- 14/09/2026
- Guglielmo Vacca
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Il FER X Definitivo introduce il nuovo regime di sostegno a regime per le fonti rinnovabili, con 37,15 GW di capacità, accesso diretto per gli impianti fino a 1 MW e procedure competitive per quelli di maggiore potenza. Ecco come funziona il meccanismo, quali sono i requisiti, le garanzie, i criteri di graduatoria e le principali scadenze
Il FER X Definitivo è operativo. Con il DM MASE n. 194 del 18 giugno 2026, il decreto direttoriale n. 82 del 7 agosto 2026 e le Regole Operative del GSE, prende forma il nuovo meccanismo di sostegno a regime per le fonti rinnovabili, in continuità con il FER X transitorio introdotto nel 2024.
La misura mette a disposizione complessivamente 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile: 10 GW sono riservati agli impianti fino a 1 MW, che possono accedere direttamente al meccanismo, mentre 27,15 GW sono destinati agli impianti di maggiore dimensione attraverso procedure competitive gestite dal GSE.
Per gli operatori, però, il punto non è soltanto la dimensione del contingente. Il FER X Definitivo introduce nuove regole di accesso, requisiti, cauzioni, criteri di graduatoria e tempistiche di realizzazione che rendono particolarmente importante preparare correttamente il progetto già nelle fasi preliminari.
E c’è già una prima scadenza da segnare in agenda: il 30 settembre 2026, termine entro il quale deve essere presentata la richiesta di qualifica preliminare per poter partecipare alla prima procedura competitiva, prevista per dicembre.
Vediamo quindi come funziona il nuovo meccanismo, chi può accedere e quali sono i passaggi e gli errori da evitare.
Che cos’è e quando parte
Il FER X Definitivo è il regime che dà continuità al meccanismo transitorio del 2024. Dopo il via libera della Commissione europea e il vaglio degli organi di controllo, il decreto è stato firmato il 18 giugno 2026 ed è entrato in vigore il 7 agosto 2026.
Al decreto principale si affiancano due atti: il decreto direttoriale n. 82/2026, che fissa il calendario delle gare, e le Regole Operative del GSE, che dettano la parte pratica. Queste ultime, per ora, coprono la fase iniziale (la qualifica preliminare), mentre le regole di dettaglio sulla manifestazione di interesse e sulla solidità finanziaria arriveranno con aggiornamenti successivi.
Come si accede: piccoli impianti e gare
Il meccanismo si divide in due canali, in base alla taglia dell’impianto.
Gli impianti fino a 1 MW accedono direttamente al supporto, senza gara, presentando la domanda all’entrata in esercizio; per questa fascia i prezzi li fissa l’ARERA. Gli impianti sopra 1 MW partecipano invece a gare competitive bandite dal GSE, offrendo un ribasso sul prezzo di riferimento fissato dal decreto.
Cambia anche il modo in cui l’incentivo viene erogato: sotto i 200 kW si applica una tariffa omnicomprensiva gestita dal GSE; dai 200 kW in su si usa un contratto per differenza a due vie, in cui il GSE integra la differenza quando il prezzo di mercato è basso e la recupera quando è alto. In entrambi i casi il diritto all’incentivo dura 20 anni.
Quanta capacità e a quali prezzi
Il volume complessivo è di 37,15 GW: 10 GW riservati all’accesso diretto (impianti fino a 1 MW) e 27,15 GW alle gare, così ripartiti tra le tecnologie — 10 GW fotovoltaico, 16,5 GW eolico, 0,63 GW idroelettrico, 0,02 GW gas da depurazione. L’accesso diretto resta aperto fino al 31 dicembre 2030 o, se prima, fino al raggiungimento dei 10 GW.
Per le gare, i prezzi di riferimento (in €/MWh) sono questi:
Tecnologia |
Prezzo minimo |
Prezzo di esercizio |
Base d’asta |
Fotovoltaico |
65 |
80 |
95 |
Eolico |
70 |
85 |
95 |
Idroelettrico |
80 |
90 |
105 |
Gas da depurazione |
75 |
85 |
100 |
Il valore più alto (prezzo di esercizio superiore) è la base d’asta su cui si offre il ribasso. Sono previsti due bonus sul prezzo: +27 €/MWh per il fotovoltaico che sostituisce coperture in eternit o amianto e +10 €/MWh per gli impianti su specchi d’acqua.
Una novità sono i coefficienti zonali, che sostituiscono la vecchia correzione geografica: non toccano il prezzo riconosciuto, ma influenzano la posizione in graduatoria, per premiare le localizzazioni più utili alla rete. Saranno definiti con un decreto successivo.
L’incentivo è cumulabile con agevolazioni fiscali, fondi di garanzia e fondi di rotazione, nonché con contributi in conto capitale, questi ultimi limitatamente agli impianti di nuova costruzione e nel limite del 40% del costo dell’investimento. Il meccanismo di sostegno resta invece alternativo allo Scambio sul Posto e al Ritiro Dedicato.
Il procedimento
L’accesso alle procedure competitive presuppone il conseguimento della qualifica preliminare, che si richiede tramite il Portale FER-X Definitivo mediante dichiarazione sostitutiva ai sensi del d.P.R. 445/2000.
Il procedimento non opera per silenzio-assenso: il GSE si pronuncia con provvedimento espresso entro 90 giorni dalla richiesta — ridotti a 60 per la sola prima procedura competitiva — al netto delle sospensioni dovute a richieste di integrazione documentale, a un eventuale preavviso di rigetto o comunque a cause non imputabili al Gestore. Una volta rilasciata, la qualifica ha validità di due anni, non prorogabili.
Conseguita la qualifica, la partecipazione all’asta richiede la presentazione della manifestazione di interesse. È in questa fase — e non in sede di qualifica — che il richiedente deve dimostrare la solidità finanziaria adeguata all’iniziativa (mediante dichiarazione o impegno di un istituto bancario, ovvero adeguata capitalizzazione) e versare la cauzione provvisoria, pari al 5% del costo di investimento, calcolato moltiplicando il costo specifico di investimento indicato nell’Allegato 1 per la quota di potenza per cui si chiede l’accesso.
Le manifestazioni di interesse per uno stesso progetto sono ammesse al massimo tre volte — computando anche quelle già presentate sotto il FER X transitorio, e salvo i tentativi in cui, pur avendo offerto al di sotto del prezzo di esercizio, l’impianto non sia rientrato in posizione utile.
Con l’istanza di partecipazione alla procedura competitiva si entra nella gara vera e propria: il richiedente formula l’offerta di riduzione percentuale sul prezzo di esercizio superiore e assume l’impegno a prestare la cauzione definitiva. Il GSE converte le offerte in prezzi, vi applica i coefficienti zonali e le ordina in senso crescente, ammettendo gli impianti in posizione utile fino a saturazione del contingente messo a bando; le graduatorie sono pubblicate entro dieci giorni lavorativi dalla chiusura della finestra di presentazione.
L’inserimento in posizione utile vale come impegno al riconoscimento del prezzo di aggiudicazione — cioè il prezzo di esercizio superiore decurtato del ribasso offerto — e obbliga a trasmettere la cauzione definitiva, pari al 10% del costo di investimento parametrato alla potenza ammessa, entro trenta giorni dalla pubblicazione della graduatoria con esito positivo.
Dall’aggiudicazione all’entrata in esercizio
Gli impianti aggiudicatari devono entrare in esercizio entro termini differenziati per tecnologia e tipologia di intervento, decorrenti dalla pubblicazione della graduatoria: 36 mesi per fotovoltaico ed eolico; 54 mesi per le nuove costruzioni idroelettriche; 48 mesi per gli impianti a gas residuati dai processi di depurazione di nuova costruzione o potenziati e per i rifacimenti idroelettrici; 36 mesi per i rifacimenti degli impianti a gas residuati dai processi di depurazione.
L’accesso all’incentivo va infine richiesto al GSE entro 90 giorni dalla data di entrata in esercizio registrata sul sistema Gaudì: il mancato rispetto del termine comporta la perdita del prezzo di aggiudicazione, la decadenza dalla graduatoria e l’escussione della cauzione definitiva.
Due aspetti meritano attenzione. Primo: i valori dichiarati in qualifica — in particolare la potenza — sono cristallizzati e non più modificabili nelle fasi successive; per correggerli occorre annullare la pratica, ripresentare la domanda e riversare gli oneri istruttori (da 100 a 2.300 euro secondo la taglia, non rimborsabili). Secondo: solidità finanziaria e cauzione provvisoria non gravano sulla fase di qualifica, ma su quella — successiva — della manifestazione di interesse, mentre la cauzione definitiva scatta solo con l’ammissione in graduatoria. Conviene perciò impostare la qualifica con la massima cura sin dal primo invio.
I punti su cui non sbagliare
Alcune regole hanno un impatto pratico diretto e sono facili da sottovalutare. Per il fotovoltaico serve il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio: la sola VIA non basta (resta sufficiente solo per le altre tecnologie). Attenzione soprattutto al calcolo della potenza: per il fotovoltaico conta la somma della potenza dei moduli, non la potenza immessa in rete. Un impianto autorizzato per “4 MW in immissione” ma con 9.000 moduli da 500 W vale in realtà 4.500 kW, e questo può spostarlo dall’accesso diretto all’obbligo di gara. Sulla stessa linea, le regole anti-frazionamento sommano gli impianti di uno stesso soggetto (o di società collegate) su terreni vicini: se il totale supera 1 MW, si va tutti in gara.
Infine, i lavori non possono partire prima della domanda di gara. Le opere di rete non contano come avvio lavori, ma la costruzione dell’impianto sì. E la firma di un contratto EPC prima della domanda vale come “primo fermo impegno” (cioè come avvio lavori) a meno che il contratto non sia espressamente subordinato all’esito della gara. È un punto da governare con le clausole giuste.
Criteri “verdi”, calendario e la finestra che conta
Almeno il 30% della capacità di fotovoltaico ed eolico è riservato a gare dedicate secondo il Net-Zero Industry Act, con criteri legati alla sostenibilità, alla cybersicurezza e all’origine dei componenti (la cosiddetta resilienza). In graduatoria pesano anche la presenza di sistemi di accumulo e i contratti PPA di lungo periodo: tutti elementi che, per contare, vanno dichiarati già in qualifica.
Il calendario prevede sette gare ordinarie trimestrali, da dicembre 2026 a giugno 2028, e quattro gare NZIA dedicate a fotovoltaico ed eolico. Ma oltre alle singole scadenze delle procedure, c’è un elemento temporale ancora più importante: la finestra biennale entro cui, per gli impianti sopra 1 MW, gli aiuti possono essere concessi.
Questa finestra decorre dall’entrata in vigore del decreto e si chiude due anni dopo. È proprio questo vincolo temporale a spiegare perché il calendario delle gare si concentri nel periodo compreso tra dicembre 2026 e giugno 2028.
Per chi sta sviluppando un progetto, quindi, non conta soltanto arrivare preparati alla singola gara: qualifica, autorizzazioni, requisiti tecnici e finanziari devono essere impostati per tempo, perché il rispetto della sequenza procedurale diventa parte integrante della strategia di accesso al meccanismo.





















































































































































































































































































































































































































