- 20/06/2026
- Redazione
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Il fotovoltaico si conferma la principale fonte rinnovabile in Italia a maggio 2026. La domanda elettrica nazionale cresce del 2,1% mentre le rinnovabili coprono il 52,8% del fabbisogno energetico
L’Italia continua a consumare più energia elettrica e lo fa in un contesto in cui le fonti rinnovabili mantengono un ruolo centrale nel mix energetico nazionale. I dati diffusi da Terna mostrano che a maggio 2026 la domanda di elettricità è aumentata del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre le fonti rinnovabili hanno coperto il 52,8% del fabbisogno nazionale.
A sostenere questa crescita non è soltanto l’aumento dei consumi delle famiglie e dei servizi, ma soprattutto il consolidamento della ripresa industriale. Secondo le elaborazioni di Terna sull’indice IMCEI, che monitora i consumi elettrici di circa mille imprese ad alta intensità energetica, da novembre 2024 si registra una crescita media annua del 5% sui dati mensili corretti dagli effetti di calendario.
Fabbisogno elettrico in aumento nei primi cinque mesi del 2026
Nel mese di maggio il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto quota 24,8 TWh. Nonostante il mese abbia avuto un giorno lavorativo in meno rispetto a maggio 2025, con 20 giornate lavorative contro 21, la domanda è comunque cresciuta.
A incidere sull’incremento sono state anche le temperature registrate nell’ultima parte del mese. Negli ultimi dieci giorni di maggio, infatti, i valori termici hanno superato la media stagionale fino a 6 gradi centigradi, contribuendo all’aumento dei consumi energetici. Considerando gli effetti di calendario e temperatura, la crescita corretta della domanda sale al 2,6%.
L’incremento ha interessato l’intero territorio nazionale: al Nord la domanda è aumentata dell’1,4%, al Centro del 2,6%, mentre Sud e Isole hanno registrato la crescita più marcata con un +3,3%.
Su base annuale, i primi cinque mesi del 2026 evidenziano un aumento del fabbisogno elettrico del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Industria, nove mesi consecutivi di crescita
Uno dei segnali più significativi arriva dal settore industriale. L’indice IMCEI elaborato da Terna ha registrato a maggio un incremento del 2,2%, segnando il nono mese consecutivo di crescita.
Nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2026, l’indice mostra una crescita complessiva del 4,5% rispetto ai primi cinque mesi del 2025, confermando una fase di espansione dei consumi energetici delle imprese.
I settori che crescono e quelli in difficoltà
L’analisi dei diversi comparti industriali evidenzia un quadro articolato. A trainare la crescita dei consumi elettrici sono stati soprattutto i settori del cemento, della calce e del gesso, insieme alla siderurgia, alle industrie delle ceramiche e del vetro e al comparto dei mezzi di trasporto, tutti in territorio positivo rispetto allo scorso anno.
Segnali meno favorevoli arrivano invece dai metalli non ferrosi, dall’industria alimentare, dal settore chimico e dalla meccanica, che hanno registrato una flessione dei consumi. Sostanzialmente invariata, infine, la situazione dell’industria cartaria, che continua a mantenersi su livelli stabili.
Servizi in moderata espansione
Anche il settore dei servizi continua a mostrare segnali di crescita. L’indice IMSER, elaborato da Terna sulla base dei dati raccolti dai principali gestori delle reti di distribuzione elettrica italiane, ha registrato a marzo 2026 un aumento dell’1,3%.
Nel complesso, il primo trimestre dell’anno evidenzia una crescita dell’1,4%, confermando un andamento moderatamente positivo dei consumi energetici legati alle attività del terziario.
Produzione nazionale stabile, cresce il ricorso all’estero
Nel mese di maggio la produzione nazionale ha soddisfatto l’84,6% della domanda elettrica italiana, mentre il restante 15,4% è stato coperto attraverso gli scambi energetici con l’estero.
La produzione nazionale netta si è attestata a 21,6 TWh, sostanzialmente stabile rispetto a un anno fa (+0,1%). È invece aumentato del 17,5% il saldo estero, effetto di una crescita delle importazioni pari all’11,6% e di una riduzione delle esportazioni del 26,2%.
In aumento anche la produzione termoelettrica (+9%), chiamata a compensare il forte calo registrato dall’idroelettrico.
Fotovoltaico protagonista: è la prima fonte rinnovabile del mese
Il dato più rilevante del mese riguarda ancora una volta il fotovoltaico. Con oltre 6 TWh prodotti, il solare si conferma la principale fonte rinnovabile del sistema elettrico italiano.
La produzione fotovoltaica è cresciuta del 19,3% rispetto a maggio 2025 grazie soprattutto all’espansione della capacità installata, aumentata di 2,6 GW dall’inizio dell’anno.
L’incremento complessivo della produzione è stato pari a 975 GWh. Di questi, 842 GWh derivano dalla maggiore capacità installata, mentre altri 133 GWh sono attribuibili al maggiore irraggiamento solare.
Le altre fonti rinnovabili
Nel complesso, le rinnovabili hanno coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale, un valore inferiore al 57,7% registrato nello stesso mese del 2025.
Le diverse tecnologie hanno però mostrato andamenti molto differenti:
- idroelettrico: -38,5%;
- biomasse: -7,3%;
- geotermico: -5,8%;
- eolico: +14,5%;
- fotovoltaico: +19,3%.
Il confronto evidenzia come il solare continui a beneficiare dell’espansione degli impianti installati, mentre l’idroelettrico resta maggiormente esposto alle condizioni meteorologiche e alla disponibilità della risorsa idrica.
Cresce la capacità rinnovabile installata
Secondo le rilevazioni di Terna, nel solo mese di maggio la capacità rinnovabile installata in Italia è aumentata di 493 MW.
Di questi, 141 MW provengono da impianti solari ed eolici collegati alla rete in alta tensione.
Al 31 maggio 2026 la potenza rinnovabile complessivamente installata nel Paese ha raggiunto 86,42 GW. Nel dettaglio: 46,12 GW di impianti fotovoltaici; 13,91 GW di impianti eolici.
Accumuli energetici sempre più diffusi
Continua infine la crescita dei sistemi di accumulo. In Italia risultano installati 938.727 impianti, per una capacità complessiva di 19,16 GWh e una potenza nominale pari a 7,9 GW.
Numeri che confermano come l’evoluzione del sistema energetico nazionale proceda parallelamente allo sviluppo delle fonti rinnovabili e delle tecnologie necessarie a gestirne la crescente presenza nella rete elettrica.






















































































































































































































































































































































































