Agricoltore durante la concimazione dei campi con fertilizzanti per coltivazioni di mais e grano
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Confagricoltura lancia l’allarme sull’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Rischi per le produzioni di mais, soia e grano e per la filiera di pane e pasta

L’agricoltura italiana si prepara a una stagione complicata. Con l’arrivo della primavera, nelle regioni del Nord dovrebbero iniziare le concimazioni di fondo per le coltivazioni di mais, soia e sorgo, operazioni fondamentali per garantire raccolti abbondanti e di qualità. Ma quest’anno gli agricoltori potrebbero trovarsi davanti a un doppio ostacolo: condizioni meteorologiche sfavorevoli e costi in forte aumento.

A lanciare l’allarme è Confagricoltura, che segnala come le abbondanti piogge delle ultime settimane abbiano reso molti terreni pesanti e difficili da lavorare. A questo problema si aggiunge un altro fattore, ancora più preoccupante: il rincaro dei fertilizzanti e dei carburanti, che rischia di mettere in difficoltà molte aziende agricole.

Fertilizzanti sempre più costosi: l’urea passa da 55 a 75 euro al quintale

Secondo il monitoraggio dell’organizzazione agricola, dall’inizio delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente – in particolare dopo il conflitto che coinvolge l’Iran – i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati rapidamente.

In alcune zone d’Italia il costo dell’urea, uno dei principali componenti utilizzati nei fertilizzanti, è salito da circa 55 euro a 75 euro al quintale nel giro di poco tempo.

In alcuni casi si registrano anche difficoltà nel reperire il prodotto sul mercato, una situazione che secondo Confagricoltura non dipenderebbe tanto da una reale carenza, quanto da possibili fenomeni speculativi legati all’instabilità internazionale.

Gasolio agricolo in aumento: oltre 1,20 euro al litro

Parallelamente stanno aumentando anche i costi dei carburanti. Il gasolio agricolo, fondamentale per le lavorazioni nei campi e per l’utilizzo dei macchinari, è passato da circa 80 centesimi a oltre 1,20 euro al litro in pochi giorni.

Per molte aziende agricole questo significa affrontare un improvviso aumento dei costi di produzione, proprio in una fase delicata della stagione.

E l’impatto non riguarda solo gli agricoltori. Se i fertilizzanti diventano troppo costosi o difficili da reperire, la quantità e la qualità dei raccolti potrebbero risentirne, con conseguenze lungo tutta la filiera alimentare.

Rischi anche per il grano e la filiera di pane e pasta

Tra le colture più esposte agli effetti di questi aumenti c’è anche il grano, base della produzione di pane e pasta. Se le concimazioni dovessero essere ridotte o rimandate per ragioni economiche, i raccolti potrebbero risultare meno produttivi.

In un contesto già segnato da molte incertezze – tra cambiamenti climatici, aumento delle fitopatie e tensioni sui mercati internazionali – il rincaro degli input agricoli rischia quindi di aggravare ulteriormente la situazione.

Il nodo delle politiche europee sui fertilizzanti

Secondo Confagricoltura, a rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono anche alcune politiche europee. Dal 1° gennaio è entrato in vigore il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo europeo che introduce un costo aggiuntivo sulle importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio, tra cui anche alcuni fertilizzanti.

L’obiettivo della misura è ridurre le emissioni e promuovere produzioni più sostenibili. Tuttavia, nel breve periodo potrebbe comportare un ulteriore aumento dei prezzi per le aziende agricole europee.

Confagricoltura: servono interventi urgenti

Per questo l’organizzazione agricola chiede interventi rapidi a livello nazionale ed europeo per evitare fenomeni speculativi e garantire la continuità delle produzioni.

Secondo Confagricoltura, senza misure adeguate il rischio è che le difficoltà del settore primario possano avere ripercussioni più ampie sull’economia e sulla sicurezza alimentare.

Il timore è che, tra crisi geopolitiche, cambiamenti climatici e aumento dei costi energetici, la tenuta del sistema agricolo diventi sempre più fragile, proprio mentre gli agricoltori si preparano a una nuova stagione di semine e raccolti.

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