- 10/03/2026
- Redazione
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Studio di TEHA Group e Terna: la rete di trasmissione è decisiva per sicurezza energetica, competitività e integrazione delle rinnovabili. Investimenti da 23 miliardi entro il 2034
La rete di trasmissione elettrica nazionale si conferma un’infrastruttura chiave per la sicurezza energetica e la competitività dell’Italia. Lo evidenzia lo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma.
Il report fotografa l’evoluzione del sistema energetico europeo e nazionale, sottolineando il ruolo crescente delle fonti rinnovabili — in particolare solare ed eolico — e l’importanza della rete di trasmissione per integrarle in modo efficiente nel sistema elettrico.
Nel 2025, infatti, le rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione elettrica italiana, segnando un passaggio significativo nel percorso di decarbonizzazione e riduzione della dipendenza energetica dall’estero.
Il boom di solare ed eolico cambia il mix energetico
A livello globale, tra il 2010 e il 2024, i costi di produzione dell’energia rinnovabile sono crollati: circa –90% per il solare e –70% per l’eolico. Questa dinamica ha accelerato la diffusione delle tecnologie verdi.
In Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili. Considerando tutte le fonti rinnovabili, la quota arriva a circa la metà della produzione complessiva.
Anche in Italia il trend è evidente. Negli ultimi vent’anni:
la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata
la produzione termoelettrica è diminuita di oltre il 40%
Nel 2025 la potenza efficiente lorda installata nel Paese ha raggiunto quasi 82 GW, con una crescita del 44,3% rispetto al 2020. A questo si aggiungono oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata, destinata a entrare in funzione nei prossimi anni.
Il ruolo strategico della rete elettrica nazionale
Secondo Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna, la trasformazione del sistema energetico italiano rende sempre più centrale l’infrastruttura di trasmissione.
“Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, nel tempo, per il contenimento dei prezzi dell’energia per famiglie e imprese”.
La rete svolge infatti una funzione fondamentale: consente l’integrazione di rinnovabili e sistemi di accumulo, mantenendo stabilità e sicurezza del sistema elettrico.
Gli effetti economici degli investimenti sono rilevanti. Secondo lo studio:
1 euro investito nella rete genera 2,98 euro di valore della produzione
1 euro produce 1,31 euro di PIL
Nel complesso, gli investimenti previsti dal piano industriale di Terna nel prossimo quinquennio porteranno a:
35 miliardi di euro di valore della produzione
16,2 miliardi di euro di PIL
quasi 40 mila posti di lavoro medi annui
Energia più sicura ma ancora esposta al prezzo del gas
L’aumento delle rinnovabili ha già prodotto effetti sulla sicurezza energetica. Tra il 2010 e il 2024 la dipendenza energetica dell’Italia è diminuita di circa 9 punti percentuali.
Nonostante ciò, il sistema resta fortemente influenzato dal mercato del gas: nel 2024 il prezzo del gas ha determinato il prezzo dell’energia elettrica per oltre il 60% delle ore.
L’integrazione crescente di fonti non programmabili come sole e vento introduce inoltre nuove sfide operative per la gestione della rete:
regolazione della frequenza
stabilità della tensione
gestione dei picchi di produzione
Per questo diventano essenziali investimenti in tecnologie di rete, sistemi di accumulo e competenze tecniche.
Investimenti infrastrutturali e interconnessioni con l’Europa
Il Piano di sviluppo decennale di Terna prevede 23 miliardi di euro di investimenti entro il 2034, con l’obiettivo di:
aumentare di circa 15 GW la capacità di scambio di energia
rafforzare le interconnessioni con l’estero
facilitare l’integrazione delle nuove rinnovabili
La rete italiana presenta già indicatori di efficienza competitivi a livello europeo. Nel 2024 il costo della trasmissione è stato 11,2 €/MWh, inferiore a quello di Paesi come:
Francia (12,1 €/MWh)
Spagna (15 €/MWh)
e nettamente sotto la media europea di 16,5 €/MWh.
Verso il mix energetico del 2050
Secondo Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, la rete di trasmissione non è più solo un’infrastruttura tecnica.
“È una leva strategica di politica industriale e sicurezza economica, capace di attivare filiere industriali, occupazione e valore per il sistema Paese”.
Guardando al lungo periodo, lo studio suggerisce di costruire un mix energetico equilibrato, con:
forte presenza di solare ed eolico
una quota 10–15% di tecnologie programmabili a basse emissioni
Una combinazione che consentirebbe di garantire sicurezza del sistema elettrico, sostenibilità economica e stabilità dei prezzi nel percorso verso gli obiettivi climatici del 2040-2050.
































































































































































































































































































































