- 17/09/2025
- Redazione
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Nonostante un rallentamento generalizzato e un’ondata di cancellazioni che ha colpito diversi progetti annunciati negli anni passati, la produzione globale di idrogeno a basse emissioni si prepara comunque a una crescita significativa entro il 2030
È quanto emerge dall’edizione 2025 della Global Hydrogen Review, pubblicata dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che analizza in profondità lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo di uno dei vettori energetici più promettenti della transizione verde.
La crescita c’è, ma sotto le aspettative
La domanda globale di idrogeno ha toccato quasi 100 milioni di tonnellate nel 2024, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la quasi totalità di questa domanda continua a essere soddisfatta da idrogeno prodotto tramite combustibili fossili, senza sistemi di cattura della CO₂. Questo scenario frena gli obiettivi di decarbonizzazione che molti governi avevano legato all’adozione dell’idrogeno “verde” o “blu”.
Il rapporto dell’IEA sottolinea come l’ondata iniziale di entusiasmo – esplosa a inizio decennio – si sia scontrata con ostacoli concreti: aumento dei costi, ritardi normativi, infrastrutture carenti e incertezza sulla domanda. La pipeline globale di progetti si è ridotta: la produzione potenziale di idrogeno a basse emissioni entro il 2030 è scesa dai 49 milioni di tonnellate previsti un anno fa a 37 milioni. E non tutti questi progetti diventeranno realtà.
Eppure, l’IEA resta moderatamente ottimista. I progetti già operativi, in costruzione o con decisione finale di investimento potrebbero superare i 4 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030 – un aumento di oltre cinque volte rispetto al 2024. A questi si aggiungono altri 6 milioni di tonnellate potenziali, a patto che le politiche pubbliche riescano a stimolare concretamente la domanda.
“L’interesse degli investitori è stato enorme, ma ora è il momento delle scelte concrete,” ha dichiarato Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’IEA. “Servono politiche stabili, incentivi alla domanda e infrastrutture pronte all’uso per trasformare l’idrogeno in un pilastro della transizione energetica.”
Il ruolo dominante della Cina
La Cina si conferma il vero motore globale dell’idrogeno a basse emissioni. Con il 65% della capacità mondiale di elettrolizzatori installata o in fase avanzata di sviluppo e quasi il 60% della produzione globale di questi dispositivi, Pechino ha costruito un vantaggio competitivo difficilmente colmabile nel breve periodo.
Tuttavia, secondo l’IEA, anche la Cina dovrà affrontare nuove sfide. La capacità produttiva annuale supera già i 20 gigawatt, ben al di sopra della domanda reale, ponendo interrogativi sulla sostenibilità del mercato interno e sulla competitività all’estero, soprattutto considerando che i costi di installazione degli elettrolizzatori cinesi al di fuori del Paese non sono significativamente inferiori rispetto a quelli dei concorrenti internazionali.
Infrastrutture e trasporti: la sfida del settore marittimo
Un focus importante del rapporto riguarda l’utilizzo dell’idrogeno nei trasporti, in particolare nel settore marittimo. Le attuali infrastrutture portuali, secondo l’IEA, potrebbero rappresentare un punto di partenza efficace, grazie alla vicinanza ai siti industriali e alla competenza preesistente nella gestione di prodotti chimici. Circa 80 porti nel mondo dispongono già delle capacità tecniche per gestire carburanti alternativi a base di idrogeno, offrendo un’opportunità concreta per la decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Sud-est asiatico: un nuovo attore sulla scena
Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2025 della Global Hydrogen Review, c’è un’attenzione particolare al Sud-est asiatico. La regione, sebbene oggi conti solo su una produzione di circa 3.000 tonnellate annue di idrogeno a basse emissioni, potrebbe arrivare a produrne fino a 430.000 tonnellate entro il 2030.
La crescita sarà possibile solo con una rapida espansione delle energie rinnovabili, politiche industriali mirate e lo sviluppo di competenze tecniche. Molti dei progetti annunciati si trovano ancora in fase embrionale, ma il potenziale di trasformazione della regione è evidente.
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Il nuovo strumento: il tracker globale dell’idrogeno
A completare il rapporto, l’IEA ha lanciato un nuovo tracker online interattivo che consente di monitorare oltre 1.000 misure politiche adottate nel mondo, i costi regionali di produzione dell’idrogeno e lo stato di avanzamento dei progetti annunciati o in corso. Uno strumento pensato per investitori, policy maker e ricercatori, in grado di offrire una fotografia aggiornata del panorama globale.
L’idrogeno a basse emissioni resta uno degli assi portanti della decarbonizzazione globale. Ma il cammino è tutt’altro che lineare. La transizione dipenderà dalla capacità dei governi di rendere concreti gli impegni annunciati e dal dinamismo del settore privato nel superare gli attuali colli di bottiglia tecnologici ed economici.
Il 2030 si avvicina. E la corsa all’idrogeno, pur rallentata, è tutt’altro che finita.

































































































































































































































































































































































