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Tensioni sullo Stretto di Hormuz, prezzi in bilico e strategie energetiche: le parole del ministro Pichetto Fratin

L’instabilità nello Stretto di Hormuz riporta al centro le preoccupazioni sui mercati energetici globali. «Speriamo che venga riaperto e che riparta il confronto tra Stati Uniti e Iran», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento “Il Santo Graal dell’Energia”.

L’auspicio è quello di un ritorno al dialogo e a un equilibrio geopolitico che possa evitare nuove impennate dei prezzi. Ma il quadro resta estremamente volatile: «Siamo ai colpi di scena di giorno in giorno ed è difficile prevedere cosa succederà nei prossimi giorni», ha aggiunto il ministro.

Gas russo: «Oggi escluso»

Sul fronte delle forniture energetiche, il governo italiano mantiene una linea netta. «L’Italia è perfettamente allineata con l’Unione Europea», ha spiegato Pichetto Fratin, escludendo al momento un ritorno al gas russo. «A oggi escludo», ha ribadito, lasciando eventuali valutazioni future a decisioni condivise a livello europeo.

Bollette e carburanti: interventi e limiti

Negli ultimi mesi, il governo è intervenuto per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Un provvedimento recente ha ridotto il costo dell’energia elettrica di circa il 20%. Tuttavia, la situazione internazionale ha complicato le previsioni.

L’apertura del fronte nel Golfo Persico ha provocato una forte oscillazione dei prezzi delle materie prime: il gas, inizialmente stimato tra 28 e 30 euro, ha raggiunto picchi di 62 euro per poi stabilizzarsi intorno ai 40. «Con oscillazioni del 20% anche nell’arco di poche ore, è difficile fare stime affidabili», ha sottolineato il ministro.

Carbone: chiusura confermata, ma resta una riserva

La strategia italiana prevede la chiusura delle centrali a carbone entro il 31 dicembre 2025. In realtà, gran parte degli impianti sulla terraferma è già ferma dal 2024, con l’eccezione della Sardegna.

Tuttavia, il governo non ha disposto lo smantellamento definitivo. «In una situazione di emergenza, con il gas sopra i 70 euro al megawattora, potrebbe essere necessario riattivarle», ha spiegato Pichetto Fratin. Una soglia oggi lontana, ma non impossibile in uno scenario di forte tensione.

Rinnovabili in crescita: obiettivo 2030

Sul fronte della transizione energetica, l’Italia procede secondo i piani. Attualmente la capacità installata da fonti rinnovabili è di circa 85 gigawatt, con l’obiettivo di raggiungere i 130 entro il 2030.

Negli ultimi mesi si è registrata un’accelerazione significativa, soprattutto per fotovoltaico ed eolico. «Le rinnovabili non devono più essere incentivate per stare in piedi», ha evidenziato il ministro, sottolineando come oggi siano in grado di produrre energia a costi inferiori rispetto al prezzo unico nazionale.

Nucleare: la sfida dei piccoli reattori

Parallelamente, il governo guarda al nucleare di nuova generazione. L’obiettivo, per ora, è costruire un quadro normativo che consenta future valutazioni.

Secondo Pichetto Fratin, nei primi anni del prossimo decennio potrebbero essere disponibili i cosiddetti piccoli reattori modulari (SMR), attualmente in fase di sperimentazione in diversi Paesi. Queste tecnologie potrebbero integrare il sistema energetico nazionale insieme a rinnovabili e gas, garantendo stabilità e continuità.

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