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Dal Rapporto AGRIcoltura100 2026 emerge che le aziende agricole più sostenibili crescono il doppio rispetto a quelle meno evolute

In un momento segnato da inflazione, crisi energetica, tensioni geopolitiche e difficoltà sui mercati internazionali, l’agricoltura italiana sceglie la strada della sostenibilità per rafforzare competitività e resilienza.

A confermarlo è il 6° Rapporto AGRIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e presentato oggi a Roma nella sede di Palazzo della Valle.

Lo studio, realizzato da MBS Consulting (Gruppo Cerved) su oltre 3.800 imprese agricole italiane, mostra come le aziende che investono in sostenibilità, innovazione e qualità siano oggi anche quelle che crescono di più dal punto di vista economico.

Filippone e Giansanti: “La sostenibilità è ormai un fattore strategico”

“La nuova edizione del Rapporto AGRIcoltura100 conferma il ruolo centrale della sostenibilità e dell’innovazione come fattori trasformativi capaci di supportare la crescita delle imprese del settore, permettendo loro di affrontare con basi più solide uno scenario complesso come quello attuale”, ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group.

Filippone ha sottolineato anche il ruolo della protezione assicurativa nel settore agricolo: “Le coperture assicurative contribuiscono a proteggere l’attività, rafforzare la prevenzione dei rischi e consolidare la resilienza delle aziende per affrontare le sfide future”.

Sulla stessa linea anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha evidenziato come la sostenibilità non sia più soltanto un obiettivo ambientale, ma un elemento strategico per il futuro del comparto.

“Oggi dobbiamo chiederci come affrontare il nuovo percorso della sostenibilità, che rimane un tema assolutamente strategico se sviluppato con obiettivi realistici e sfidanti. Se ben coniugata, la sostenibilità diventa un plusvalore tangibile”, ha spiegato Giansanti.

Secondo il presidente di Confagricoltura, per continuare a investire in questa direzione servono “politiche snelle ed efficaci”, ma anche un cambio culturale già presente nelle nuove generazioni. “Il ricambio generazionale diventa un fattore determinante per raggiungere obiettivi ancora più importanti, con effetti positivi sull’economia dei territori”.

Le aziende sostenibili crescono il doppio

I numeri del Rapporto confermano che la sostenibilità non è più soltanto un valore etico, ma un vero fattore competitivo.

Nel 2026 la quota di imprese agricole con un livello elevato di sostenibilità sale al 57,9%, in netto aumento rispetto al 49,3% registrato nel 2020, primo anno dell’indagine. Nello stesso periodo si dimezzano le aziende ferme a uno stadio iniziale, passate dal 21,6% all’11,9%.

Ma il dato più significativo riguarda la crescita economica: nell’ultimo anno il 30,6% delle aziende con alti livelli di sostenibilità ha registrato un incremento del fatturato, contro appena il 14,6% delle imprese con livelli base.

Un risultato che rafforza il legame tra sostenibilità, innovazione e capacità di stare sul mercato.

Dazi, guerre commerciali e crisi energetica: le nuove pressioni sul settore

Il Rapporto AGRIcoltura100 fotografa anche le difficoltà che stanno colpendo il settore agricolo italiano sul fronte internazionale.

Il 42% degli agricoltori si dice preoccupato per l’impatto delle tensioni commerciali e dei dazi, soprattutto verso mercati strategici come quello statunitense. Le imprese segnalano aumenti dei costi delle materie prime, riduzione delle esportazioni e maggiori difficoltà commerciali.

Per reagire, oltre il 70% delle aziende attive sui mercati esteri ha adottato nuove strategie:

  • il 45% ha cercato nuovi mercati internazionali;
  • il 20% ha rivisto contratti e accordi commerciali;
  • un altro 20% si è orientato maggiormente verso il mercato interno.

A incidere sui bilanci pesa anche la crisi energetica legata alle tensioni in Medio Oriente. Già nel 2025 il 42% delle aziende agricole aveva registrato aumenti dei costi produttivi, mentre solo una su quattro dichiarava di poter intervenire sui prezzi di vendita.

Il risultato è una redditività sempre più compressa: quasi la metà delle imprese agricole italiane ottiene oggi utili inferiori al 5% del fatturato.

Credit: Confagricoltura – Da sinistra Sergio Marchi, Direttore Generale ISMEA,  Vittorio Amedeo Viora Consigliere di Amministrazione Reale Mutua, Roberto Caponi Direttore Generale Confagricoltura, Enea Dallaglio MBS Consulting, Gruppo Cerved

Ambiente, innovazione e qualità: così cambia l’agricoltura italiana

La crescita della sostenibilità riguarda ormai tutto il territorio nazionale, senza differenze significative tra Nord e Sud.

L’ambito che registra l’accelerazione più forte è quello ambientale: le imprese con livelli elevati di sostenibilità green passano dal 49% del 2020 al 63,8% del 2025.

Cresce anche l’attenzione verso innovazione, competitività e qualità del lavoro. Il 70,3% delle aziende agricole ha effettuato investimenti negli ultimi due anni, confermando la volontà del settore di modernizzarsi e rafforzare la propria capacità produttiva.

Secondo il Rapporto, la correlazione tra innovazione e sostenibilità è ormai evidente: tra le imprese più sostenibili, l’82,2% presenta anche un elevato livello di innovazione.

Le cinque leve che cambieranno il futuro dell’agricoltura italiana

Secondo il Rapporto AGRIcoltura100, saranno cinque i fattori decisivi per accompagnare la trasformazione del settore nei prossimi anni.

Qualità e tracciabilità come vantaggio competitivo

La qualità resta il principale elemento distintivo dell’agricoltura italiana. Origine certificata, sicurezza alimentare, sostenibilità e tracciabilità rappresentano oggi un valore competitivo strategico sui mercati.

Il 65,5% delle imprese ha raggiunto livelli elevati di sostenibilità in quest’area, mentre oltre un terzo si colloca nella fascia più avanzata.

Innovazione e investimenti sempre più centrali

L’agricoltura italiana continua a investire in tecnologia e innovazione. Il 70,3% delle aziende ha effettuato investimenti negli ultimi due anni, confermando una forte propensione al cambiamento.

Il legame tra innovazione e sostenibilità appare ormai consolidato: tra le aziende con elevati standard sostenibili, l’82,2% presenta anche un alto livello di innovazione.

Stop alla frammentazione: cresce l’integrazione di filiera

Per contrastare la debolezza strutturale dovuta alla frammentazione aziendale, molte imprese stanno ampliando le attività oltre la produzione agricola tradizionale.

Oggi il 50,2% delle aziende sviluppa attività connesse come trasformazione alimentare, produzione energetica, agriturismo, servizi sociali e formazione. In molti casi queste attività generano oltre il 30% dei ricavi complessivi.

Cambiamento climatico e rischio idrogeologico

Il Rapporto evidenzia anche la crescente esposizione dell’agricoltura italiana ai fenomeni climatici estremi. Dalla gestione delle acque alla prevenzione dell’erosione, il settore agricolo viene indicato come presidio fondamentale per la tutela del territorio.

Gli esperti sottolineano però la necessità di aumentare la consapevolezza sui rischi climatici e rafforzare le competenze nella prevenzione.

Giovani, donne e lavoro stabile

Tra le priorità emerge anche il tema del capitale umano. Ricambio generazionale, occupazione giovanile e valorizzazione del lavoro femminile vengono indicati come elementi decisivi per costruire un’agricoltura più moderna e sostenibile.

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