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Formazione tecnica, sicurezza alimentare e Africa protagoniste della seconda giornata di Codeway Expo 2026 a Roma

La seconda giornata di Codeway Expo 2026, in corso a Fiera Roma, ha acceso i riflettori sui grandi temi che attraversano l’economia globale: formazione tecnica, innovazione in Africa, resilienza idrica e nuovi modelli di partenariato tra pubblico e privato.

Una giornata che ha riunito organizzazioni internazionali, istituzioni, imprese, università e terzo settore in un confronto sempre più orientato alle soluzioni concrete. Sul tavolo non solo emergenze umanitarie, ma soprattutto strategie di lungo periodo capaci di connettere sviluppo economico, stabilità sociale e sostenibilità ambientale.

Investimenti e mercati emergenti: il ruolo delle banche multilaterali

Ad aprire il programma è stato il panel promosso da UNOPS insieme a World Bank, IFAD e Inter-American Development Bank, focalizzato sulle opportunità per le imprese italiane nei mercati emergenti.

Al centro del confronto, il tema della cooperazione economica come leva strategica per favorire investimenti infrastrutturali, crescita industriale e sviluppo locale, soprattutto nei Paesi africani e mediterranei. Un segnale chiaro di come la cooperazione internazionale stia progressivamente assumendo anche una dimensione economica e industriale sempre più rilevante.

One Health e resilienza: salute, ambiente e agricoltura sempre più connessi

Tra i momenti più seguiti della giornata anche il panel promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise sull’approccio “One Health”.

L’obiettivo: superare la tradizionale separazione tra salute umana, animale e ambientale. Secondo gli esperti intervenuti, solo un’integrazione reale tra questi ambiti può garantire filiere agricole più resilienti e sistemi sanitari capaci di affrontare crisi climatiche, alimentari e sanitarie.

Africa, innovazione e startup: il “Sistema Italia” punta sulla trasformazione digitale

Ampio spazio anche al ruolo dell’innovazione tecnologica in Africa, con il panel organizzato da CIHEAM Bari dedicato alla trasformazione digitale e green del continente.

Il confronto ha evidenziato il contributo del “Sistema Italia” nella nascita di startup, incubatori e hub creativi capaci di generare occupazione giovanile e nuove opportunità economiche. Un modello che punta a rafforzare le competenze locali e a sostenere lo sviluppo imprenditoriale attraverso formazione, tecnologia e cooperazione internazionale.

Il nodo delle competenze tecniche: “In Italia manca manodopera specializzata”

Tra i temi centrali della giornata anche quello del capitale umano tecnico, affrontato nel panel organizzato da De Lorenzo SpA.

Il dibattito ha messo in luce una contraddizione sempre più evidente: in Italia la disoccupazione giovanile resta superiore al 20%, ma allo stesso tempo le imprese faticano a trovare personale qualificato nei settori tecnici e industriali.

Secondo gli esperti intervenuti, la formazione tecnico-professionale rappresenta oggi uno strumento decisivo per sostenere crescita economica, occupazione e stabilità sociale, soprattutto nei Paesi emergenti.

Prosperi: “Investire nei giovani significa costruire stabilità”

«La formazione professionale oggi è uno dei pilastri dello sviluppo economico e sociale. Significa investire nei giovani, creare competenze, imprenditorialità e stabilità nei territori», ha dichiarato Filippo Prosperi, Business Development Director di De Lorenzo.

«È una sfida che riguarda l’Africa ma anche l’Italia e l’Europa, che hanno sempre più bisogno di manodopera qualificata».

Acqua, sicurezza alimentare e pace: la sfida della resilienza idrica

Nel pomeriggio il focus si è spostato sul tema dell’acqua come risorsa strategica per sviluppo e sicurezza alimentare.

Nel panel dedicato alla resilienza idrica, organizzato con AICS, CIHEAM Bari, Acea, Sogesid e UNDP, è emersa la necessità di rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture idriche africane per contrastare instabilità sociale, crisi alimentari e migrazioni forzate.

L’accesso all’acqua viene ormai considerato non solo una questione ambientale, ma anche un elemento centrale per la pace e la sicurezza internazionale.

Dall’emergenza alla prevenzione: “Non esiste più un prima e un dopo”

Grande attenzione anche per il panel dedicato all’integrazione tra aiuto umanitario, sviluppo e costruzione della pace, organizzato insieme alla Protezione Civile.

Il confronto ha evidenziato la necessità di superare il tradizionale approccio che separa emergenza e sviluppo, costruendo invece modelli capaci di intervenire già durante le crisi per creare resilienza futura.

Ciciliano: “Investire in prevenzione riduce i costi delle emergenze”

«Oggi non possiamo più separare emergenza, prevenzione e sviluppo», ha dichiarato Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile.

«Investire in prevenzione e cultura della protezione civile significa anche ridurre i costi economici delle emergenze e costruire un futuro più sicuro per le nuove generazioni».

Sulla stessa linea anche il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro: «Non esiste più un “prima” e un “dopo”. Esiste un unico spazio operativo in cui siamo chiamati, contemporaneamente, a salvare vite oggi e a costruire resilienza per il domani».

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