- 29/01/2026
- Redazione
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Il primo Forum europeo sui Piccoli Reattori Modulari apre il confronto sulla strategia UE: opportunità, sicurezza, investimenti e ruolo degli SMR nella transizione energetica
I piccoli reattori modulari entrano ufficialmente nell’agenda politica europea. A Bruxelles si è svolto il primo Forum delle parti interessate sui Small Modular Reactors (SMR), un appuntamento chiave che anticipa la strategia della Commissione europea sul nucleare di nuova generazione, attesa nei prossimi mesi.
L’evento, organizzato dall’Alleanza europea dell’industria sugli SMR con il sostegno della Commissione, ha riunito oltre 100 partecipanti in presenza e centinaia di collegati online: istituzioni europee, decisori politici, industria, mondo della ricerca, organizzazioni internazionali e società civile. Un confronto ampio, pensato per andare oltre gli addetti ai lavori e includere anche le implicazioni sociali e politiche di queste tecnologie.
Jørgensen: “Energia affidabile e decarbonizzazione dell’industria”
Ad aprire i lavori è stato il commissario europeo per l’Energia e l’Alloggio, Dan Jørgensen, che ha sottolineato il potenziale strategico degli SMR: «Oltre a generare elettricità, gli SMR offrono opportunità di ampio respiro: dall’aiutare i produttori di acciaio e prodotti chimici a decarbonizzare, fino a fornire ai cittadini energia affidabile e a basse emissioni per il teleriscaldamento».
Un messaggio chiaro: i piccoli reattori modulari non sono pensati solo come alternativa alle grandi centrali nucleari, ma come strumento flessibile per accompagnare la transizione energetica, soprattutto nei settori più difficili da decarbonizzare.
Verso la strategia europea sugli SMR
Il Forum ha rappresentato una piattaforma di ascolto e confronto in vista della prossima comunicazione della Commissione su una strategia europea per gli SMR, che punta ad accelerarne sviluppo e diffusione nel prossimo decennio.
Tra gli obiettivi dichiarati:
garantire un alto contenuto industriale europeo nei progetti;
rafforzare la catena del valore interna;
promuovere la leadership dell’Europa anche sui reattori modulari avanzati (AMR).
Le discussioni hanno preso le mosse sia dal piano d’azione strategico dell’Alleanza sia dai risultati dell’invito a presentare contributi pubblici, chiuso lo scorso dicembre.
Sicurezza, consenso pubblico e rifiuti: i nodi aperti
Il dibattito non ha evitato i temi più sensibili. Al centro del confronto:
il coinvolgimento dell’opinione pubblica e le sfide socio-politiche;
il ruolo degli SMR nel raggiungimento degli obiettivi climatici UE;
le applicazioni intersettoriali, dall’industria chimica alla siderurgia;
la sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti radioattivi.
La Commissione ribadisce la propria neutralità tecnologica, lasciando agli Stati membri la scelta del mix energetico, ma pone condizioni stringenti: standard elevatissimi di sicurezza, radioprotezione per cittadini e lavoratori, gestione responsabile del combustibile esaurito e garanzie di non proliferazione.
SMR, tra potenzialità industriali e sfide economiche
Dal punto di vista tecnologico, gli SMR sono considerati una soluzione complementare alle centrali nucleari tradizionali. Più piccoli, modulari e potenzialmente più rapidi da costruire, potrebbero fornire elettricità a basse emissioni e calore industriale, contribuendo anche al teleriscaldamento urbano.
Restano però diverse criticità:
la sostenibilità economica dei progetti;
la necessità di processi autorizzativi più prevedibili e semplificati;
lo sviluppo di catene di approvvigionamento affidabili;
l’individuazione di siti idonei;
un dialogo trasparente e continuo con i territori coinvolti.
Gli investimenti necessari al nucleare europeo
Secondo le stime pubblicate dalla Commissione lo scorso anno, il settore nucleare europeo richiederà circa 241 miliardi di euro di investimenti entro il 2050, tra estensione della vita dei reattori esistenti e nuove costruzioni su larga scala.
A questi si aggiungono gli investimenti necessari per SMR, AMR, microreattori e, nel lungo periodo, per la fusione nucleare. Una sfida industriale e finanziaria che l’Europa intende affrontare mantenendo un equilibrio tra innovazione, sicurezza e consenso sociale.






















































































































































































































































































































































































