per la salute, l’ambiente e la qualità della vita resta la principale barriera.

Il messaggio dell’evento è chiaro: l’Italia dispone degli strumenti tecnici e industriali per tornare protagonista nel nucleare, ma il percorso dovrà essere costruito insieme ai cittadini, attraverso partecipazione, ascolto e trasparenza. Solo così sarà possibile costruire una piattaforma nucleare sostenibile realmente condivisa.

Nucleare, Salvemini (MASE): “Costruire consenso è fondamentale”

Francesca Salvemini, capo della segreteria tecnica del MASE, ha sottolineato come il consenso sul territorio sia cruciale per ogni progetto infrastrutturale, in particolare per il nucleare, che ancora oggi suscita timori legati a eventi del passato. Tuttavia, ha spiegato, proprio quegli incidenti hanno spinto l’industria a sviluppare tecnologie più sicure: “Non è un ritorno al passato, ma un ritorno al futuro”.

Secondo Salvemini, la Piattaforma per un nucleare sostenibile, promossa dal Governo, è stata un momento di confronto serio e non divisivo. Ha rappresentato il culmine di un percorso iniziato un anno e mezzo fa, culminato ora con l’approvazione del disegno di legge per il rilancio del nucleare in Italia, che approderà presto in Parlamento per un dibattito pubblico ampio e partecipato.

Ferrazza (Eni): “La fusione ha potenzialità enormi”

Francesca Ferrazza di Eni ha illustrato l’impegno dell’azienda nello sviluppo della fusione nucleare come fonte energetica scalabile da integrare in rete, nell’ambito della propria strategia di decarbonizzazione. “La fusione è una tecnologia di frontiera, ma con grandi potenzialità commerciali”, ha detto. Ha poi sottolineato l’importanza della comunicazione trasparente, ricordando come sondaggi condotti da Eni abbiano mostrato un crescente interesse da parte dell’opinione pubblica.

Gentile (Ansaldo): “Fiducia e trasparenza per il ritorno del nucleare”

Daniela Gentile, AD di Ansaldo Nucleare, ha indicato nella fiducia la chiave per il futuro del nucleare in Italia. Non si tratta solo di una sfida tecnologica, ma culturale e relazionale. Le industrie, ha detto, devono ascoltare, spiegare e coinvolgere, comunicando in modo trasparente e accessibile per superare la diffidenza. “Il nucleare ha bisogno di una visione di lungo periodo e di messaggi concreti”.

Iaccarino (Enel): “Con Newcleo Italia valutiamo la fattibilità degli SMR”

Fabrizio Iaccarino, responsabile Affari istituzionali di Enel, ha evidenziato come il nucleare, se sicuro ed economicamente sostenibile, può offrire grandi quantità di energia decarbonizzata, con minori rischi geopolitici. Enel punta a valutare nei prossimi due anni, attraverso la partecipazione in Newcleo Italia (di cui detiene il 51%), la fattibilità degli small modular reactors (SMR), considerati più adatti del nucleare tradizionale per costi e tempi di realizzazione.

Olivieri (Edison): “Verso un distretto nucleare integrato nel territorio”

Valeria Olivieri di Edison ha presentato una visione del nucleare innovativa e territoriale: “Non guardiamo più ai grandi impianti isolati, ma a piccoli reattori integrabili nei contesti urbani e industriali”. Questi impianti possono offrire anche calore e idrogeno, contribuendo alla decarbonizzazione. Edison immagina la nascita di “distretti nucleari”, con ricadute positive anche sull’economia locale.

Corrado (MASE): “Comunicazione strategica quanto le infrastrutture”

Infine, Fiorella Corrado, responsabile della comunicazione del MASE, ha evidenziato come il futuro del nucleare dipenda non solo da scelte tecniche o finanziarie, ma anche dalla capacità di costruire consenso e fiducia attraverso una comunicazione efficace, da considerare alla pari di un investimento strategico.

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