- 27/11/2025
- Redazione
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La Rimodulazione PNRR ottimizza le risorse per le CER, garantendo obiettivi confermati e pieno utilizzo dei fondi europei
L’annuncio della rimodulazione della dotazione finanziaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinata alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), deciso dal Governo, aveva suscitato preoccupazione negli operatori del settore.
Il MASE ha fatto sapere – con una nota – che l’intervento si inserisce nel quadro di una revisione complessiva del Piano, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e l’efficienza delle risorse, evitando la perdita di fondi europei cruciali.
Nel 2021, l’importo iniziale di 2,2 miliardi di euro era stato stanziato con l’intenzione di erogare prestiti a tasso zero fino al 100% dei costi ammissibili per le iniziative legate alle CER. Tuttavia, questo modello si è rivelato non del tutto compatibile con la dinamica attuativa delle progettualità e con le effettive esigenze finanziarie dei beneficiari. La necessità di una modifica è emersa per garantire il buon esito dell’iniziativa.
Dalla formulazione originale ai contributi a fondo perduto
Nel 2023, con la revisione del Piano, la modalità di sostegno è stata trasformata da prestiti a contributi a fondo perduto, una mossa che ha ottimizzato l’utilizzo delle risorse.
Tuttavia, per rispettare la normativa europea sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha fissato il limite massimo al 40% dei costi ammissibili, riducendo quindi l’intensità di supporto. Questo cambiamento ha determinato una significativa riduzione del fabbisogno complessivo di risorse per le CER, che si è adattato alle reali necessità del settore.
Il superamento degli obiettivi PNRR sulle FER
Per il MASE una notizia positiva che accompagna la rimodulazione è il superamento dell’obiettivo originario di nuova capacità di generazione elettrica da fonti rinnovabili (FER) fissato per il 2025. Al 20 novembre 2025, sono stati già superati i 1.730 MW di capacità, con oltre 1.759 MW registrati grazie alle domande presentate.
Questo risultato è stato possibile anche grazie alla recente modifica normativa che ha ampliato la platea di potenziali beneficiari, includendo anche i Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti.
Una rimodulazione per evitare rischi finanziari
Con questo riallineamento, fa sapere il MASE le risorse eccedenti sono state destinate ad altri interventi che presentano necessità più urgenti, evitando rischi di “reversal” e possibili tagli a fine Piano.
Nonostante ciò, la misura per le Comunità Energetiche Rinnovabili rimane pienamente operativa e viene ulteriormente supportata dalla creazione di una facility dedicata presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Il ruolo del Ministero e possibili futuri rifinanziamenti
Il Ministero, inoltre, fa sapere che si impegna attivamente a ricercare ulteriori risorse per le CER, attraverso il rifinanziamento della misura o la destinazione di altre risorse nazionali ed europee.
In caso di progetti che, pur essendo ammissibili, non risultassero finanziabili con l’attuale dotazione, il Ministero monitorerà costantemente la situazione per intercettare nuovi fondi non appena disponibili.
































































































































































































































































































































