Impianto di energia rinnovabile simbolo della transizione verso l’energia pulita
Condividi questo articolo

L’energia pulita è al centro della doppia sfida del nostro tempo: combattere il cambiamento climatico e garantire sviluppo e diritti a miliardi di persone. I dati ONU e l’appello di Guterres

L’energia è diventata il terreno su cui si gioca una delle partite decisive del nostro tempo. Da una parte la necessità di non lasciare indietro nessuno, dall’altra l’urgenza di proteggere il Pianeta da un cambiamento climatico sempre più rapido e destabilizzante. È in questo spazio che l’energia pulita si impone come soluzione non più rinviabile.

Nel mondo di oggi, segnato da eventi climatici estremi e crescenti disuguaglianze, l’accesso a fonti energetiche affidabili e sostenibili non è soltanto una questione ambientale: è un tema di diritti, sviluppo e giustizia sociale.

Energia pulita: una questione di equità globale

Nonostante i progressi tecnologici, 666 milioni di persone vivono ancora senza elettricità, oltre l’85% delle quali nell’Africa subsahariana. Per milioni di famiglie, l’assenza di energia significa scuole senza luce, ospedali senza apparecchiature adeguate, attività economiche impossibili da avviare.

Il legame tra energia, sviluppo socioeconomico e sostenibilità ambientale è ormai evidente. Dove manca l’accesso a fonti pulite e affidabili, la povertà tende a perpetuarsi. Ancora oggi 1,5 miliardi di persone nelle aree rurali utilizzano sistemi di cottura pericolosi e altamente inquinanti, come la combustione di legna o letame. Solo nell’Africa subsahariana, il numero di persone senza accesso a sistemi di cottura puliti cresce di 14 milioni ogni anno, spinto dall’aumento demografico.

SDG 7: il mondo è in ritardo sull’obiettivo 2030

L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 7 delle Nazioni Unite punta a garantire entro il 2030 energia accessibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti. Ma i dati indicano chiaramente che il mondo non è sulla traiettoria giusta.

Eppure, qualche segnale incoraggiante c’è. Nei Paesi in via di sviluppo, la capacità installata di energie rinnovabili pro capite è più che raddoppiata nell’ultimo decennio: dai 155 watt del 2015 ai 341 watt attuali. Un progresso significativo, ma ancora insufficiente rispetto alla portata della sfida.

Energia pulita e clima: la scienza non lascia alternative

Oltre il 75% delle emissioni globali di gas serra deriva dalla combustione di combustibili fossili per produrre energia. Petrolio, carbone e gas continuano a essere i principali responsabili dell’effetto serra che sta riscaldando il pianeta.

“La scienza è chiara”, sottolinea da tempo la comunità internazionale: per limitare l’aumento delle temperature dobbiamo ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili e investire in fonti rinnovabili. Solare, eolico, idroelettrico, geotermia e bioenergie sono abbondanti, rigenerabili e rilasciano pochissime emissioni.

Accanto alla produzione, anche l’efficienza energetica gioca un ruolo chiave: consumare meno energia a parità di servizi significa ridurre costi, inquinamento e pressione sulle risorse naturali.

La Giornata internazionale dell’energia pulita

Il 26 gennaio, proclamato Giornata Internazionale dell’Energia Pulita dall’Assemblea Generale dell’ONU, nasce come un appello globale per accelerare una transizione giusta e inclusiva. La data coincide simbolicamente con la fondazione dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), istituita nel 2009 per supportare i Paesi nel passaggio a sistemi energetici sostenibili.

I numeri raccontano una realtà netta:

  • i combustibili inquinanti usati per cucinare causano 3,2 milioni di morti premature ogni anno;

  • ogni dollaro investito nelle rinnovabili genera tre volte più posti di lavoro rispetto ai combustibili fossili.

Quando il solare cambia la vita: l’esempio Uganda

Ad Arua, nel nord dell’Uganda, l’energia solare sta diventando uno strumento concreto di riscatto sociale. Qui le Nazioni Unite supportano un’azienda che fornisce elettricità solare a consumo, rendendo accessibile l’energia anche a chi non potrebbe permettersi un allaccio tradizionale.

È un esempio di come le rinnovabili possano connettere comunità isolate, migliorare salute e istruzione e creare opportunità economiche dove prima regnavano buio e precarietà.

Accelerare la transizione: la tabella di marcia

Secondo António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, il mondo si avvicina a un temporaneo superamento della soglia di 1,5°C. La responsabilità collettiva è rendere questo sforamento “il più piccolo, breve e sicuro possibile”.

La strada è tracciata:

  • triplicare la capacità globale di energie rinnovabili entro il 2030;

  • potenziare e digitalizzare le reti elettriche;

  • ridurre il costo del capitale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo;

  • garantire che la transizione sia giusta, tutelando lavoratori e comunità.

“Un futuro di energia pulita è a portata di mano”, ha dichiarato Guterres. “Cogliamo l’attimo e portiamo la rivoluzione delle rinnovabili in ogni angolo del mondo”.

Condividi questo articolo