- 16/02/2026
- Simone Martino
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Da Bologna il presidente Coldiretti Ettore Prandini chiede più risorse nella PAC per assicurazioni e risarcimenti. Gesmundo: “I 10 miliardi solo ai veri agricoltori”
Il maltempo e i cambiamenti climatici stanno mettendo sempre più in difficoltà le aziende agricole italiane. Campi allagati, raccolti compromessi, danni milionari. Da Bologna arriva l’appello della Coldiretti: servono più risorse per assicurazioni e risarcimenti nella prossima Politica Agricola Comune (PAC).
A dirlo è stato il presidente Ettore Prandini, intervenuto davanti a cinquemila agricoltori riuniti in mobilitazione nel capoluogo emiliano, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
“Dinanzi ai sempre più gravi effetti del maltempo serve una svolta – ha dichiarato Prandini – intervenendo nella prossima PAC per aumentare le risorse destinate agli strumenti assicurativi e al riconoscimento dei danni subiti dalle aziende, dopo aver recuperato 10 miliardi e scongiurato i tagli”.
Acqua, il grande nodo irrisolto: “Tratteniamo solo l’11% della pioggia”
Uno dei punti centrali del discorso riguarda la gestione delle risorse idriche. Secondo Coldiretti, l’Italia trattiene in media appena l’11% dell’acqua piovana, contro percentuali più che doppie in Spagna e addirittura triple in Francia.
“Da anni parliamo di bacini di accumulo, ma i passi avanti concreti sono ancora pochi”, ha sottolineato Prandini. Il tema non riguarda solo l’agricoltura, ma l’intero sistema Paese. L’acqua, ha ricordato, sarà strategica non soltanto per irrigare i campi, ma anche per lo sviluppo tecnologico, dall’innovazione industriale fino all’intelligenza artificiale.
“Perdere questa sfida è un lusso che il nostro Paese non può permettersi”, ha avvertito.
Burocrazia, un terzo del tempo perso in carte e pratiche
Oltre al clima, gli agricoltori devono fare i conti con un altro ostacolo: la burocrazia. “Un terzo del tempo delle nostre imprese è ancora assorbito dalla compilazione di pratiche spesso inutili”, ha ricordato il presidente Coldiretti.
Secondo l’organizzazione, alcuni passi avanti sono stati fatti – dal settore vitivinicolo alle misure previste nella legge di bilancio e nel provvedimento “Coltiva Italia” – ma il percorso deve continuare. L’obiettivo è garantire risposte concrete soprattutto alle aziende delle aree interne, collinari e montane, senza dimenticare le realtà di pianura e le filiere strategiche del Made in Italy agroalimentare.
PAC e 10 miliardi, Gesmundo: “Soldi solo a chi vive di agricoltura”
Se il maltempo è l’emergenza, la partita delle risorse europee è il terreno politico su cui si gioca il futuro del settore.
Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, è stato netto: “I 10 miliardi recuperati devono andare a coloro che vivono di agricoltura. Nessun altro deve beneficiarne”.
Davanti alla platea di Bologna, alla presenza anche del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, Gesmundo ha ribadito che le risorse devono essere destinate alle persone fisiche – coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali – e alle società agricole che operano realmente nel settore.
“Devono essere i veri destinatari di questi fondi, una volta per tutte”, ha insistito.
Lo scontro con Bruxelles e il precedente politico
Nel suo intervento, Gesmundo ha rivendicato anche il risultato ottenuto sul bilancio agricolo europeo, parlando di un cambio di rotta da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Per la prima volta nella storia dell’Unione europea – ha affermato – la Commissione è stata costretta a rivedere un’impostazione di bilancio. È un precedente importante che dimostra come, quando il mondo agricolo si muove in modo compatto insieme alle istituzioni nazionali, può incidere realmente sulle scelte europee”.
Il messaggio è chiaro: niente compromessi al ribasso e più peso politico all’agricoltura italiana nei tavoli decisionali europei.
Una sfida che riguarda tutto il Paese
Il messaggio lanciato da Bologna va oltre la protesta di categoria. Secondo Coldiretti, la questione agricola è strettamente legata alla sicurezza alimentare, alla tutela del territorio e alla tenuta economica delle aree interne.
Con eventi estremi sempre più frequenti – tra alluvioni, siccità e grandinate improvvise – il settore primario chiede strumenti più solidi per proteggere il reddito degli agricoltori e garantire continuità produttiva.
La partita ora si sposta a Roma e a Bruxelles, dove si deciderà come distribuire le risorse della prossima PAC. E per Coldiretti la linea è tracciata: più tutele contro il maltempo, meno burocrazia e fondi solo a chi lavora davvero la terra.
























































































































































































































































































































