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Il crollo dei costi delle batterie rende l’energia solare affidabile e disponibile sempre. Nuovi dati Ember confermano la svolta nel 2025

L’energia solare ha compiuto un salto di qualità che potrebbe cambiare per sempre il sistema elettrico globale. Non è più solo una fonte abbondante e a basso costo nelle ore diurne: oggi può essere immagazzinata e utilizzata quando serve, di giorno come di notte, a prezzi ormai competitivi.

A certificarlo sono i nuovi dati del think tank energetico Ember, che fotografano un ulteriore e significativo crollo dei costi delle batterie anche nel 2025. Una dinamica che rende l’accumulo su larga scala non più un’opzione sperimentale, ma una soluzione economicamente matura.

Batterie a prezzi minimi storici: cosa dicono i numeri

Secondo l’analisi di Ember, a ottobre 2025 il costo dell’accumulo elettrico tramite grandi batterie è sceso a 65 dollari per megawattora (MWh) nei mercati globali al di fuori di Cina e Stati Uniti. Un livello che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile.

Ancora più eloquente è il costo complessivo di un sistema di accumulo a batteria connesso alla rete: 125 dollari per kilowattora (kWh) per impianti industriali di lunga durata (quattro ore o più). Di questi, circa 75 dollari/kWh sono riconducibili alle apparecchiature – in larga parte prodotte in Cina – mentre 50 dollari/kWh coprono installazione e connessione alla rete.

Un calo rapido e continuo: il mercato cambia passo

Il 2024 aveva già segnato una svolta, con una riduzione dei costi delle apparecchiature per batterie pari a circa il 40%. Il 2025 conferma e rafforza questa tendenza.

La ricerca si basa su dati concreti provenienti da aste recenti in Paesi chiave come Italia, Arabia Saudita e India, oltre a interviste con sviluppatori attivi nei principali mercati internazionali.

“Gli aspetti economici delle batterie sono ormai irriconoscibili rispetto al passato”, spiega Kostantsa Rangelova, Global Electricity Analyst di Ember. “Il settore sta solo ora iniziando a comprendere la portata di questo nuovo paradigma”.

Non solo costi più bassi: perché l’accumulo conviene davvero

Il crollo del LCOS (Levelized Cost of Storage), oggi stimato a 65 dollari/MWh, non dipende solo dal prezzo delle batterie. A fare la differenza sono anche:

  • una maggiore durata dei sistemi,

  • efficienze più elevate,

  • minori costi di finanziamento,

  • modelli di ricavo più stabili, come quelli garantiti dalle aste pubbliche.

Tutti fattori che hanno contribuito a rendere l’accumulo una componente strutturale del sistema elettrico.

Dal sole di giorno all’energia di notte: i conti tornano

Il vero cambio di prospettiva riguarda l’uso dell’energia solare. Se circa metà della produzione diurna viene immagazzinata per l’uso serale e notturno, il costo dell’accumulo aggiunge circa 33 dollari/MWh.

Considerando che nel 2024 il prezzo medio globale dell’energia solare era di 43 dollari/MWh, il risultato è un costo complessivo di circa 76 dollari/MWh per un’elettricità pulita e distribuita in modo molto più aderente alla domanda reale.

“Il solare non è più solo energia a basso costo nelle ore diurne: è diventato elettricità disponibile quando serve”, sottolinea Rangelova. “Una svolta cruciale per i Paesi con domanda in forte crescita e abbondanti risorse solari”.

Leggi anche: Ember: calo della domanda di gas in UE e Italia, aumentano elettrificazione e rinnovabili

Solare e batterie: l’ossatura del sistema energetico futuro

Le batterie a basso costo non si limitano a “correggere” i limiti del solare: ne sprigionano il pieno potenziale. Insieme, fotovoltaico e accumulo offrono una base scalabile, sicura e conveniente per costruire sistemi elettrici puliti e affidabili.

Per molti Paesi, soprattutto quelli emergenti, questa combinazione rappresenta oggi una delle opzioni più solide per affrontare crescita economica, sicurezza energetica e transizione climatica. La rivoluzione dell’energia, sempre più, passa anche da qui.

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