Condividi questo articolo

Pichetto Fratin rilancia sulle rinnovabili, difende il Fer X e smonta il tema del gas russo: «Non abbasserebbe le bollette degli italiani»

La sfida energetica dell’Italia passa dalle fonti rinnovabili. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine del Forum della Pubblica Amministrazione in corso a Roma.

Secondo il ministro, il Paese sta rispettando il cronoprogramma previsto per la crescita delle energie rinnovabili, ma l’obiettivo deve essere ancora più ambizioso. La priorità è aumentare la capacità produttiva nazionale per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dall’estero.

«Dobbiamo crescere, crescere e crescere con le rinnovabili», ha sottolineato il ministro, evidenziando come una maggiore produzione interna rappresenti anche un elemento di autonomia strategica per il sistema energetico italiano.

Stretto di Hormuz e carburanti, l’attesa è per la riapertura

Tra i temi affrontati anche le tensioni internazionali e le possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia. Il riferimento è alla situazione dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio mondiale di petrolio e gas.

Pichetto Fratin ha ricordato che a inizio luglio il Governo ha prorogato il meccanismo sulle accise, pur modificandone l’importo, portandolo a 6,10 centesimi. Una misura che si inserisce in un contesto di forte incertezza internazionale.

L’auspicio del ministro è che si possa arrivare rapidamente a un armistizio e alla riapertura dello stretto, passaggio considerato essenziale per riportare gradualmente equilibrio sui mercati energetici.

Secondo il titolare del dicastero dell’Ambiente, anche nel caso di una normalizzazione della situazione non si tornerà necessariamente alle condizioni precedenti, perché ogni fase di instabilità lascia inevitabilmente effetti sul mercato. Tuttavia, l’obiettivo resta quello di ristabilire un equilibrio che possa contenere le tensioni sui prezzi.

«Il gas russo non farebbe diminuire le bollette»

La replica alle pressioni per il ritorno delle forniture da Mosca

Uno dei passaggi più netti riguarda il dibattito politico sul possibile ritorno del gas russo come strumento per ridurre il costo dell’energia.

Pichetto Fratin ha respinto questa lettura, sostenendo che per i consumatori italiani non cambierebbe nulla in termini di prezzo finale.

Il motivo, ha spiegato, è legato al funzionamento del mercato europeo del gas. Indipendentemente dalla provenienza della materia prima, il prezzo viene infatti determinato dalle quotazioni del TTF, il principale indice di riferimento europeo.

Per questo motivo, ha osservato il ministro, il gas americano, quello algerino o qualsiasi altra fornitura internazionale finiscono per assumere lo stesso valore di mercato. Eventuali differenze di costo all’origine riguardano esclusivamente gli operatori che effettuano le transazioni commerciali e non si traducono automaticamente in bollette più basse per famiglie e imprese.

Via libera al Fer X: 37 gigawatt per accelerare la transizione

Prevista una serie di aste nei prossimi anni

Ampio spazio anche al nuovo Fer X, il meccanismo destinato a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Pichetto Fratin ha confermato l’approvazione del provvedimento, che mette in campo complessivamente 37 gigawatt di nuova capacità.

Di questi, 10 gigawatt riguarderanno impianti sotto il megawatt, mentre i restanti 27 gigawatt saranno assegnati attraverso procedure competitive.

Il ministro ha spiegato che il calendario definitivo è ancora in fase di valutazione insieme agli uffici tecnici, ma l’obiettivo è quello di avviare la prima asta il prima possibile. Non ha voluto indicare date precise, pur ammettendo di sperare in una partenza prima della pausa estiva.

L’orientamento, comunque, è quello di mantenere una cadenza regolare: un’asta ogni sei mesi. Tradotto in termini pratici, il programma potrebbe svilupparsi attraverso circa sei o sette aste complessive.

Eolico, nessuna decisione sulle tariffe

Il Governo valuterà eventuali modifiche

Sul fronte dell’eolico, il ministro ha lasciato aperta la porta a possibili valutazioni future, senza però annunciare interventi immediati.

La questione nasce dalle osservazioni di alcuni operatori del settore, secondo cui le tariffe previste dal Fer X transitorio sarebbero troppo basse e avrebbero contribuito alla scarsa partecipazione alle prime aste.

Pichetto Fratin ha ricordato che il tema riguarda sia l’eolico onshore sia il futuro Fer 2, precisando che eventuali modifiche saranno valutate successivamente.

Allo stato attuale, tuttavia, il ministro non ritiene che vi sia una criticità tale da richiedere un intervento urgente. Anzi, ha evidenziato come, nel sistema dei contratti per differenza, l’eolico a terra sia in grado di sostenersi autonomamente.

Sull’eventuale conferma delle attuali tariffe anche nel regime definitivo del Fer X, il ministro non si è sbilanciato: la valutazione resta aperta e sarà effettuata nei prossimi mesi.

Condividi questo articolo